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Così ha da essere, ad ogni costo e con
qualsiasi mezzo. Per forza, contro l'intero mondo universitario, deve essere imposto
un provvedimento, da approvare entro luglio e che finirà di distruggere
l'Università statale. Questo succederà con la precarizzazione senza
alcun limite temporale del reclutamento alla docenza, che scoraggerà i
giovani più capaci dall'intraprendere la carriera universitaria. Contro
questa prospettiva si sono espressi non solo gli oltre 50.000 docenti precari,
ma anche la CRUI, i Collegi dei Presidi, i Senati Accademici, i Consigli di Facoltà,
le Assemblee dei docenti e degli studenti, le Organizzazioni unitarie della docenza.
Ma tutto questo non importa a quella ristrettissima minoranza dell'accademia che
è interessata solo ad accentrare nelle proprie mani le sempre minori risorse
pubbliche per l'Università e la Ricerca. Una lobby trasversale che opera
all'interno e all'esterno del Parlamento. E, in questo quadro, gravissime risultano
sul piano istituzionale le recenti dichiarazioni del Presidente della Commissione
Istruzione del Senato che ha parlato esplicitamente di un "testo concordato"
che doveva essere fatto approvare prima dalla Camera e poi dal Senato, senza modificarlo
di una sola virgola. Una sorta di mono-cameralismo esercitato al di sopra e contro
il Parlamento. La responsabilità di questa lobby accademica è gravissima:
per i suoi interessi particolari vuole smantellare un Istituzione come l'Università italiana
che, nonostante gli attacchi da essa subiti, ha mantenuto un'alta qualità
di massa che non ha riscontro in nessun altro Paese. Contro questo disegno che
danneggerebbe pesantemente il nostro Paese, è necessario che l'Università
insorga e che, in particolare, i Rettori e i Presidi rappresentino all'opinione
pubblica la drammaticità della situazione rassegnando le proprie DIMISSIONI,
analogamente a quanto accaduto l'anno scorso in Francia contro una legge di
gran lunga meno pericolosa. E' necessario anche che l'Opposizione continui
in Parlamento ad opporsi sul serio a questo DDL, come ha finalmente cominciato
a fare in questi ultimi giorni alla Camera, presentando e sostenendo fino in fondo
le posizioni espresse dal mondo universitario e dalle Organizzazioni unitarie
della docenza. E' necessario anche che i Parlamentari della Maggioranza non eseguano
supinamente gli ordini accademico-ministeriali e, seguendo l'esempio di alcuni
Deputati della maggioranza, non si rendano complici di una operazione cinica e
miope che pochi potenti e spregiudicati baroni vogliono imporre contro l'Università
e il Paese.
Nunzio Miraglia - coordinatore
nazionale dell'ANDU (Associazione Nazionale Docenti Universitari) |
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