GOVERNANCE DEGLI ATENEI
L'ANDU ha recentemente affrontato la questione della 'governance'
commentando un documento della CRUI (v. il documento dell'ANDU "La 'governance' degli atenei dei rettori", nota 2). Nel suo documento la Conferenza dei Rettori richiedeva una normativa per una 'nuova' organizzazione degli Atenei che facesse diventare i Rettori ancor piu' monarchi assoluti elettivi, per salvaguardare e rafforzare quel
sistema di potere che di fatto ha 'agevolato' la politica di smantellamento dell'Universita' e della Ricerca pubbliche, portata avanti da oltre un decennio attraverso tutti i Governi succedutisi. Quanto previsto dalla Bozza di DDL 'ricopia' abbondantemente le richieste
della CRUI.
RECLUTAMENTO
L'ANDU ha gia' esaminato le 'novita'' sul reclutamento contenute nel
"documento Schiesaro" (v. il documento dell'ANDU "I 'nuovi' concorsi 'ministeriali'", nota 3).
Rispetto al "documento Schiesaro", la bozza di disegno di legge contiene delle 'precisazioni' e delle novita' che rendono ancora piu' grave quella che ha ormai assunto i caratteri di una vera e propria controriforma. - Abilitazioni nazionali. Non e' piu' prevista alcuna abilitazione nazionale come pre-requisito per i concorsi a ricercatore: la cooptazione
personale nella fascia iniziale della docenza (il vero reclutamento) sara'
lasciata all'esclusiva scelta del singolo 'maestro', senza l'infingimento di una precedente abilitazione nazionale. L'abilitazione nazionale rimane prevista invece per diventare associato o ordinario. Ma anche con l'abilitazione cambiera' poco o nulla. Infatti, mentre finora il posto doveva essere bandito PRIMA dello svolgimento del finto concorso e il risultato era quasi sempre quello 'pre-deciso' (e si azzerava lo stesso concorso nei rarissimi casi in cui non veniva idoneato il 'prescelto'), con il 'nuovo' sistema concorsuale il posto sara' bandito SOLO SE il 'predestinato' e' stato gia' abilitato." E avevamo aggiunto che "si sta mettendo su una complicata 'nuova' struttura concorsuale per non cambiare
sostanzialmente nulla, ottenendo pero' il risultato certo che i primi nuovi assunti e i primi nuovi promossi alle fasce superiori si avranno non prima di qualche anno. Un vero e proprio blocco dei concorsi che si sommera' al
probabile blocco dei concorsi gia' banditi e modificati in corso d'opera
con un provvedimento legislativo insensato sul piano giuridico, politico e accademico." E inoltre si osservava che "nel documento 'ministeriale' comunque si evita accuratamente di prevedere il superamento dell'attuale
articolazione della docenza in tre RUOLI separati, prescrivendo organici separati per fascia a livello di Ateneo."
- Commissioni concorsuali. I 'veri' concorsi per ordinari, associati e
ricercatori (configurati come tre distinti ruoli) saranno svolti da una
commissione composta da tre professori dell'Ateneo eletti e da due professori scelti dal Consiglio di amministrazione (di fatto dal Rettore), andando cosi' nella direzione di una concentrazione oligarchica del controllo del reclutamento e della carriera dei docenti, che costringera'
il 'maestro' ad aggiornare i suoi 'referenti' per ottenere il bando del
posto per il suo 'allievo' e assicurarsi che il risultato della 'prova' sia quello previsto.
- Progressione di carriera. L'immenso potere assegnato al Consiglio di amministrazione (di fatto al Rettore) sulla carriera dei docenti e' confermato dall' assegnazione ad esso della decisione del "numero
complessivo e dei criteri di ripartizione relativi alle procedure di
progressione da attivare" e della nomina in ruolo "su proposta del rettore".
- Conferma in ruolo. Ancora piu' grave e' la previsione che la conferma nei tre ruoli venga decisa "da tre professori ordinari SCELTI dall'ANVUR", la famigerata Agenzia 'autonoma' in cui i componenti del Direttivo sono scelti dal Ministro! (v. lo Schema di Regolamento dell'ANVUR, nota 4). Si realizza cosi' quanto previsto-voluto in particolare dall'ex sottosegretario Luciano Modica (ora responsabile nazionale del PD per l'Universita'), che nel settembre 2007 ha fortemente 'appoggiato' alla Camera, a nome del Governo di allora, l'approvazione di una norma (tuttora in vigore) che prevede che "la qualita' dell'attivita' scientifica e
didattica dei ricercatori assunti dalle universita' a seguito di concorsi
banditi successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge e' sottoposta dopo tre anni dalla data di assunzione alla valutazione dell'Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR)" (v. il documento dell'ANDU "Ricercatori e ANVUR. Obbrobrio giuridico" del 30 settembre 2007, nota 5). A questo proposito va ricordato che lo stesso Luciano Modica l'11 agosto 2006, sul Corriere del Mezzogiorno, aveva gia' scritto che "e' fondamentale
dotare il sistema universitario e della ricerca pubblica di una Agenzia nazionale di valutazione, indipendente dal finanziatore pubblico e dagli atenei, che effettui periodiche valutazione dei SINGOLI docenti e dell'attivita' didattica e di ricerca" e "SOLO sulla base di questa corretta valutazione, si stabiliscano ruoli, incarichi, avanzamenti di carriera." Queste affermazioni non lasciano alcun dubbio sulla natura assolutistica, centralistica e dirigistica dell' Agenzia di valutazione voluta dal PD. Un'Agenzia che lederebbe l'autonomia universitaria garantita
dalla Costituzione.
- Organici di Ateneo. Nella bozza del DDL e' stata prevista e definita la 'piramide accademica' tramite la prescrizione di limiti agli organici dei tre distinti ruoli della docenza: almeno il 40% di ricercatori e non piu' del 27% di ordinari.
- Docenti speciali. Agli Istituti 'speciali' e alle Universita' 'private'
e' consentito di prevedere "autonome modalita' sperimentali di reclutamento dei professori e dei ricercatori".
- Dottorato a scadenza. Invece di superare l'attuale gravissimo fenomeno del precariato attraverso il bando straordinario di almeno 20.000 posti di ricercatori e la sostituzione di TUTTE le figure precarie con UNA SOLA figura pre-ruolo di durata massima di tre anni, nella bozza di DDL si e' scelto di fatto di cacciare via i tantissimi attuali precari prevedendo che
"ai concorsi da ricercatore a tempo determinato (la nuova figura precaria!, ndr) e indeterminato siano ammessi a partecipare coloro che hanno conseguito il titolo di dottore di ricerca, o equivalente, da NON OLTRE cinque anni". >>
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L'ALTERNATIVA DELL'ANDU AL COMMISSARIAMENTO DELLA DOCENZA
Lo ripetiamo: l'unico modo per superare il nepotismo accademico e per impedire il commissariamento della docenza e' quello di fare DECIDERE da una Commissione nazionale i vincitori dei concorsi banditi dagli Atenei per
il reclutamento. Per evitare la sopraffazione dei gruppi 'prevalenti' sul piano nazionale nei vari settori, occorre il sorteggio 'puro' dei
commissari, prevedendo che della Commissione non possa fare parte piu' di un professore della stessa sede ed escludendo quelli appartenenti alle sedi che hanno bandito i posti (v. di seguito la proposta 'integrale' dell'ANDU
per la Riforma della docenza e dei concorsi). Si potrebbe anche prevedere che la Commissione stili una graduatoria dei vincitori dei concorsi banditi dalle varie sedi, facendo scegliere, nell'ordine, agli stessi vincitori la sede in cui prendere servizio.
Per l'avanzamento nella carriera dovrebbe invece essere necessario
'soltanto' accertare, sempre attraverso una Commissione nazionale, che il candidato abbia INDIVIDUALMENTE raggiunto un livello della sua attivita' scientifica e didattica tale da poterlo promuovere IMMEDIATAMENTE nella fascia superiore dell'organico unico della docenza, senza ulteriori interventi dell'Ateneo di appartenenza. Per coprire la maggiore remunerazione di coloro che sono promossi nella fascia superiore si deve prevedere uno specifico fondo nazionale.
Con la proposta dell'ANDU si avrebbero "concorsi (e promozioni) piu' rapidi, piu' meritocratici, piu' internazionali, con meno nepotismi,
localismi e lobbismi disciplinari", come titola la proposta n. 1 del PD che prevede invece sostanzialmente le stesse soluzioni contenute nel documento 'ministeriale', le quali sono anche sostanzialmente uguali a quelle proposte dalla CRUI.
LA PROPOSTA DELL'ANDU
Riteniamo che con la riforma proposta dell'ANDU si porrebbe veramente fine al nepotismo e a tutti i suoi 'annessi' e finalmente si lascerebbero ai docenti di qualsiasi livello la possibilita' di svolgere piu' liberamente, piu' proficuamente e piu' serenamente l'attivita' di ricerca e di insegnamento.
Sottolineiamo inoltre che non e' vero (come alcuni continuano a sostenere) che per i concorsi universitari tutto e' stato gia' (inutilmente) provato e invitiamo a riflettere sul fatto che per i concorsi di ingresso nel ruolo della docenza (dal 1980 quello a ricercatore) MAI si sono 'provati' i concorsi veramente nazionali, TOTALMENTE sganciati dal 'maestro' che ha
'allevato' il suo allievo e che ritiene di avere il diritto-dovere di farlo
entrare in ruolo e di fargli fare carriera.
DOCENZA UNIVERSITARIA E CONCORSI
Stato giuridico nazionale dei docenti collocati in un ruolo unico,
articolato in tre fasce con uguali mansioni. Ingresso (v. specificazioni
sotto) nel ruolo docente per concorso nazionale (prevalentemente nella terza fascia) e passaggio di fascia per idoneita' nazionale individuale (a numero aperto), con immediato e pieno riconoscimento della nuova qualifica, senza l'ulteriore chiamata della Facolta' dove il docente gia' lavora e continuera' a lavorare.
Per il passaggio di fascia e' indispensabile prevedere uno specifico budget nazionale per i connessi incrementi stipendiali.
Le commissioni nazionali, per i concorsi e per i passaggi, devono essere interamente sorteggiate e composte da soli ordinari. Periodo pre-ruolo massimo di 3 anni in un'unica figura definita da una
legge che preveda adeguata retribuzione, diritti (malattia, maternita', ferie, contributi pensionistici) e liberta' di ricerca, con un numero di posti rapportato a quello degli sbocchi nel ruolo della docenza. Bando nei prossimi anni, su nuovi specifici e aggiuntivi fondi statali, di almeno 20.000 posti di terza fascia, con cancellazione dell'attuale giungla di figure precarie. Trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore, prevedendo la partecipazione di tutti ai Consigli di Facolta' e l'accesso ai fondi di ricerca anche per i professori di terza fascia non confermati.
Distinzione tra tempo pieno e tempo definito con esclusione per i docenti a tempo definito dalle cariche accademiche e dalle commissioni concorsuali.
- Specificazioni sul reclutamento.
I concorsi per i posti nella fascia iniziale della docenza (oggi il ruolo
dei ricercatori) devono essere espletati a livello nazionale,
'concentrando', con cadenza certa, i posti banditi in autonomia dai vari
Atenei su fondi propri e/o ministeriali. La scelta dei vincitori deve essere fatta da una commissione nazionale
composta solo da ordinari direttamente sorteggiati, tutti appartenenti a sedi diverse, escludendo quelli degli Atenei che hanno bandito i posti e
prevedendo non piu' di un componente appartenente ad una stessa sede. Ai candidati devono essere adeguatamente riconosciuti i periodi di attivita' didattica e scientifica svolti a qualsiasi titolo: dottorato, assegni, borse, incarichi, ecc.
BUR.IT 08.05.09
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