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Il Cavaliere, i Liberisti e gli Eccellenti
L'Universita' italiana e' un mondo che "e' diventato un sistema di
ammortizzatori sociali, in cui ogni professore ha il figlio, il cugino,
l'amico del figlio, il cognato che ha la cattedra con l'invenzione di un
corso di laurea." Questo ha affermato il Presidente del Consiglio il 15
marzo 2009.

Le accuse indiscriminate ai professori universitari del Presidente del Consiglio sono dello stesso 'livello' di quelle lanciate piu' volte dal ministro Brunetta. Agli attacchi di Brunetta il mondo universitario
italiano non ha reagito. In Francia, dopo le pesanti critiche ai docenti-ricercatori lanciate il 22 gennaio 2009 dal presidente Sarkozy, in circa 15.000 hanno sottoscritto una
richiesta di scuse. In Francia le accuse di Sarkozy hanno avuto l'immediato effetto di far crescere il movimento di protesta contro le 'riforme' che si cerca di imporre per smantellare il sistema pubblico dell'alta formazione e della ricerca.
In Italia la 'grande' stampa fa 'reagire' i soliti professori liberisti -
sempre e ovunque presenti- che ripropongono le solite ricette
americaneggianti per combattere il nepotismo universitario: "La soluzione e' distribuire i fondi a seconda della qualita': gli atenei migliori si prenderanno piu' finanziamenti, i peggiori potranno anche programmare corsi dai titoli assurdi, fatti male, con docenti incapaci. Poi, pero', si arrangino." (Roberto Perotti, "economista politico alla Bocconi", nel citato articolo). Le solite ricette vetero-liberiste che in tutto il mondo e in tutti i settori hanno avuto e stanno avendo effetti devastanti e che nell'Universita' italiana rafforzerebbero ancor piu' le propensioni 'fameliche' delle oligarchie accademiche, che da decenni operano per smantellare l'Universita' statale.

Analoga ricetta viene riproposta da quei Rettori che si sono convinti di
amministrare Atenei eccellenti. Questi Rettori sono contrari ai "tagli
indiscriminati che ridurrebbero il sistema alla paralisi, penalizzando
anche gli atenei di qualita'" (Vincenzo Milanesi, "rettore dell'Universita' di Padova" e "tra i capofila di Aquis, l'Associazione per la qualita' delle universita' statali nata esattamente un anno fa a Bologna", nel citato articolo).
L'AQUIS, che di fatto ha 'licenziato' la CRUI, invece di difendere il
SISTEMA nazionale delle Universita' italiane, spinge a separare gli Atenei 'virtuosi' (i loro) da tutti gli altri (la stragrande maggioranza), collocati prevalentemente nel Centro-Sud.
Tutto questo in 'sintonia' con le indicazioni che la Confindustria ha
espresso gia' nel marzo 2006: "Eppure, secondo gli imprenditori, nel nostro Paese almeno quindici atenei hanno le potenzialita' per scalare rapidamente le classifiche. 'Il Politecnico di Milano - spiega ancora Rocca (vicepresidente della Confindustria, ndr) deve essere messo in condizione di competere con i migliori atenei europei. Non ha molto senso che segua le stesse regole di un ateneo che non puo' competere a livello internazionale"
(dall'articolo "Concorrenza tra atenei, piu' soldi ai migliori" sul
Corriere della Sera del 23.03.06).


BUR.IT 19.03.09