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A questo risultato del movimento
di lotta francese hanno certamente
contribuito l'ampia, corretta e puntuale informazione
della grande stampa e la recente sconfitta del governo
in carica alle elezioni regionali.
In Italia la posta in gioco è ben più alta:
la sopravvivenza della ricerca
e dell'Università statali.
In Italia la 'grande' stampa
è al servizio di quella lobby accademica
trasversale che, travisando la realtà italiana
e internazionale, vuole
rendere totale il proprio controllo sulle risorse pubbliche.
La compattezza e la determinazione
dei ricercatori francesi, ma anche la
solidarietà di decine di migliaia di cittadini
e il sostegno della stampa e
delle associazioni sindacali, hanno caratterizzato la
lotta in Francia.
In Italia, con lo sciopero del 23 aprile nelle Università
e negli Enti di
ricerca e con la manifestazione a Roma nello stesso giorno,
si deve
riuscire ad ottenere il ritiro del disegno di legge-delega
De Maio-Moratti
e, in ogni caso, la sua bocciatura in Parlamento. Si deve
impedire che in
questa legislatura venga completata l'opera di smantellamento
dell'Università e della ricerca pubbliche iniziata
nelle precedenti
legislature. Si deve sconfiggere la lobby accademica trasversale
e impedire che, nella prossima legislatura, essa tenti
ancora di assoggettare completamente la ricerca e l'alta
formazione ai poteri accademici forti. Solo attraverso
la sconfitta di questa potente lobby trasversale che ha
"sequestrato" l'Università, sarà
possibile avviarne l'indispensabile e urgente riforma
democratica, restituendola al Paese, agli studenti e ai
docenti.
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da
http://recherche-en-danger.apinc.org/article.php3?id_article=931
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