Torna alla prima pagina




 

 

  Rubriche

Premi, Assegni di Ricerca e Borse di Studio

Annunci di collaborazioni varie rivolte alla comunità scientifica ed accademica italiana

Convegni e Congressi

Stai organizzando un convegno od un congresso? BUR.it è felice di mettere a tua disposizione uno spazio nel quale puoi fare l'annuncio.

Notizie dai Sindacati e dalle Associazioni di Categoria

  • ANDU
  • ANPRI
  • CIPUR
  • CISL
    Università
  • FCL Cgil
  • USI/RdB-
    Ricerca
  • USPUR

Notizie dalle Istituzioni

  • CUN
  • CRUI
  • MIUR
  • MPAI
 
   Servizi

Orientamento

Guide dei vari Atenei per l'orientamento alle immatricolazioni

Brains' Network

C'è chi ha dei problemi. C'è chi può risolverli. Come fanno ad incontrarsi?

Chi mi risponde?

"Chi mi risponde" assiste i lettori di BUR.it su problematiche inerenti corsi di perfezionamento, master, piani di studi, concorsi universitari, sbocchi professionali e, più in generale, tutto quanto attiene alla carriera universitaria.

Università in Italia

Elenco completo degli indirizzi WEB di tutti gli Atenei italiani

Contattateci

Per contattare la redazione di BUR.it


 

 

  A.N.D.U.


Il rispetto istituzionale e' importante e dovrebbe essere praticato da tutti.
Ed e' anche per questo che da decenni chiediamo ai Governi di rispettare
il Parlamento e l'Universita' non imponendo leggi attraverso finanziarie,
decreti-legge e voti di fiducia, espropriando cosi' di fatto il Parlamento
e impedendo il coinvolgimento del mondo universitario nell'elaborazione di
norme sensate e condivise. Per questo abbiamo, assieme alle altre
Organizzazioni universitarie, criticato (invano) l'istituzione per
decreto-legge dell'Agenzia per la valutazione e la riforma dei concorsi a
ricercatore attraverso la Finanziaria, per giunta con legge delega.

E sempre a proposito di correttezza (e anche di trasparenza)
istituzionale, sarebbe molto opportuno che il ministro Mussi spiegasse
pubblicamente perche' e da chi nel Governo non e' stata accolta la
richiesta - emersa da tutta l'Universita' e da lui stesso condivisa - di
eliminare il taglio del 20% delle "spese correnti" degli Atenei previsto
dal decreto Bersani-Visco.
Noi non crediamo "che l'universita' sia finita nei giochi di corrente dei
ds, non si voleva dare soddisfazione al candidato alternativo a Piero
Fassino per la segreteria della Quercia", come "spiega" un Rettore
(Corriere della Sera del 15 dicembre 2006, nota 1). Non crediamo a una
sorta di vendetta trasversale consumata nei piani 'alti' della politica.
E non riteniamo che sia completa la spiegazione che Luigi Berlinguer da'
in un'intervista al Corriere della Sera del 16 dicembre 2006 nella quale ha
dichiarato: "Purtroppo i professori di economia che stanno al governo e
quelli che sono anche grandi opinionisti e gli apparati del Tesoro da tempo
sostengono che l'universita' riceve molti soldi. Ho vissuto anch'io da
ministro, 10 anni fa, questa grande fatica di far loro considerare i
bisogni del mondo scientifico. Predicano tagli all'universita' perche'
pensano che il dimagrimento aguzzi l'ingegno e produca efficienza. Forse
anche per questo la ricerca scientifica in questa Finanziaria ha faticato a
divenire priorita'. Le risorse sono sempre state carenti, particolarmente
nell'ultimo quinquennio, ma questo non ha prodotto efficienza" (nota 2).
Insomma, una sorta di dittatura dei "professori di economia" che per curare
l'Universita' statale hanno deciso di ucciderla.
Indubbiamente i "professori di economia" di cui parla Berlinguer hanno un
particolare peso nell'opera di demolizione dell'Universita' statale. E
l'ANDU ha piu' volte scritto che la riduzione dei fondi per l'Universita'
statale costituisce da oltre un decennio uno dei 'mezzi' per metterla in
crisi, potendo cosi' giustificare il suo 'superamento' e, tra l'altro,
dirottare le risorse pubbliche in auto-proclamati Centri di eccellenza
(come l'IIT di Genova, l'IMT di Lucca e il SUM di Firenze) o in Atenei
privati (come il "San Pio V") o nella fantomatica ricerca industriale: ben
700 milioni di euro per il 2007 sono previsti per essa da questa
Finanziaria. Risorse pubbliche che si vogliono sempre piu' 'concentrare' in
"pochi atenei di prestigio", come teme ora anche l'on. Alba Sasso (v. piu'
avanti).
Il fatto e' che la devastazione dell'Universita' statale avviene anche con
strumenti diversi da quello della riduzione dei fondi.
La falsa autonomia finanziaria per 'gestire' la progressiva riduzione dei
fondi, la finta autonomia statutaria, l'abolizione di fatto del CUN, i
finti concorsi locali, l'imposizione del fallimentare "3 + 2", la
moltiplicazione degli Atenei, l'aumento a dismisura del precariato, sono il
frutto di provvedimenti (molti dei quali assunti mentre era ministro
proprio Luigi Berlinguer) che vanno nella stessa devastante direzione di
quella della riduzione dei fondi.
In ogni caso, correttezza istituzionale vorrebbe che il Ministro
dell'Universita', il Ministro dell'Economia e il Presidente del Consiglio
spiegassero all'Universita' e al Paese le scelte fatte dal Governo.

Sempre sul piano della correttezza istituzionale, ricordiamo che le
Organizzazioni dell'Universita' hanno chiesto da oltre sei mesi al Ministro
di instaurare con esse e con tutte le componenti universitarie un confronto
puntuale, organico e tempestivo sulle piu' importanti questioni
universitarie.
E mentre ancora oggi tale confronto non e' stato avviato dal Ministro e
nessuna risposta e' stata da lui data finora alle proposte avanzate da anni
dalle Organizzazioni e, in particolare, dall'ANDU (nota 3), sull'Unita' del
15 dicembre 2006 un Rettore dichiara: "Con il ministro abbiamo instaurato
un rapporto molto buono. Niente a che vedere con la Moratti. Con Mussi
stiamo ridisegnando il sistema universitario in Italia, una cosa epocale."
(nota 4). "Stiamo" chi (e a nome di chi)? L'Assemblea della CRUI? Il suo
Comitato di Presidenza? E cosa si starebbe concordando di tanto "epocale"
con il Ministro?
Su tutto questo chiediamo al Ministro e al Presidente della CRUI, per il
dovuto rispetto all'Istituzione universitaria, un chiarimento pubblico.

== ALBA SASSO E I "POCHI ATENEI DI PRESTIGIO" VOLUTI ANCHE TRA I DS
Nell'articolo "Universita', la rabbia di Mussi", apparso sul Manifesto del
16 dicembre 2006 (nota 5), tra l'altro si legge:
"Il problema e' che alcune idee sull'universita' che ha Padoa-Schioppa
hanno fatto breccia anche nei Ds - spiega Alba Sasso, vicepresidente della
commissione Cultura della camera - tanto che non manca chi pensa che
sarebbe meglio puntare su pochi atenei di prestigio da trasformare magari
in fondazione. Altro che cuore del programma dell'Unione: l'universita' e'
diventata ormai il terreno di maggiore devastazione. Perfino la scuola, con
Fioroni, sta meglio."
Ricordiamo che la 'propensione' a "puntare su pochi atenei di prestigio"
da parte di esponenti politici e accademici DS precede la nomina di
Padoa-Schioppa a ministro.
Significativo a tal proposito e' quanto si e' potuto leggere sul Sole
24-ore del 23 marzo 2006 che dava notizia di una Conferenza stampa nella
quale la Confindustria aveva presentato un piano per l'Universita' "in
linea con il documento sottoscritto da 18 associazioni imprenditoriali". Il
Presidente della Confindustria aveva allora dichiarato: "Bisogna lavorare a
un sistema forte e liberalizzato per completare la positiva riforma
Moratti." Alla fine dell'articolo si leggeva: "Soddisfatta anche
l'opposizione: 'Il piano va nella direzione giusta - hanno detto Andrea
Ranieri e Walter Tocci dei Ds - perché individua in autonomia, valutazione
e responsabilita' le chiavi di riforma dell'universita''".
E sulla stessa Conferenza stampa il Corriere della Sera aveva scritto:
"Eppure, secondo gli imprenditori, nel nostro Paese almeno quindici atenei
hanno le potenzialita' per scalare rapidamente le classifiche. 'Il
Politecnico di Milano - spiega ancora Rocca (vicepresidente della
Confindustria, ndr) deve essere messo in condizione di competere con i
migliori atenei europei. Non ha molto senso che segua le stesse regole di
un ateneo che non puo' competere a livello internazionale" (nota 6).

Si deve inoltre ricordare che tra i "dodici apostoli" (come sono stati
chiamati sull'Unita'), che hanno guidato la mobilitazione
giornalistico-baronale della Fondazione Magna Carta (presidente Marcello
Pera) a sostegno della Legge Moratti, tre appartenevano ai DS.
E uno di questi, l'on. Nicola Rossi, assieme a Gianni Toniolo, gia' nel
luglio 2005 aveva auspicato che gli Atenei potessero "trasformarsi in
Fondazioni universitarie e godere della piu' completa autonomia
finanziaria, gestionale, didattica e scientifica", aggiungendo che
"l'abolizione del cosiddetto valore legale del titolo di studio
costituirebbe una precondizione di questa riforma" (nota 7).
Nel dicembre 2005 Gianni Toniolo ha proposto un programma per l'Unione in
cui prevedeva per gli Atenei "autonomia di organizzazione, di innovazione
nelle strutture di governo, di assunzione del personale (docente e non
docente), di fissazione remunerazioni, di formulazione dei programmi di
insegnamento, di scelta dei criteri di ammissione degli studenti e, in
genere, di gestione delle proprie risorse." E aggiungeva: "L'autonomia
stimolera' alcuni atenei a dedicarsi al solo insegnamento triennale di
qualita', altri da puntare alla formazione specialistica, anche senza
ambizioni di ricerca di frontiera, altri ancora di dedicarsi
prevalentemente al dottorato e alla ricerca." (da "L'Universita' che
vogliamo creare", nota 8).
Questi contenuti sono stati poi sostanzialmente 'tradotti' in un disegno
di legge presentato dall'on. Nicola Rossi nel febbraio 2006 (nota 9).
Nella relazione che accompagna il suo disegno di legge, l'on. Rossi, tra
l'altro, ha scritto:
"Alla valutazione provvederebbe una Autorita' per la valutazione del
sistema delle universita' e della ricerca per le cui caratteristiche si
rinvia alla relativa proposta di legge (a prima firma onorevole Tocci)."
Il riferimento e' proprio a quel disegno di legge che alcuni esponenti dei
DS si ostinano a riproporre ancora in questi giorni (v. subito piu' sotto,
la dichiarazione del sen. Andrea Ranieri).

== ANDREA RANIERI E L'AGENZIA CHE DISPONE
Il 15 dicembre 2006 il sen. Andrea Ranieri, membro della segreteria
nazionale e responsabile per il Sapere e l'innovazione dei DS, ha, tra
l'altro, dichiarato:
"Questa finanziaria ha dovuto fare i conti con lo stato di bancarotta in
cui il governo Berlusconi ha lasciato i conti pubblici e quindi non ha
potuto risolvere questo problema che grava sulle universita'. Tuttavia il
problema va affrontato e risolto, e per farlo non si puo' aspettare la
prossima finanziaria.
Un'occasione - propone Ranieri - potrebbe essere il prossimo varo
dell'Agenzia di valutazione. Se non vogliamo che l'agenzia resti sulla
carta, dobbiamo metterle a disposizione le risorse necessarie per assegnare
finanziamenti agli atenei previa valutazione, per premiare il merito delle
strutture, dei docenti e degli studenti".
In sostanza, Ranieri ripropone un tipo di Agenzia che, diversamente da
quella approvata recentemente nel decreto fiscale, DISPONE di risorse da
assegnare direttamente. Insomma, il sen. Ranieri insiste nel riproporre i
contenuti del disegno di legge dei DS che prevede un'Authority per la
valutazione, la cui natura centralistica e dirigistica e' stata chiarita da
quanto e' stato scritto l'11 agosto 2006 dal sottosegretario Luciano Modica
(DS) sul Corriere del Mezzogiorno: "e' fondamentale dotare il sistema
universitario e della ricerca pubblica di una Agenzia nazionale di
valutazione, indipendente dal finanziatore pubblico e dagli atenei, che
effettui periodiche valutazione dei SINGOLI docenti e dell'attività
didattica e di ricerca" e "SOLO sulla base di questa corretta valutazione,
si stabiliscano ruoli, incarichi, avanzamenti di carriera."
Lo ripetiamo, con questo progetto si realizzerebbe di fatto il
commissariamento dell'Universita' per mezzo di una Autorita' permeabile a
poteri forti, i quali hanno sempre condizionato pesantemente le scelte
ministeriali e parlamentari e controllato la stampa.
Con questa sorta di esternalizzazione dell'autonomia universitaria', si
concentrerebbe in poche mani l'immenso potere di gestione della politica e
delle risorse nazionali per le Universita'.
Nelle stesse mani si accentrerebbe di fatto anche la gestione delle
carriere dei singoli docenti, il cui ruolo verrebbe precarizzato rendendo
periodicamente possibile la loro espulsione dall'Universita'.
Si tratta, dunque, di un progetto in totale contrasto con l'art. 33 della
Costituzione che garantisce l'autonomia dell'Universita'.

== VINCENZO VISCO E LA SUA FACOLTA'
Si legge sul Corriere della Sera del 16 dicembre 2006: "Contro la
decisione dei rettori, che accusano la Finanziaria di togliere ossigeno
agli atenei, e' intervenuto il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco:
"Un'indicazione un po' puerile". "Se i corpi accademici e i rettori
facessero un po' di autocritica sullo stato dell'Universita' non farebbero
male - ha dichiarato il viceministro -. Certo le responsabilita' sono del
governo e dei politici ma se questo Paese fosse un po' meno corporativo non
sarebbe male" (nota 10).
E' vero, "non sarebbe male" che, in particolare, nell'Universita' ci
fossero meno corporitivismi e meno corporazioni. A questo proposito
vorremmo sapere dal prof. Vincenzo Visco, docente nella Facolta' di
Giurisprudenza di Roma "La Sapienza", come giudica la situazione
'specialissima' della sua Facolta' dove ci sono appena 77 professori
ordinari (diversi dei quali in aspettativa obbligatoria), non vi e' nessuno
professore associato e nessuno dei 122 ricercatori e dei 13 assistenti ha
un insegnamento. Una Facolta' unica in Italia dove, tra l'altro, i
professori (solo ordinari) non vengono reclutati attraverso concorsi, ma
esclusivamente per chiamata da altre sedi. E se tutte le Facolta' italiane
facessero cosi'?.

18 dicembre 2006

- Nota 1. Per leggere l'articolo "Si presentino, se hanno coraggio Saranno
fischiati non solo dagli studenti", sul Corriere della Sera del 15.12.06:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2006/12/15SIC5005.PDF
- Nota 2. Per leggere l'intervista "Luigi Berlinguer: un'iniziativa che sa
antipolitica", sul Corriere della Sera del 16.12.06:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2006/12 /16SI66008.PDF
- Nota 3. Per la "Sintesi delle PROPOSTE DELL'ANDU per una riforma della
docenza e della governance":
http://www.bur.it/sezioni/s_andu_1.htm
- Nota 4. Per leggere l'intervista "Tagli del 20% sul bilancio, questo e'
metodo Tremonti", sull'Unita' del 15.12.06:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2006/12/15SI25005.PDF
- Nota 5. Per leggere l'articolo "Universita', la rabbia di Mussi", sul
Manifesto del 16.12.06:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2006/12/16SI46043.PDF
- Nota 6. Per leggere il documento dell'ANDU "Imprentidori-DS-15 Atenei
eccellenti"del marzo 2006:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 25 marzo 2006
oppure
http://www.orizzontescuola.it/article10119.html
- Nota 7. Per leggere l'articolo di Nicola Rossi e Gianni Toniolo "Cari
colleghi, se la riforma e' impossibile allora riproviamoci con
l'autoriforma" sul Riformista del 6.7.05:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2005/07/35256203.pdf
- Nota 8. Per leggere il testo della scheda "L'Università che vogliamo
creare" elaborata da Gianni Toniolo e da esso proposta per il Programma
dell'Unione:
http://www.orizzontescuola.it/article8848.html
- Nota 9. Per leggere la proposta di legge n. 6338 "Delega al Governo per
l'ampliamento e la diversificazione dell'offerta formativa del sistema di
istruzione universitaria", presentata alla Camera l'8 febbraio 2006
dall'on. Nicola Rossi:
http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/schedela/apri Telecomando.asp?codi
ce=14PDL0084020
- Nota 10. Per leggere l'articolo "Mussi attacca i rettori: piu' rispetto
per lo Stato", sul Corriere della Sera del 16.12.06:
http://www.flcgil.it/content/view/full/44224