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  A.N.D.U.


L'Appello non è grave e pericoloso solo per l'intolleranza espressa nei
confronti di chi osa opporsi ai poteri forti accademici. L'iniziativa è
ancora più grave per il fatto che si chiama a raccolta (alla
sottoscrizione) attorno ad un Appello SENZA CONTENUTI: "penseremo più tardi
a scrivere programmi e documenti dettagliati, come si conviene." (sic!).
Un'operazione qualunquista che si rivolge a quella "maggioranza silenziosa"
già chiamata alle armi appena qualche giorno fa, sempre sul Riformista, da
Aldo Schiavone, uno dei firmatari dell'Appello (nota 2).
Ma i contenuti che saranno scritti più tardi sono quelli che buona parte
degli 'appellanti' ha avuto modo di esprimere sui 'suoi' quotidiani e
all'interno di varie 'aggregazioni' (p. e., la "Commissione Cultura" voluta
dalla Presidenza della CRUI e/o le Fondazioni TreeLLLe, Magna Carta e
ItalianiEuropei). E non è certamente un caso che l'Appello è subito
piaciuto ad Adriano De Maio e a Salvatore Settis, componenti della
Commissione ministeriale che ha elaborato i contenuti del DDL governativo
sullo stato giuridico dei docenti universitari (nota 3).
I firmatari dell'Appello chiedono un 'consenso in bianco' contro "quella
piccola minoranza alla quale consentiamo da troppo tempo di parlare a nome
di tutti". In altri termini si vuole farla finita con quel mondo
universitario che per la prima volta ha osato opporsi a una riforma che,
come il DDL Moratti, vuole completare il processo di smantellamento
dell'Università statale. Insomma, i 'manovratori' non sopportano di essere
disturbati da un movimento che ha avuto l'ardire di dire la sua attraverso
i Collegi dei Presidi, i Senati Accademici, i Consigli di Facoltà e di
Dipartimento, le Assemblee dei docenti e degli studenti, le Organizzazioni
della docenza e recentemente anche la CRUI.
E questa "piccola minoranza" non ha detto solo NO al DDL Moratti (sostenuto
invece da buona parte degli 'appellanti'), ma ha detto tanti SÌ a
cominciare da quello all'istituzione della terza fascia di professore dove
reclutare i nuovi docenti. Questa è la condizione necessaria per impedire
l'espansione del già intollerabile fenomeno dei docenti precari, per i
quali si chiede l'immediato bando di migliaia di posti in ruolo.
In particolare, le Organizzazioni unitarie della docenza da anni hanno
elaborato un progetto complessivo di riforma dell'Università che prevede il
RUOLO UNICO della docenza articolato in tre fasce. In quest'ambito, si è
pure chiesta la netta distinzione tra il reclutamento (per concorso e
prevalentemente nella terza fascia) e l'avanzamento nella carriera docente
(attraverso giudizi di idoneità individuali, cioè a numero aperto). Si è
anche proposto il contenimento a tre anni, dopo il dottorato, del periodo
di precariato, con l'eliminazione dell'attuale giungla di figure precarie.
Si è infine chiesto l'immediato rinnovo del CUN, modificandone, con decreto
ministeriale, l'attuale composizione per farne un organismo, democratico e
non corporativo, di rappresentanza del Sistema nazionale delle Università.
Organismo senza il quale non è possibile difendere l'autonomia degli Atenei
dai poteri forti accademico-politici.
Gli 'appellanti' si rifiutano di sentire questi SÌ e certamente non li
hanno mai letti sui 'loro' organi di informazione.

Quello che vorrebbe essere il punto di forza degli 'appellanti' è la loro
'trasversalità', enfatizzata nell'articolo di 'accompagnamento'
dell'Appello (nota 4), dove si sottolinea che tra di loro vi sono diessini
e ciellini.
E' da qualche tempo che in diversi giornali viene rimarcata l'appartenenza
ai DS di alcuni professori da tempo impegnati nell''americanizzazione'
delle nostre Università, che 'in italiano' significa licealizzazione di
gran parte di quelle statali, con dirottamento delle risorse pubbliche in
quelle private e negli autoproclamati "centri di eccellenza".
Abbiamo recentemente denunciato (nota 5) il pieno ritorno in campo di quel
gruppo di professori DS che hanno sempre determinato la politica
universitaria del loro Partito, partecipando direttamente alla gestione del
Ministero nella scorsa legislatura. E, a questo riguardo, è particolarmente
significativo l'intervento di Luigi Berlinguer contro i "pochi" che
"monopolizzano il clamore e, di conseguenza, riescono a influenzare la
politica" (nota 6). Politica che, per quanto riguarda l'Università,
evidentemente deve restare appannaggio di una oligarchia accademica che non
ammette alcuna interferenza.
La presenza attiva ed egemonica di questo gruppo accademico DS si è
recentemente manifestata con la votazione trasversale alla Camera della
riduzione a uno dei due idonei nei concorsi a professore e nel contenuto
degli emendamenti al DDL Moratti fatti presentare ai Deputati DS. In questi
emendamenti non è accolta la richiesta delle Organizzazioni unitarie di un
ruolo unico della docenza e non è più presente la precedente adesione dei
DS alla trasformazione del ruolo dei ricercatori nella terza fascia di
professore.
D'altronde non è facile per un partito come i DS non 'eseguire' i voleri
della lobby accademica trasversale quando suoi eminenti esponenti
continuano a far parte, assieme a loro 'avversari', della Fondazione
TreeLLLe, un'associazione che dichiara di svolgere "attività di lobby
trasparente al fine di diffondere dati e informazioni, promuovere le tesi
presso i decisori pubblici a livello nazionale e regionale, i parlamentari,
le forze politiche e sociali, le istituzioni educative affinché le proposte
di TreeLLLe influenzino le azioni di governo e si trasformino in
sperimentazioni concrete" (nota 7).
Di questa stessa "lobby trasparente" fa parte anche un componente della
Segreteria politica nazionale dei DS.

31 marzo 2005

Nota 1. Per il testo dell'Appello "Siamo stanchi dei no. Noi vogliamo
cambiare" su il Riformista del 30.3.05, pag. 1:
http://www.unipi.it/rassegna/archivio/2005/03/32585214.pdf

Nota 2. V. il documento dell'ANDU "Maggioranza silenziosa" in:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 29 marzo 2005

Nota 3. V. l'articolo "Basta con i no" sul Corriere della Sera del 31.3.05,
p. 20:
http://150.146.47.106/ufficioStampa/ RassegnaStampa/05-03/050331/737NI.tif

Nota 4. Per il testo dell'articolo "Basta con la gogna ai governi, solo chi
lavora all'università può cambiare l'università" su il Riformista del
30.3.05, pag. 3:
http://www.unipi.it/rassegna/archivio/2005/03/32585556.pdf

Nota 5. V. il documento dell'ANDU "DDL. Con chi stanno i DS?" in:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 14 marzo 2005

Nota 6. V. l'articolo "All'Università più autonomia, più meritocrazia (e
più soldi)" sul Riformista del 31.3.05, pag. 1:
http://www.unipi.it/rassegna/archivio/2005/03/32615985.pdf

Nota 7. La TreeLLLe è un'Associazione di cui fanno parte, tra gli altri,
Fedele Confalonieri, Sabino Cassese, Adriano De Maio, Tullio De Mauro,
Giuseppe De Rita, Umberto Eco, Luciano Guerzoni, Angelo Panebianco, Sergio
Romano, Umberto Veronesi, Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella, Franco
Frattini, Ezio Mauro, Luciano Modica, Andrea Ranieri, Fabio Roversi Monaco,
Marcello Sorgi, Piero Tosi, Giuseppe Valditara.
(http://www.associazionetreelle.it/)