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  A.N.D.U.


Da parte sua il Relatore sta presentando alcuni emendamenti (nota 2). Gli
emendamenti del Relatore e degli altri Senatori agli articoli 1 e 2 sono
stati già formalizzati e illustrati nelle sedute del 13 (nota 3) e 14 (nota
4) luglio della Commissione Istruzione. La discussione degli emendamenti
agli altri articoli e la votazione di tutti gli emendamenti è prevista per
il 19-21 luglio.
Gli emendamenti del Relatore sostanzialmente prevedono:
1. messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori a partire dal 2013 (comma
2 bis, art. 3 del testo del DDL con gli emendamenti del Relatore);
2. cancellazione del comma 11, art. 4 che attribuiva 'a tutti' il titolo di
"professore aggregato";
3. possibilità per gli attuali ricercatori "che hanno svolto tre anni di
insegnamento" di tenere, a domanda, corsi e moduli (comma 3 bis, art. 4);
4. attribuzione ai ricercatori del "titolo di professore aggregato per il
periodo di durata degli stessi corsi e moduli." (comma 3 bis, art. 4);
5. conferimento di incarichi pluriennali anche gratuiti (comma 3, art. 4);
6. durata fino a quattro anni dei contratti di ricercatore a termine,
rinnovabili per una durata complessiva di otto anni (comma 6, art. 4);
7. possibilità di "istituzione di una Autorità indipendente per la
valutazione del sistema universitario" (comma 2, art. 2).

Alla luce degli emendamenti del Relatore al DDL approvato dalla Camera, si
possono evidenziare le caratteristiche del provvedimento che si vorrebbe
fare approvare in via definitiva entro questo mese di luglio:
1. si va nella direzione dell'abolizione dello stato giuridico nazionale
dei docenti. Infatti si prevede che i singoli Atenei disciplinino "con
propri regolamenti" le procedure per il reclutamento dei professori e, al
momento della chiamata, stabiliscano "il trattamento economico iniziale"
(comma 1, art. 4). Per la prima volta le modalità di reclutamento in ruolo
saranno differenziate ateneo per ateneo e la retribuzione sarà
'personalizzata' per ogni singolo professore;
2. si introduce l'"idoneità scientifica nazionale", una sorta di 'libera
docenza' a numero chiuso (lettera a del comma 1, art. 3), prerequisito per
partecipare all'ulteriore "valutazione comparativa" per il reclutamento
vero e proprio nei ruoli di professore ordinario e di professore associato
(comma 1, art. 4);
3. si reintroducono i "professori incaricati", anche non retribuiti, senza
limiti di tempo (comma 3, art. 4);
4. si introduce la figura del professore ordinario a termine in
convenzione, anche privo di idoneità scientifica nazionale. Quest'ultimo
può anche diventare direttore di dipartimento e presidente di CCS (comma 4,
art. 4);
5. non si elimina l'attuale giungla di oltre 50.000 precari (compresi
assegnisti e borsisti) e si aggiunge la figura del "contrattista di diritto
privato" di durata fino a quattro anni, rinnovabile per complessivi otto
anni (comma 6, art. 4). In tal modo si ha un periodo medio di precariato di
oltre 11 anni (assegno più contratto) dopo i 3 anni di dottorato;
6. il bando di nuovi posti di professore è sospeso fino all'emanazione dei
decreti delegati (commi 1 e 2, art. 3);
7. l'attuale ruolo dei ricercatori è messo ad esaurimento a partire dal
2013 (comma 2 bis, art. 3), con la 'spinta' a preferire da subito, rispetto
ai posti in ruolo, il bando dei contratti di ricercatore a tempo
determinato, per i quali "sono previsti appositi incentivi" (comma 6, art. 4);
8. per gli attuali ricercatori che abbiano già svolto almeno tre anni di
insegnamento e per i nuovi ricercatori è previsto il titolo di "professore
aggregato" solo per il periodo dell'insegnamento (comma 3 bis, art. 4). Una
non-novità, dato che già tanti anni fa il Consiglio di Stato ha chiarito
che durante l'insegnamento si ha il titolo di "professore"
9. si ipotizza la costituzione di un'"Autorità indipendente" per valutare
il Sistema nazionale delle Università, proprio nel momento in cui si sta
facendo approvare la controriforma del CUN con la quale si priverebbe per
sempre il Sistema di un Organismo nazionale di autogoverno, rappresentativo
dell'intero mondo universitario. Un Organismo democratico, non corporativo
e non parcellizzato, capace di difendere il Sistema dai poteri forti
trasversali accademico-politici di cui l'Autorità 'indipendente' potrebbe
diventare strumento.

Nessuna delle richieste emerse dalla protesta del mondo universitario e
avanzate dalle Organizzazioni unitarie della docenza è stata accolta:
1. si continua a non distinguere il reclutamento (che dovrebbe svolgersi
con concorsi nazionali) dall'avanzamento nella carriera docente (con
idoneità nazionali a numero aperto), mantenendo così la cooptazione
personale e l'attuale mercato dei finti concorsi (per l'avanzamento di
carriera), che rimarranno comunque locali finché sarà dato alla Facoltà il
potere di scegliere se e chi chiamare. La sovrapposizione tra reclutamento
e avanzamento nella carriera docente rappresenta peraltro il principale
ostacolo ad una valutazione non finalizzata al controllo gerarchico;
2. si aumenta il già intollerabile periodo di precariato aggiungendo
mediamente altri otto anni, con l'introduzione dei ricercatori a tempo
determinato. Tale periodo di precariato potrà proseguire senza limiti come
professore incaricato, figura che non ha obbligo di ricerca;
3. non si trasforma il ruolo dei ricercatori in terza fascia permanente
di professore, non riconoscendo così agli attuali ricercatori il ruolo
docente effettivamente svolto. Anzi ai ricercatori, con il comma 15
dell'art. 4, si tolgono le mansioni docenti riconosciute con l'art. 12
della legge 19 novembre 1990, n. 341. Questo articolo, che si vuole
abrogare, prevede, tra l'altro, che i ricercatori "possono essere
componenti delle commissioni di esame di profitto" e "relatori di tesi di
laurea."

Il Ministro è determinato ad andare avanti, nonostante si sia espressa
contro il suo DDL tutta l'Università: CRUI, Conferenze dei Presidi, Senati
Accademici e Consigli di Amministrazione, Consigli di Facoltà e di
Dipartimento, Assemblee di Docenti e di Studenti, Organizzazioni della
docenza (ora anche l'AIDU, un'Associazione di docenti universitari che si
ispira "ai principi del Vangelo e della Costituzione repubblicana", nota
5). Eppure di fronte a tutto ciò lo stesso Ministro arriva a sostenere "che
da più parti della comunità accademica e del mondo produttivo pervengono
manifestazioni di sostegno alla riforma, giudicata necessaria e
improcrastinabile", come ha dichiarato il 12.7.05 in Commissione.
Si vuole imporre, contro tutti e contro tutto, in qualsiasi modo e a ogni
costo, l'approvazione di un DDL che completa la demolizione dell'Università
statale, lasciando campo libero ai poteri forti accademici trasversali che
vogliono gestire in maniera privatistica le risorse pubbliche per
l'Università e la Ricerca. Con la cancellazione dell'Università statale si
distrugge la principale risorsa del nostro Paese e si demolisce uno dei
pilastri fondamentali della nostra democrazia.
La partita in gioco è enorme e, per impedire l'approvazione di un
provvedimento devastante, va aumentata la protesta del mondo universitario
e delle forze politiche e sociali.
Coerentemente con le loro nette posizioni assunte contro il DDL, i Rettori
e i Presidi dovrebbero dimettersi, analogamente a quanto accaduto l'anno
scorso in Francia contro un provvedimento che si 'limitava' a trasformare
1000 (mille) posti in ruolo in altrettanti posti a tempo determinato.

18 luglio 2005

Nota 1. V. il resoconto sommario della seduta del 12.7.05 della Commissione
Istruzione del Senato nella quale è intervenuto il Ministro:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/fr ame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=14&id=1
43551

Nota 2. V. nuovo testo del DDL con gli emendamenti concordati dal Ministro
con il Relatore:
http://www.crui.it//data/allegati/links/2310/T ESTO%20A%20FRONTE%20%2013%20LU
GLIO%202005.doc

Nota 3. V. il resoconto sommario della seduta del 13.7.05 della Commissione
Istruzione del Senato con in allegato gli emendamenti all'art. 1:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame .jsp?tipodoc=SommComm&leg=14&id=1
43644

Nota 4. V. il resoconto sommario della seduta del 14.7.05 della Commissione
Istruzione del Senato con in allegato gli emendamenti all'art. 2:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp ?tipodoc=SommComm&leg=14&id=1
43659

Nota 5. V. "L'Aidu su Ddl Moratti" del 3.7.05:
http://cnu.cineca.it/notizie05/aidu.htm