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Aldo
Schiavone, definito da Ferrara "grande docente di
sinistra", nel
corso della trasmissione ha condiviso praticamente tutto
il progetto
governativo di riforma della docenza universitaria. Sulla
"qualità" dei
professori ha però espresso un giudizio e ha avanzato
una implicita
proposta che vanno ben oltre quanto finora, in qualsiasi
progetto
legislativo, si sia osato ipotizzare (nella nota 1 la
trascrizione del
suo intervento su questo punto). Schiavone ritiene che
i professori
universitari (cioè gli ordinari, come ha puntualizzato)
non possono
avere tutti e quindicimila la stessa "qualità".
Ci sono quelli eccellenti (pare un migliaio) e ci sono
gli altri che sono "professori di provincia".
Fortunatamente per loro, Schiavone non ha nemmeno accennato
agli associati e ai ricercatori. Naturalmente sono i professori
eccellenti ad occuparsi delle Scuole di alta formazione,
come l'Istituto nazionale di scienze umane, una iniziativa
che il "ministro Letizia Moratti" ha "sin
dall'inizio incoraggiato, appoggiato e orientato con intelligenza
e sensibilità", come ha scritto qualche mese
fa Paolo Mieli (nota 2).
Andrea Ranieri non ha detto una sola parola di commento
sulla concezione di Schiavone - perlomeno aristocratica
- della docenza universitaria, anzi ha trovato il modo
di dire che "ci inchiniamo tutti (tutti chi?)"
di fronte all'Istituto di Schiavone.
Ranieri ha anche trovato
modo di esprimere la sua preferenza per gli
attuali concorsi locali rispetto a quelli che lui ritiene
concorsi nazionali e che invece, come ha giustamente precisato
la Moratti, sono solo giudizi di idoneità nazionali
che nulla tolgono alla tanto amata (da Ranieri) autonomia
degli Atenei, i quali continuerebbero, come oggi, a prendere
l'ultima decisione chiamando o meno l'idoneo. Ranieri,
evidentemente, non accetta di prendere atto che, come
proposto dall'ANDU, occorre distinguere nettamente tra
reclutamento dall'esterno e passaggio di fascia, che dovrebbero
avvenire, rispettivamente, attraverso concorsi e giudizi
di idoneità a numero aperto, con commissioni nazionali
di soli ordinari tutti sorteggiati.
Lo stesso Ranieri ha anche
espresso la "bizzarra" idea che l'IIT del ministro
Tremonti potrebbe diventare la "grande agenzia nazionale
della ricerca". Ranieri, insieme a Ferrara, fa parte
della Fondazione TreeLLLe (v. nota 3) che ha elaborato
una riforma della governance degli Atenei, con la quale
si assegnano poteri praticamente assoluti al rettore,
e una
riforma della rappresentanza nazionale delle Università,
che elimina di
fatto il CUN a favore della CRUI (nota 4).
25 marzo 2004
Nota 1. Ha detto Aldo Schiavone:
"I professori universitari italiani sono tutti quanti
formalmente eguali, assolutamente eguali - dico i professori
ordinari - cosa che non si dà quando i professori
ordinari sono 15.000 e non 950. Questo determina frustrazioni,
rancori, liti che si decompongono nelle frustrazioni e
nelle angosce. Noi dobbiamo rivedere in modo radicale
la condizione dei professori e accettare il principio
che i professori non sono tutti uguali. Ci sono professori
i quali sono inseriti in grandi circuiti di ricerca, pubblicano
i loro libri in tutto il mondo, accedono a grandi finanziamenti
internazionali.
E ci sono professori che
di fatto fanno i professori di provincia.
Questo va capito. In America, in Francia e in Inghilterra
questo è
accettato universalmente, da noi no." Più
oltre, Schiavone afferma: "Noi
(noi chi?) stiamo cercando di costruire un ristretto gruppo
di Scuole di
alta formazione, dedicate al dottorato e al post-dottorato,
cioè a
formare l'élite del Paese, a formare classe dirigente
in senso stretto.
Per le Scienze umane questo lo stiamo facendo creando
l'Istituto italiano di Scienze umane ."; interruzione
di Ferrara che maliziosamente precisa "dove lavora
il professore Schiavone. Scusi professore non sono un
ingenuo."
Nota 2. Da "Università:
le buone idee di Letizia Moratti" di Paolo Mieli
sul Corriere della Sera del 5.11.03, pag. 41. Per il testo
completo
dell'articolo:
http://laricerca.uniss.it/
immagini/rassegna/ 4xe1np1.tif
Nota 3. La Fondazione TreeLLLe
svolge anche "attività di lobby
trasparente al fine di diffondere dati e informazioni,
promuovere le
tesi presso i decisori pubblici a livello nazionale e
regionale, i
parlamentari, le forze politiche e sociali, le istituzioni
educative
affinché le proposte di TreeLLLe influenzino le
azioni di governo e si
trasformino in sperimentazioni concrete."
La TreeLLLe è un'Associazione presieduta da Umberto
Agnelli di cui fanno parte, tra gli altri, Fedele Confalonieri,
Luigi Abete, Sabino Cassese, Adriano De Maio, Tullio De
Mauro, Giuseppe De Rita, Umberto Eco, Angelo Panebianco,
Sergio Romano, Umberto Veronesi, Giuliano Ferrara, Domenico
Fisichella, Franco Frattini, Ezio Mauro, Luciano Modica,
Andrea Ranieri, Fabio Roversi Monaco, Marcello Sorgi,
Piero Tosi, Giuseppe Valditara.
Queste informazioni sono
tratte dalla pubblicazione della Fondazione
TreeLLLe "Università italiana, università
europea?", Quaderno n. 3,
settembre 2003, che può essere chiesta a:
http://www.associazionetreelle.it/
Nota 4. Per i più
recenti documenti dell'ANDU sulla riforma del CUN:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
e poi
12 marzo 2004 "La CRUI, naturalmente!"
29 gennaio 2004 "La (non) riforma del CUN e l'ennesima
proroga
dell'attuale CUN"
14 gennaio 2004 "La riforma del CUN"
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