Gli emendamenti saranno discussi e votati dalla
Commissione il 17, 18 e 19 maggio. Nella stessa seduta della Commissione del 12
maggio l'on. Martella (DS) ha espresso "piena e ferma contrarietà"
al DDL, ricordando, tra l'altro, la necessità "di avviare un costruttivo
confronto con le componenti del mondo universitario e con le rappresentanze delle
categorie interessate." Martella ha anche denunciato che finora per l'Università
sono "stati approvati soltanto provvedimenti connotati da disorganicità".
In
realtà il Governo ha avuto per mesi un finto confronto con le
Organizzazioni
unitarie della docenza, fino a quando queste ultime hanno
deciso di interrompere
gli incontri-farsa. Le Organizzazioni hanno avuto difficoltà avute anche
con i Deputati dell'Opposizione che continuano a non accogliere le loro principali
richieste. Anzi, dopo averne accettate alcune, le hanno poi abbandonate, seguendo
le 'indicazioni' provenienti dal quel Gruppo accademico-politico che nella precedente
legislatura ha avviato l'opera di smantellamento dell'Università statale
(nota 1). Questo stesso Gruppo ha, in particolare, 'contribuito' recentemente
all'approvazione quasi unanime della norma, "connotata di disorganicità",
ma fortemente voluta dall'accademia che conta, con la quale è stato ridotto
ad uno il numero di idonei dei finti concorsi locali (nota 2).
Negli emendamenti
presentati dall'Opposizione il 12 maggio, oltre a
continuare a non accogliere
le principali richieste delle Organizzazioni
unitarie della docenza (netta
distinzione tra reclutamento per concorsi e
avanzamento per giudizi di idoneità
a numero aperto, trasformazione in modo
univoco del ruolo dei ricercatori in
terza fascia di professore), sono
state introdotte nuove proposte per soddisfare
le richieste dell'accademia
che conta. Infatti l'Opposizione vuole introdurre
il titolo di "professore
d'eccellenza" (emendamento 2.7), istituire
la figura di "professore
aggregato" fino a sei anni nell'ambito di
"convenzioni con imprese o
fondazioni" con "trattamento giuridico
ed economico dei professori
ordinari" (3.41), prevedere per i professori
a tempo pieno "un impegno di
almeno mille ore annue" (3.74) o "di
almeno cinquecento ore annue" (3.73),
togliere il fuori ruolo "anche
a tutti i professori di ruolo attualmente in
servizio" potendo loro attribuire
"la qualifica di professore emerito e
affidargli, fino al raggiungimento
dell'ottantacinquesimo anno di età,
compiti di didattica e di ricerca
con l'esclusione di compiti gestionali."
(3.77).
Insomma, ormai il
Gruppo accademico che 'guida' l'operato dei Parlamentari
dell'Opposizione si
muove senza alcuna inibizione al servizio
dell'accademia 'eccellente' a cui
appartiene, con la convinzione che esso
tornerà a gestire anche direttamente
il Ministero, a prescindere da quello
che sta facendo e farà fare all'Opposizione
stessa per l'Università.
- Nota
1. V. documento dell'ANDU "DDL. Con chi stanno i DS?", in:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
14 marzo 2005
- Nota 2. V. documento dell'ANDU "Colpo di mano trasversale
sui concorsi", in:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
22 marzo 2005
= CUN SENZA OPPOSIZIONE
Ovvero
il gioco delle parti e/o delle tre carte? Il 10 maggio 2005 il
Senato ha approvato
il DDL governativo di riforma del CUN, elaborato
dall'attuale CUN (pluri-prorogato
per volontà del Governo di
Centro-destra). Il DDL fotocopia l'attuale
composizione dell'Organo decisa
dal precedente Governo di Centro-sinistra:
14 aree ed elezione dei
rappresentati della docenza per categorie (nota 1).
In
Commissione e in Aula i Senatori dell'attuale Opposizione di
Centro-sinistra,
in pratica i senatori Monticone (Margherita) e Modica
(DS), hanno giustamente
giudicano l'attuale CUN, e quello ad esso identico
previsto dal DDL, un organo
parcellizzato e corporativo e pertanto hanno
proposto la riduzione a sei del
numero di aree e l'elezione dei
rappresentanti non per categorie separate.
'Naturalmente' né Monticone né
Modica hanno fatto anche un solo
cenno alla gravissima scelta
accademico-politica compiuta nella precedente
legislatura dal 'loro'
sottosegretario Guerzoni che ha deliberatamente deciso
di svuotare il CUN
di ogni capacità di efficace rappresentanza democratica
del Sistema
nazionale delle Università. È stato invece il sen.
Valditara (AN) a
ricordare giustamente che "nella passata legislatura
l'allora maggioranza,
il centro-sinistra, tentò (in realtà lo
fece, ndr) di svalutare l'organismo
rappresentativo dell'università,
il CUN, a tutto vantaggio della conferenza
dei rettori che ad oggi, tuttavia
è ancora un'associazione privata, anche
se le leggi le attribuiscono
sempre più competenze". Quello che Valditara
si ostina però
a non voler capire è che il 'suo' 'nuovo' CUN è
perfettamente
uguale a quello voluto dall'"allora maggioranza".
NESSUN emendamento
dell'Opposizione sulla composizione del CUN è stato
accolto, ma nonostante
ciò, incredibilmente, Monticone e Modica hanno
annunciato al momento
del voto della legge l'astensione, invece del voto
contrario, dei loro Gruppi.
Un 'colpo di scena' che costringe ad alcune
considerazioni.
1. Nel documento
approvato tempo fa all'UNANIMITÀ dalla Commissione
Istruzione del Senato
sull'"Affare assegnato" in materia universitaria
(relatore il sen.
Tessitore dei DS), c'è scritto: "al Consiglio
universitario nazionale
(CUN) ... tocca la rappresentanza dei settori
scientifico-disciplinari e la
loro organizzazione attraverso una
composizione elettiva espressiva esclusivamente
della comunità scientifica
del Paese", mentre alla "Conferenza
dei rettori delle università italiane
(CRUI) . tocca la materia riguardante
la GESTIONE del sistema e la garanzia
della sua autonomia". Quanto approvato
al Senato con l''inspiegabile'
astensione dell''Opposizione' è perfettamente
congruo con quanto scritto
insieme da Maggioranza e Opposizione nell'"Affare".
Ma è anche congruo con
quanto voluto dalla "lobby trasparente"
TreeLLLe che chiede di "assumere la
Conferenza dei Rettori (Crui) quale
referente per la consultazione, il
confronto e la verifica del consenso sulle
più rilevanti scelte di governo
del sistema: ciò in quanto la
Crui è espressione dei responsabili della
gestione degli atenei e struttura
istituzionalmente autonoma e indipendente
rispetto al Ministero." Della
Fondazione TreeLLLe fanno parte anche i
senatori Valditara (AN) e Modica (DS)
e l'ex sottosegretario-ministro
Guerzoni, 'padre' dell'attuale CUN che è
identico a quello approvato dal
Senato (nota 2).
2. La composizione del
'nuovo' Collegio di disciplina è stata condivisa
dall'Opposizione. Infatti
essa non ha presentato nessun emendamento in
merito. La composizione approvata
del Collegio di disciplina (3 ordinari, 1
associato e 1 ricercatore) chiarisce
più di ogni altra norma la natura
degli interessi accademico-corporativi
che 'ispirano' l'elaborazione delle
leggi riguardanti l'Università.
Una composizione che conferma "una sorta di
privilegio feudale tra le
varie fasce di professore", come ha affermato
Modica, riferendosi però
solo al funzionamento a "fisarmonica" del Collegio
(il ricercatore
non può giudicare un associato o un ordinario, l'associato
non può
giudicare un ordinario).
Noi riteniamo che il Collegio di disciplina dovrebbe
invece essere composto
da appartenenti alle categorie dei 'giudicabili', senza
alcuna
predeterminazione per fasce dei suoi componenti e, tanto meno, con una
composizione
'adattata' al grado dell''incolpato'. Potrebbe così accadere
che la
Corte risulti composta da soli ordinari o da soli associati o da
soli ricercatori?
E allora? È forse meglio che essa risulti composta da
'soli' ordinari
con la presenza di una sorta di avvocati di ufficio (un
associato e un ricercatore)?
Ma se la preoccupazione di proteggere gli
ordinari dai giudizi espressi da
appartenenti alle 'classi' subalterne è un
'valore' tanto irrinunciabile,
perché chi ha elaborato o condiviso questa
aberrazione giuridica non
pensa a tre Corti di disciplina distinte, ognuna
competente per la propria
fascia e composta esclusivamente da appartenenti
a quella?
3. Il testo approvato
dal Senato prevede un numero di aree "NON SUPERIORE a
quattordici".
La proposta governativa prevedeva inoltre che "in sede di
prima applicazione
della presente legge la metà" dei professori e dei
ricercatori"
"resta in carica per sei anni." Questo per consentire che il
rinnovo
di queste componenti avvenga 'a rate', dando così 'continuità' al
CUN.
Una scelta che in realtà, già solo per questo, impedisce al CUN
di
assumere pienamente il ruolo di Organo di autogoverno di cui l'Università
avrebbe
estremo e urgente bisogno.
In ogni caso quanto previsto dal DDL governativo
avrebbe potuto consentire
a un Ministro di prevedere MENO di quattordici aree
(p.e. sei, come
richiesto negli emendamenti dell'Opposizione). L'Opposizione,
condividendo
la "procedura di rinnovo parziale biennale del CUN"
(sen. Modica), ha
presentato e fatto approvare un emendamento che, "in
sede di prima
applicazione", prevede il rinnovo dei "rappresentanti
di sette delle aree",
aree che dovrebbero essere "in numero NON SUPERIORE
a quattordici". Un
pasticcio matematico-legislativo che in realtà
porterebbe per la prima
volta a FISSARE per legge a quattordici il numero delle
aree.
- Nota 1. Per il "Resoconto
stenografico della seduta n. 796 del
10/05/2005" dell'Aula del Senato:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc
=Resaula&leg=14&id=137168
- Nota 2. La Fondazione TreeLLLe è
un'Associazione che svolge "attività di
lobby trasparente al fine
di diffondere dati e informazioni, promuovere le
tesi presso i decisori pubblici
a livello nazionale e regionale, i
parlamentari, le forze politiche e sociali,
le istituzioni educative
affinché le proposte di TreeLLLe influenzino
le azioni di governo e si
trasformino in sperimentazioni concrete."
Della
TreeLLLe fanno parte, tra gli altri, Fedele Confalonieri, Luigi
Abete, Sabino
Cassese, Adriano De Maio, Tullio De Mauro, Giuseppe De Rita,
Umberto Eco, Luciano
Guerzoni, Angelo Panebianco, Sergio Romano, Umberto
Veronesi, Giuliano Ferrara,
Domenico Fisichella, Franco Frattini, Ezio
Mauro, Luciano Modica, Andrea Ranieri,
Fabio Roversi Monaco, Marcello
Sorgi, Piero Tosi, Giuseppe Valditara. In: http://www.associazionetreelle.it/
=
APPELLO 'RIFRITTO'
Il 30 marzo 2005 sul
Riformista dodici professori che si dicono 'senza
parola' hanno lanciato un
Appello per riprendersi "la parola, togliendola a
quelli del no senza
se e senza ma." (nota 1). Un Appello senza alcun
contenuto: "penseremo
più tardi a scrivere programmi e documenti
dettagliati, come si conviene."
(sic!). Un Appello trasversale e
qualunquista 'solo' per dire no a chi direbbe
solo dei no: movimento di
protesta, Organizzazioni della docenza, CRUI (nota
2).
L'indomani, 31 marzo 2005, l'Appello è stato ampiamente 'propagandato'
dalla
'grande' stampa.
L'Appello si concludeva: "ma se questa voce non sarà
sufficientemente forte
e non riuscirà ad esprimersi in un numero significativo
di adesioni, allora
la nostra iniziativa non avrà più ragione
di continuare."
Il presidente della Fondazione Magna Carta, Gaetano Quagliarello,
uno dei promotori dell'Appello, il 31 marzo 2005 aveva quantificato il "numero
significativo
di adesioni" dichiarando al Sole 24-ore: "duemila firme entro
un
mese mi sembra una buona base dalla quale partire" (nota 3).
Fino a ieri,
dopo un mese e mezzo, le firme raccolte sono state solo 1286
(nota 4).
Nonostante
la non buona base di partenza, l'iniziativa continua e l'Appello
ieri è
stato rilanciato, come se fosse la prima volta, dalla 'grande' stampa.
Perché
l'Appello e perché 'rifriggerlo' proprio ora? L'Appello in realtà
è
stato concepito e 'gestito' da chi vuole che il DDL governativo sullo
stato
giuridico dei docenti universitari sia approvato dal Parlamento. E il
rilancio
ora dell'Appello è funzionale all'approvazione del DDL prevista
alla
Camera per il prossimo 24 maggio, nonostante esso sia stato respinto
da Collegi
dei Presidi, Senati Accademici, Consigli di Facoltà e di
Dipartimento,
Assemblee dei docenti e degli studenti, Organizzazioni
unitarie della docenza
e CRUI.
La 'grande' stampa, che ha ridato amplissimo spazio ad un Appello vuoto
di
contenuti, ma 'pieno' di 'autorevoli' promotori, 'naturalmente' non ha
finora
dato un rigo di notizia della "Giornata di confronto tra
l'Università
e le forze politiche e sindacali" che si terrà a Roma
mercoledì
18 maggio ore 11,30 nella Sala della Residenza in Farnese (via
del Mascherone,
59 - accanto a piazza Farnese), incontro promosso dalle
Organizzazioni unitarie
della docenza universitaria.
- Nota 1.
Per il testo dell'Appello "Siamo stanchi dei no. Noi vogliamo
cambiare"
su il Riformista del 30.3.05, pag. 1:
http://www.unipi.it/rassegna/archivio/2005/03/32585214.pdf
-
Nota 2. V. il documento dell'ANDU "Appello trasversale e qualunquista"
in:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
05 aprile 2005
- Nota 3. V. l'articolo "Migliorare la qualità degli
atenei" sul Sole
24-ore del 31.3.05, pag. 13:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2005/03/32623488.pdf
-
Nota 4. Per l'elenco delle adesioni all'Appello:
http://www.magna-carta.it/ricerca%20e%20
innovazione/0014_Adesioni_Auto.asp