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  A.N.D.U.


La legge, che dovrà essere di nuovo discussa alla Camera, è stata approvata nonostante l'opposizione del mondo universitario, con una gravissima forzatura istituzionale: niente parere della competente Commissione e niente emendamenti in Aula; una 'anomalia' ancor più grave trattandosi di una importantissima legge riguardante l'Università, istituzione cardine del sistema democratico del nostro Paese.
Questo Governo ha così proseguito con le forzature istituzionali a cui
troppo spesso hanno fatto ricorso anche i Governi precedenti per imporre
leggi importanti all'Università. Finanziarie, leggi delega, voti di fiducia
sono gli strumenti con i quali sono state soddisfatte le richieste di un
potente gruppo di professori che, per le questioni universitarie, da sempre
controlla il Ministero, condiziona pesantemente il Parlamento e ha accesso esclusivo alla 'grande' stampa (v. nota 3).
Questa lobby accademica ha sempre avuto come obiettivo la gestione
privatistica delle risorse pubbliche per l'Università e sta portando, in
linea con l'avanzare delle logiche aziendalistiche, allo smantellamento del
sistema nazionale e pubblico dell'Università stessa.
Anche la legge approvata al Senato è stata voluta da un gruppo potente
e trasversale di accademici che ha attaccato pesantemente il movimento di protesta e che, dopo l'assordante silenzio delle ultime settimane, è
ritornato apertamente in campo per difendere la legge approvata, tacendo
sulle procedure 'illiberali' adottate al Senato. Particolarmente
significativi sono gli interventi sul Riformista di giovedi di Galli della
Loggia, Quagliariello e Schiavone, esponenti della Fondazione Magna Carta di cui è attivo Presidente d'Onore Marcello Pera, presidente del Senato della Repubblica (v. nota 4).

Un attacco 'particolare' è in corso, fuori e dentro il Parlamento, contro
la CRUI, colpevole di condividere le ragioni della protesta universitaria.

Galli della Loggia accusa i Rettori di essersi schierati contro il DDL
perché la loro "elezione o speranza di rielezione si deve al consenso dei
loro docenti a cominciare dai ricercatori". Lo stesso Galli della Loggia
sostiene che a protestare sono solo "1000-2000 docenti" che "da decenni si trasformano magicamente nell'Università tutta intera, impadronendosi di un ruolo di rappresentanza che numericamente sono ben lungi dall'avere ma che nessuno si è mai sognato di verificare". E, aggiungiamo noi, in attesa di questa verifica, una dozzina di eccellenti professori si è fatta carico di fare approvare, ad ogni costo e con ogni mezzo, una legge letale per l'Università e disastrosa per l'intero Paese!
Insomma, questi Rettori, per Galli della Loggia, sarebbero interessati solo
alla loro elezione e non agli interessi generali dell'Università, ma sono
anche un po' 'stupidini' perché andrebbero dietro a 2000 (al più) docenti
che contestano il DDL invece che agli altri 55.000 che lo condividerebbero.

In Parlamento i senatori Valditara (AN) e Asciutti (FI) si sono incaricati di sparare a zero contro la CRUI.

Valditara già nella seduta dell'altro giorno aveva chiarito che con il DDL si
stava dando "una risposta a queste parti serie dell'universita`(Magna
Carta, USPUR e CIPUR, ndr)" invece di "rincorrere qualcuno che manifesta con la kefia, con il passamontagna, con i capelli tinti di verde chiedendo autonomia e liberta`" (nota 5).
Nell'intervento dell'altro giorno Valditara non ha rincorso nemmeno la CRUI (v. nota 6). Anzì! Valditara ha detto: "La CRUI dichiara inaccettabile la forzatura della prassi parlamentare, dichiara inaccettabile l'interruzione del dibattito parlamentare: ebbene, credo che non spetti alla CRUI giudicare le vicende del dibattito parlamentare." Incredibile! Per Valditara
l'Università e i suoi Organi non dovrebbero mettere bocca sull'attività del
Parlamento quando esso si occupa di Università. Un Parlamento al quale
peraltro non è consentito di occuparsi realmente di una legge che è
'costretto' ad approvare! Ma Valditara continua: "Ma poi quello che più mi
sorprende è che i vertici della CRUI, smentendo quanto più volte hanno
affermato anche a livello personale, si dichiarano invece ora
improvvisamente a favore della terza fascia. I vertici della CRUI hanno
sempre sostenuto che la terza fascia rischierebbe di sfasciare l'università
italiana; oggi, demagogicamente, per prendere qualche consenso in più in vista di una loro rielezione alle cariche accademiche (v. Galli della
Loggia, ndr), improvvisamente si mobilitano. È chiaro che si tratta di un
intervento politico: la CRUI non è più un interlocutore." Insomma per
meritare di essere interlocutori del sen. Valditara, professore ordinario
della Facoltà di Giurisprudenza di Torino, bisogna essere contro la terza
fascia, come lo sono tanti suoi colleghi delle Facoltà giuridiche dove
particolarmente 'addensati' sono gli interessi accademico-politico-professionali. Rimane il fatto politicamente gravissimo che un senatore, per giunta responsabile del settore universitario del suo partito, ritenga di poter 'licenziare' un Organo universitario quando la pensa diversamente da lui.

E Asciutti rincara la dose: "non possiamo che ammirare la rapidità con cui è stato convocato il Comitato di presidenza della CRUI. Ad horas ieri,
immediatamente, il Comitato di presidenza ha emesso un proclama. Il bello di questo proclama, a cui il senatore Valditara ha già accennato, è che contiene un insieme di menzogne che qui con forza si deve avere il coraggio di denunciare." E più oltre: "Apprezzo davvero il fatto che finalmente la CRUI e i rettori hanno ripensato ad una loro posizione: finalmente vogliono la terza fascia. Strano! Per anni non l'hanno voluta perché avevano paura di perdere il potere, perché se i 22.000 ricercatori fossero andati a votare, avrebbero deciso il futuro delle singole università (v. Galli della Loggia e Valditara, ndr). Adesso si apprezza e la terza fascia la vogliono anche loro." Forse Asciutti, che pure è Presidente della Commissione Istruzione e che sarebbe dovuto essere Relatore del DDL in Aula se la Presidenza del Senato non avesse impedito alla sua Commissione di esprimersi sul DDL, non sa che da anni i ricercatori in quasi tutti gli Atenei votano tutti per il rettore. Invece meno difussa è la partecipazione di tutti i ricercatori ai Consigli di Facoltà, in particolare negli Atenei dove più 'importanti' sono le Facoltà di Giurisprudenza (Napoli, Roma 1, Torino).

Insomma, la CRUI è 'sotto pressione' da parte di chi ritiene che essa non
difenda gli interessi di quella lobby accademica che ha sempre dominato
sull'Università. Forse si teme che, come accaduto in Francia per molto meno, Rettori e Presidi facciano la scelta 'dovuta' per impedire che il DDL venga approvato definitivamente dalla Camera: dimettersi.

30 settembre 2005

= Nota 1. Per il testo della legge approvata al Senato v. pag. 42 del
resoconto della seduta pomeridiana del Senato del 28 settembre 2005:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer?tipo=BGT&id=147879
= Nota 2. Per la valutazione dei contenuti della legge v. documento
dell'ANDU "A settembre mobilitazione per il ritiro del DDL":
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 02 agosto 2005
= Nota 3.

Due esempi.
La vigente norma sul CUN è stata inserita nel 1997 in una legge, la
"Bassanini 2", che ha per titolo "Misure urgenti per lo snellimento
dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di
controllo" (sic!): la norma è stata approvata all'interno di un
maxi-emendamento su cui il governo di allora ha posto la fiducia.
L'autonomia finanziaria delle Università. è stata imposta all'Università
nel 1993 all'interno di una legge "Finanziaria".
= Nota 4. Interventi di Galli della Loggia, Quagliarelloe Schiavone sul
Riformista del 29.9.05:
Galli della Loggia. "Trent'anni di rivolte":
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2005/09/37454964.pdf
Quagliarello. "C'è un blocco da rimuovere":
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2005/09/37455019.pdf
Schiavone. "Non merita barricate":
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2005/09/37455019.pdf
= Nota 5. A pag. 30 del resoconto stenografico della seduta pomeridiana del 28 settembre 2005 del Senato:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer?tipo=BGT&id=147879
= Nota 6. V. resoconto stenografico della seduta antimeridiana del 29
settembre 2005 del Senato:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp? tipodoc=hotresaula&id=1&parse=no