In
queste condizioni la discussione in Aula risulterà meno concreta e più
'politica'
su un provvedimento blindato, basato su quello che si configura
come un accordo
tra Ministro e Comitato di Presidenza della CRUI. Infatti,
i 'nuovi' contenuti
del DDL (come risulta dagli emendamenti presentati dal
Relatore nella seduta
della Commissione Cultura della Camera del 23.2.05)
sono, nella sostanza, quelli
del documento elaborato dalla CRUI, respinto
dalle Organizzazioni unitarie
della docenza, dal Coordinamento dei
ricercatori e anche da diversi Rettori.
In
sostanza, si sta tentando un vero e proprio COLPO DI MANO da una parte
ristretta
dell'accademia, contro le richieste emerse dalla grande
mobilitazione di tutte
le componenti universitarie, che è ripresa con
l'occupazione di tutti
i rettorati e avrà una importante tappa il 2 marzo
con lo sciopero in
tutte le Università.
La gravità di questa operazione, rivolta
contro il mondo universitario, è
stata denunciata anche dagli onn. Grignaffini
(DS) e Bimbi (Margherita)
nella seduta della Commissione Cultura della Camera
del 23.2.05 (v. nota).
L'Opposizione e alcuni Deputati della Maggioranza concordi
con il
movimento di protesta, anche se ancora non hanno fatto proprie tutte
le
principali richieste da esso espresse attraverso centinaia di documenti
approvati
dai Collegi dei Presidi, dai Senati Accademici, dai Consigli di
Facoltà
e di Dipartimento, dalle Assemblee di docenti e studenti, dalle
Organizzazioni
unitarie della docenza.
In questa fase delicatissima e, per certi versi, convulsa,
è
INDISPENSABILE che ognuno si assuma le proprie responsabilità
nella MASSIMA
CHIAREZZA.
Per quanto ci riguarda ribadiamo la nostra analisi
e le nostre proposte.
1. Oggi la questione
più drammatica e urgente è l'ampiezza dell'attuale
precariato:
oltre 50.000 docenti senza prospettive di stabilità, in una
situazione
di estrema subalternità nella ricerca e nella didattica e con un
trattamento
economico a dir poco umiliante.
A questa emergenza si deve dare una risposta
immediata, concreta e
definitiva, nella consapevolezza che senza una vera soluzione
a questo
problema in Italia non potrà esserci il rilancio della ricerca
e dell'alta
formazione, con grave danno per l'intero Paese.
In questa direzione,
le Organizzazioni unitarie della docenza hanno da
tempo chiesto che il periodo
di precariato non superi i SEI anni, compreso
l'eventuale triennio di dottorato.
Al termine di questo periodo deve essere
possibile l'assunzione nel RUOLO DOCENTE.
Per questo si chiede da mesi il
bando immediato di almeno 20.000 posti in ruolo
per i prossimi anni per i
giovani docenti. E a questa previsione deve essere
accompagnata quella
dello smantellamento dell'attuale giungla di figure precarie.
E
proprio per debellare la piaga del precariato, TUTTO il mondo
universitario
si è espresso CONTRO LA MESSA AD ESAURIMENTO del ruolo dei
ricercatori.
A tutti è risultato infatti evidente che la riduzione a solo
due fasce
del ruolo docente comporterebbe l'ampliamento, in termini di
durata e di quantità,
del fenomeno del precariato.
Ed è questo, con la messa ad esaurimento
dei ricercatori, il principale
obiettivo del DDL governativo voluto da quella
parte dell'accademia che non
sopporta l'esistenza di un ruolo che ha ormai
assunto, per le numerose
leggi successive alla sua istituzione nel 1980 e per
le effettive funzioni
svolte, le caratteristiche di terza fascia di professore.
La
gravissima responsabilità che la CRUI si è assunta con il suo documento
e
con l'accordo raggiunto con il Ministro è quella di non volere lo sbocco
per
i nuovi precari in un ruolo come quello degli attuali ricercatori, che
in larga
misura per legge e senz'altro di fatto, sono, lo ripetiamo,
professori. Per
impedire questo la CRUI si è inventato il 'nuovo' ruolo
dell"aggregato
per la ricerca", una figura più subalterna dell'assistente
di tanto
tempo fa.
Nello stesso tempo la CRUI, facendosi 'carico' dei veti provenienti
da
professori di alcune Facoltà giuridiche (Giurisprudenza di Roma 1
in
testa), non vuole che si prenda atto della realtà TRASFORMANDO l'attuale
ruolo
dei ricercatori in terza fascia di professore, con l'esplicita
previsione della
partecipazione per legge ai Consigli di Facoltà.
Secondo la CRUI, invece,
gli attuali ricercatori, per avere riconosciuto
formalmente quello che già
di fatto sono, cioè professori, dovrebbero
sottoporsi a delle verifiche.
A dar manforte a queste posizioni è
recentemente intervenuto il "tavolo
tecnico" (ormai è una moda!), istituito
dal Rettore di Roma 1,
che in suo recente documento prevede che per
l'ingresso degli attuali ricercatori
nella terza fascia occorra superare
"con esito positivo una verifica dell'attività
scientifica e didattica
effettuata dalla Facoltà di appartenenza sentito
il Dipartimento di
afferenza ed, eventualmente, convalidata da apposita Commissione
nazionale",
ipotizzando così un 'filtro' anche nazionale che nessun disegno
di legge,
e nemmeno la CRUI, era arrivato a prevedere.
2.
La seconda questione urgente - e strettamente connessa alla prima - è
quella
della netta distinzione tra reclutamento e avanzamento nella
carriera docente.
Reclutamento significa incremento quantitativo e
qualitativo di prestazioni
didattiche e scientifiche con l'assunzione in
ruolo di NUOVO personale. Per
ogni associato che diventa ordinario o per
ogni ricercatore che diventa associato
o ordinario non si incrementa -
dovrebbe essere ovvio per tutti - il numero
dei docenti, ma si ha
'solamente' il riconoscimento della maggiore qualità
dell'attività
didattica e di ricerca che l'interessato stava svolgendo
e continuerà a
svolgere.
Per evitare la cooptazione personale e per
mettere fine al mercato dei
finti concorsi, da anni proponiamo un concorso
nazionale per il
reclutamento (prevalentemente nella terza fascia) e un giudizio
nazionale
di idoneità individuale (non comparativo) per passare da una
fascia
all'altra. A un giudizio positivo dovrebbe corrispondere l'immediato
e
completo riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore chiamata
della
Facoltà dove il docente continua a lavorare, prevedendo uno specifico
budget
nazionale per i connessi incrementi stipendiali. È anche
indispensabile
che a tutti i livelli le commissioni giudicatrici nazionali
siano composte
solo da professori ordinari sorteggiati.
24
febbraio 2005
Nota. Dal resoconto
sommario della seduta della Commissione Cultura della
Camera del 23.2.05
Dall'intervento
dell'on. Grignaffini (DS)
" . giudica assai discutibile che le modifiche
prospettate dal relatore si
limitino a recepire, come sembra, un lavoro svolto
nella sede di un tavolo
tecnico non avente carattere rappresentativo di tutta
la comunità
accademica, e che la Commissione debba lavorare "sotto
dettatura", facendo
proprie le indicazioni fornite dal CRUI. ."
Dall'intervento
dell'on. Bimbi (Margherita)
" . sottolineando che il relatore e il rappresentante
del Governo hanno
dichiarato che gli emendamenti presentati recepiscono istanze
espresse in
varie sedi dai rappresentanti del mondo accademico, osserva che
tali
emendamenti evidenziano invece una sproporzione enorme tra le nuove
disposizioni
e le sollecitazioni provenienti dalla comunità accademica. ."
Per
ogni comunicazione: cell. 3386532369; e-mail: anduesec@tin.it