Ora alla Camera il gioco sembra essere finito.
Infatti l'on. Tocci (DS),
neo responsabile del settore universitario, ha dichiarato
di ritenere
prioritario il rinnovo dell'attuale CUN, rinnovo che a suo dire
richiederebbe
l'approvazione del provvedimento governativo (nota 2).
Questo non è
vero. Così come è stato sostenuto anche dai senatori Tessitore e
Modica, entrambi DS, il CUN, sulla base dell'attuale normativa, poteva essere
e può ancora essere rinnovato con un 'semplice' decreto ministeriale. Peraltro,
la 'nuova' legge non fa che fotografare la
composizione attuale del CUN decisa
nella scorsa legislatura, con decreto ministeriale, dal sottosegretario-ministro
Guerzoni, che ha voluto privare l'Università italiana di un Organo rappresentativo,
non corporativo e non settoriale. Lo stesso Guerzoni ha voluto inoltre che l'attuale
CUN
diventasse di fatto illegittimo mantenendo in carica quei componenti (ormai
la maggioranza) che, eletti in rappresentanza di una categoria, hanno smesso di
appartenere a quella categoria.
I Responsabili ministeriali di allora hanno
deliberatamente disarmato
l'Università italiana che, senza un organo
politicamente valido, non ha
potuto essere difesa, in maniera più adeguata,dall'attacco
della lobby
accademica trasversale che da anni sta cinicamente operando per
distruggere l'Università statale a vantaggio delle autoproclamate 'eccellenze'.
Prima
al Senato il contraddittorio comportamento dei Senatori dei DS e
della Margherita,
i quali al momento della votazione finale non si sono
opposti alla controriforma
del CUN e ora alla Camera quella che si
prospetta essere una NON opposizione
dei DS. Queste posizioni nei confronti di un provvedimento che cancella per sempre
l'idea stessa di un Organo democratico di autogoverno del Sistema nazionale delle
Università, rendono, tra l'altro, necessaria la massima attenzione sulle
posizioni che i Gruppi dei DS e della Margherita esprimeranno in Parlamento nella
prosecuzione dell'esame del DDL sullo stato giuridico. Contro quest'ultimo DDL
questi Gruppi hanno espresso una vera opposizione alla Camera solo negli ultimi
giorni, presentando e sostenendo finalmente le richieste avanzate dal mondo universitario
e dalle Organizzazioni unitarie della docenza.
Ritornando
sulla questione del CUN, va ricordata la posizione,
particolarmente grave e
particolarmente significativa della 'cultura' che
ispira l''accademia che conta',
sulla composizione del 'nuovo' Collegio di
disciplina assunta al Senato da
TUTTI i Gruppi parlamentari (anche
l'Opposizione non ha presentato nessun emendamento
in merito). La
composizione del Collegio di disciplina approvata è la
seguente: 3
ordinari, 1 associato e 1 ricercatore. Una composizione che conferma
"una sorta di privilegio feudale tra le varie fasce di professore",
come ha
affermato il sen. Modica (DS), riferendosi però solo al funzionamento
a
"fisarmonica" del Collegio (il ricercatore non può giudicare
un associato o
un ordinario, l'associato non può giudicare un ordinario).
Noi
riteniamo che il Collegio di disciplina dovrebbe invece essere composto da appartenenti
alle categorie dei 'giudicabili', senza alcuna
predeterminazione per fasce
dei suoi componenti e, tanto meno, con una
composizione 'adattata' al grado
dell''incolpato'. Potrebbe così accadere
che il Collegio risulti composto
da soli ordinari o da soli associati o da
soli ricercatori? E allora? È
forse meglio che esso risulti composto da
'soli' ordinari con la presenza di
una sorta di avvocati di ufficio (un
associato e un ricercatore)? Ma se la
preoccupazione di proteggere gli
ordinari dai giudizi espressi da appartenenti
alle 'classi' subalterne è un
'valore' tanto irrinunciabile, perché
chi ha elaborato o condiviso questa
aberrazione giuridica non pensa a tre Collegi
di disciplina distinti,
ognuno competente per la propria fascia e composto
esclusivamente da
appartenenti a quella?
I
comportamenti espressi al Senato sono perfettamente congrui con il
documento
approvato tempo fa all'UNANIMITÀ dalla Commissione Istruzione del Senato
stesso sull'"Affare assegnato" in materia universitaria (relatore il
sen. Tessitore dei DS). In quel documento c'è scritto: "al Consiglio
universitario nazionale (CUN) ... tocca la rappresentanza dei settori scientifico-disciplinari
e la loro organizzazione attraverso una composizione elettiva espressiva esclusivamente
della comunità scientifica del Paese", mentre alla "Conferenza
dei rettori delle università italiane (CRUI) ... tocca la materia riguardante
la GESTIONE del sistema e la garanzia della sua autonomia". Tali comportamenti
sono anche congrui con quanto voluto dalla trasversale "lobby trasparente"
TreeLLLe che chiede di "assumere la Conferenza dei Rettori (Crui) quale referente
per la consultazione, il confronto e la verifica del consenso sulle più
rilevanti scelte di governo del sistema: ciò in quanto la Crui è
espressione dei responsabili della gestione degli atenei e struttura istituzionalmente
autonoma e indipendente rispetto al Ministero."
20
giugno 2005
Nota 1. V. documento dell'ANDU
"DDL e CUN senza opposizione. Appello 'rifritto'" in:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
18 maggio 2005
Nota 2. Dal resoconto
della seduta di Giovedì 16 giugno 2005della
Commissione Cultura della
Camera:
"Walter TOCCI (DS-U) formula l'auspicio che si pervenga alla rapida
approvazione
del provvedimento in titolo, considerata la pregiudizialità
delle previsioni
da esso recate al fine di procedere al rinnovo
dell'organico del CUN, necessario
a restituire al medesimo piena efficienza e funzionalità. Pur esprimendo
riserve in ordine a taluni profili del provvedimento in esame, rispetto ai quali
preannuncia la presentazione da parte del suo gruppo di apposite proposte emendative,
ritiene che sia prioritario il soddisfacimento dell'esigenza testé segnalata
di garantire nel più breve tempo possibile l'operatività del CUN,
ribadendo pertanto la necessità che si pervenga alla sua sollecita approvazione."