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Il Consiglio Universitario
Nazionale, riunito nei giorno 6 e 7 ottobre 2004
ribadisce la necessità che la legge finanziaria
attualmente in discussione
in Parlamento, anche nell'attuale difficile situazione
economica del Paese, contenga una netta inversione di
tendenza circa la destinazione di adeguate risorse allo
sviluppo della ricerca e della formazione superiore, secondo
gli impegni assunti dall'Italia a livello internazionale
e secondo le inderogabili esigenze di sviluppo del sistema
universitario. In assenza di decisioni in tal senso, si
allargherà il distacco, già attualmente
rilevante, dell'Italia dai Paesi europei più avanzati,
con il rischio di una emarginazione crescente del nostro
Paese dalla competizione internazionale nel campo della
ricerca scientifica e di una situazione di declino.
La delineazione di un quadro
definito di impegni finanziari costituisce la
precondizione essenziale per ogni intervento di riforma,
compresa quella
dello stato giuridico dei docenti, che in caso contrario
risulterebbe del
tutto vuota e inefficace.
Allo stato il CUN riafferma,
in consonanza con la CRUI, che la discussione
parlamentare della legge delega sullo stato giuridico
dei docenti
universitari debba essere sospesa, in quanto priva del
quadro di
riferimento precedentemente richiamato. Il CUN ricorda
le proprie
valutazioni non favorevoli su rilevanti aspetti di quanto
previsto dal
disegno di legge e, facendo proprio l'appello della CRUI,
si rivolge ai
presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, alle
forze di
maggioranza e di opposizione affinché il disegno
di legge in questione non
venga inserito nel calendario dei lavori parlamentari
né tantomeno vi siano
anomale accelerazioni, prima della conclusione dell'iter
di approvazione
della legge finanziaria e del relativo correlato.
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