Il rispetto istituzionale
e' importante e dovrebbe essere praticato da tutti.
Ed e' anche per questo che da decenni chiediamo ai Governi
di rispettare
il Parlamento e l'Universita' non imponendo leggi attraverso
finanziarie,
decreti-legge e voti di fiducia, espropriando cosi'
di fatto il Parlamento
e impedendo il coinvolgimento del mondo universitario
nell'elaborazione di
norme sensate e condivise. Per questo abbiamo, assieme
alle altre
Organizzazioni universitarie, criticato (invano) l'istituzione
per
decreto-legge dell'Agenzia per la valutazione e la riforma
dei concorsi a
ricercatore attraverso la Finanziaria, per giunta con
legge delega.
E sempre a proposito di
correttezza (e anche di trasparenza)
istituzionale, sarebbe molto opportuno che il ministro
Mussi spiegasse
pubblicamente perche' e da chi nel Governo non e' stata
accolta la
richiesta - emersa da tutta l'Universita' e da lui stesso
condivisa - di
eliminare il taglio del 20% delle "spese correnti"
degli Atenei previsto
dal decreto Bersani-Visco.
Noi non crediamo "che l'universita' sia finita
nei giochi di corrente dei
ds, non si voleva dare soddisfazione al candidato alternativo
a Piero
Fassino per la segreteria della Quercia", come
"spiega" un Rettore
(Corriere della Sera del 15 dicembre 2006, nota 1).
Non crediamo a una
sorta di vendetta trasversale consumata nei piani 'alti'
della politica.
E non riteniamo che sia completa la spiegazione che
Luigi Berlinguer da'
in un'intervista al Corriere della Sera del 16 dicembre
2006 nella quale ha
dichiarato: "Purtroppo i professori di economia
che stanno al governo e
quelli che sono anche grandi opinionisti e gli apparati
del Tesoro da tempo
sostengono che l'universita' riceve molti soldi. Ho
vissuto anch'io da
ministro, 10 anni fa, questa grande fatica di far loro
considerare i
bisogni del mondo scientifico. Predicano tagli all'universita'
perche'
pensano che il dimagrimento aguzzi l'ingegno e produca
efficienza. Forse
anche per questo la ricerca scientifica in questa Finanziaria
ha faticato a
divenire priorita'. Le risorse sono sempre state carenti,
particolarmente
nell'ultimo quinquennio, ma questo non ha prodotto efficienza"
(nota 2).
Insomma, una sorta di dittatura dei "professori
di economia" che per curare
l'Universita' statale hanno deciso di ucciderla.
Indubbiamente i "professori di economia" di
cui parla Berlinguer hanno un
particolare peso nell'opera di demolizione dell'Universita'
statale. E
l'ANDU ha piu' volte scritto che la riduzione dei fondi
per l'Universita'
statale costituisce da oltre un decennio uno dei 'mezzi'
per metterla in
crisi, potendo cosi' giustificare il suo 'superamento'
e, tra l'altro,
dirottare le risorse pubbliche in auto-proclamati Centri
di eccellenza
(come l'IIT di Genova, l'IMT di Lucca e il SUM di Firenze)
o in Atenei
privati (come il "San Pio V") o nella fantomatica
ricerca industriale: ben
700 milioni di euro per il 2007 sono previsti per essa
da questa
Finanziaria. Risorse pubbliche che si vogliono sempre
piu' 'concentrare' in
"pochi atenei di prestigio", come teme ora
anche l'on. Alba Sasso (v. piu'
avanti).
Il fatto e' che la devastazione dell'Universita' statale
avviene anche con
strumenti diversi da quello della riduzione dei fondi.
La falsa autonomia finanziaria per 'gestire' la progressiva
riduzione dei
fondi, la finta autonomia statutaria, l'abolizione di
fatto del CUN, i
finti concorsi locali, l'imposizione del fallimentare
"3 + 2", la
moltiplicazione degli Atenei, l'aumento a dismisura
del precariato, sono il
frutto di provvedimenti (molti dei quali assunti mentre
era ministro
proprio Luigi Berlinguer) che vanno nella stessa devastante
direzione di
quella della riduzione dei fondi.
In ogni caso, correttezza istituzionale vorrebbe che
il Ministro
dell'Universita', il Ministro dell'Economia e il Presidente
del Consiglio
spiegassero all'Universita' e al Paese le scelte fatte
dal Governo.
Sempre sul piano della
correttezza istituzionale, ricordiamo che le
Organizzazioni dell'Universita' hanno chiesto da oltre
sei mesi al Ministro
di instaurare con esse e con tutte le componenti universitarie
un confronto
puntuale, organico e tempestivo sulle piu' importanti
questioni
universitarie.
E mentre ancora oggi tale confronto non e' stato avviato
dal Ministro e
nessuna risposta e' stata da lui data finora alle proposte
avanzate da anni
dalle Organizzazioni e, in particolare, dall'ANDU (nota
3), sull'Unita' del
15 dicembre 2006 un Rettore dichiara: "Con il ministro
abbiamo instaurato
un rapporto molto buono. Niente a che vedere con la
Moratti. Con Mussi
stiamo ridisegnando il sistema universitario in Italia,
una cosa epocale."
(nota 4). "Stiamo" chi (e a nome di chi)?
L'Assemblea della CRUI? Il suo
Comitato di Presidenza? E cosa si starebbe concordando
di tanto "epocale"
con il Ministro?
Su tutto questo chiediamo al Ministro e al Presidente
della CRUI, per il
dovuto rispetto all'Istituzione universitaria, un chiarimento
pubblico.
== ALBA SASSO E I "POCHI
ATENEI DI PRESTIGIO" VOLUTI ANCHE TRA I DS
Nell'articolo "Universita', la rabbia di Mussi",
apparso sul Manifesto del
16 dicembre 2006 (nota 5), tra l'altro si legge:
"Il problema e' che alcune idee sull'universita'
che ha Padoa-Schioppa
hanno fatto breccia anche nei Ds - spiega Alba Sasso,
vicepresidente della
commissione Cultura della camera - tanto che non manca
chi pensa che
sarebbe meglio puntare su pochi atenei di prestigio
da trasformare magari
in fondazione. Altro che cuore del programma dell'Unione:
l'universita' e'
diventata ormai il terreno di maggiore devastazione.
Perfino la scuola, con
Fioroni, sta meglio."
Ricordiamo che la 'propensione' a "puntare su pochi
atenei di prestigio"
da parte di esponenti politici e accademici DS precede
la nomina di
Padoa-Schioppa a ministro.
Significativo a tal proposito e' quanto si e' potuto
leggere sul Sole
24-ore del 23 marzo 2006 che dava notizia di una Conferenza
stampa nella
quale la Confindustria aveva presentato un piano per
l'Universita' "in
linea con il documento sottoscritto da 18 associazioni
imprenditoriali". Il
Presidente della Confindustria aveva allora dichiarato:
"Bisogna lavorare a
un sistema forte e liberalizzato per completare la positiva
riforma
Moratti." Alla fine dell'articolo si leggeva: "Soddisfatta
anche
l'opposizione: 'Il piano va nella direzione giusta -
hanno detto Andrea
Ranieri e Walter Tocci dei Ds - perché individua
in autonomia, valutazione
e responsabilita' le chiavi di riforma dell'universita''".
E sulla stessa Conferenza stampa il Corriere della Sera
aveva scritto:
"Eppure, secondo gli imprenditori, nel nostro Paese
almeno quindici atenei
hanno le potenzialita' per scalare rapidamente le classifiche.
'Il
Politecnico di Milano - spiega ancora Rocca (vicepresidente
della
Confindustria, ndr) deve essere messo in condizione
di competere con i
migliori atenei europei. Non ha molto senso che segua
le stesse regole di
un ateneo che non puo' competere a livello internazionale"
(nota 6).
Si deve inoltre ricordare
che tra i "dodici apostoli" (come sono stati
chiamati sull'Unita'), che hanno guidato la mobilitazione
giornalistico-baronale della Fondazione Magna Carta
(presidente Marcello
Pera) a sostegno della Legge Moratti, tre appartenevano
ai DS.
E uno di questi, l'on. Nicola Rossi, assieme a Gianni
Toniolo, gia' nel
luglio 2005 aveva auspicato che gli Atenei potessero
"trasformarsi in
Fondazioni universitarie e godere della piu' completa
autonomia
finanziaria, gestionale, didattica e scientifica",
aggiungendo che
"l'abolizione del cosiddetto valore legale del
titolo di studio
costituirebbe una precondizione di questa riforma"
(nota 7).
Nel dicembre 2005 Gianni Toniolo ha proposto un programma
per l'Unione in
cui prevedeva per gli Atenei "autonomia di organizzazione,
di innovazione
nelle strutture di governo, di assunzione del personale
(docente e non
docente), di fissazione remunerazioni, di formulazione
dei programmi di
insegnamento, di scelta dei criteri di ammissione degli
studenti e, in
genere, di gestione delle proprie risorse." E aggiungeva:
"L'autonomia
stimolera' alcuni atenei a dedicarsi al solo insegnamento
triennale di
qualita', altri da puntare alla formazione specialistica,
anche senza
ambizioni di ricerca di frontiera, altri ancora di dedicarsi
prevalentemente al dottorato e alla ricerca." (da
"L'Universita' che
vogliamo creare", nota 8).
Questi contenuti sono stati poi sostanzialmente 'tradotti'
in un disegno
di legge presentato dall'on. Nicola Rossi nel febbraio
2006 (nota 9).
Nella relazione che accompagna il suo disegno di legge,
l'on. Rossi, tra
l'altro, ha scritto:
"Alla valutazione provvederebbe una Autorita' per
la valutazione del
sistema delle universita' e della ricerca per le cui
caratteristiche si
rinvia alla relativa proposta di legge (a prima firma
onorevole Tocci)."
Il riferimento e' proprio a quel disegno di legge che
alcuni esponenti dei
DS si ostinano a riproporre ancora in questi giorni
(v. subito piu' sotto,
la dichiarazione del sen. Andrea Ranieri).
== ANDREA RANIERI E L'AGENZIA
CHE DISPONE
Il 15 dicembre 2006 il sen. Andrea Ranieri, membro della
segreteria
nazionale e responsabile per il Sapere e l'innovazione
dei DS, ha, tra
l'altro, dichiarato:
"Questa finanziaria ha dovuto fare i conti con
lo stato di bancarotta in
cui il governo Berlusconi ha lasciato i conti pubblici
e quindi non ha
potuto risolvere questo problema che grava sulle universita'.
Tuttavia il
problema va affrontato e risolto, e per farlo non si
puo' aspettare la
prossima finanziaria.
Un'occasione - propone Ranieri - potrebbe essere il
prossimo varo
dell'Agenzia di valutazione. Se non vogliamo che l'agenzia
resti sulla
carta, dobbiamo metterle a disposizione le risorse necessarie
per assegnare
finanziamenti agli atenei previa valutazione, per premiare
il merito delle
strutture, dei docenti e degli studenti".
In sostanza, Ranieri ripropone un tipo di Agenzia che,
diversamente da
quella approvata recentemente nel decreto fiscale, DISPONE
di risorse da
assegnare direttamente. Insomma, il sen. Ranieri insiste
nel riproporre i
contenuti del disegno di legge dei DS che prevede un'Authority
per la
valutazione, la cui natura centralistica e dirigistica
e' stata chiarita da
quanto e' stato scritto l'11 agosto 2006 dal sottosegretario
Luciano Modica
(DS) sul Corriere del Mezzogiorno: "e' fondamentale
dotare il sistema
universitario e della ricerca pubblica di una Agenzia
nazionale di
valutazione, indipendente dal finanziatore pubblico
e dagli atenei, che
effettui periodiche valutazione dei SINGOLI docenti
e dell'attività
didattica e di ricerca" e "SOLO sulla base
di questa corretta valutazione,
si stabiliscano ruoli, incarichi, avanzamenti di carriera."
Lo ripetiamo, con questo progetto si realizzerebbe di
fatto il
commissariamento dell'Universita' per mezzo di una Autorita'
permeabile a
poteri forti, i quali hanno sempre condizionato pesantemente
le scelte
ministeriali e parlamentari e controllato la stampa.
Con questa sorta di esternalizzazione dell'autonomia
universitaria', si
concentrerebbe in poche mani l'immenso potere di gestione
della politica e
delle risorse nazionali per le Universita'.
Nelle stesse mani si accentrerebbe di fatto anche la
gestione delle
carriere dei singoli docenti, il cui ruolo verrebbe
precarizzato rendendo
periodicamente possibile la loro espulsione dall'Universita'.
Si tratta, dunque, di un progetto in totale contrasto
con l'art. 33 della
Costituzione che garantisce l'autonomia dell'Universita'.
== VINCENZO VISCO E LA
SUA FACOLTA'
Si legge sul Corriere della Sera del 16 dicembre 2006:
"Contro la
decisione dei rettori, che accusano la Finanziaria di
togliere ossigeno
agli atenei, e' intervenuto il viceministro dell'Economia,
Vincenzo Visco:
"Un'indicazione un po' puerile". "Se
i corpi accademici e i rettori
facessero un po' di autocritica sullo stato dell'Universita'
non farebbero
male - ha dichiarato il viceministro -. Certo le responsabilita'
sono del
governo e dei politici ma se questo Paese fosse un po'
meno corporativo non
sarebbe male" (nota 10).
E' vero, "non sarebbe male" che, in particolare,
nell'Universita' ci
fossero meno corporitivismi e meno corporazioni. A questo
proposito
vorremmo sapere dal prof. Vincenzo Visco, docente nella
Facolta' di
Giurisprudenza di Roma "La Sapienza", come
giudica la situazione
'specialissima' della sua Facolta' dove ci sono appena
77 professori
ordinari (diversi dei quali in aspettativa obbligatoria),
non vi e' nessuno
professore associato e nessuno dei 122 ricercatori e
dei 13 assistenti ha
un insegnamento. Una Facolta' unica in Italia dove,
tra l'altro, i
professori (solo ordinari) non vengono reclutati attraverso
concorsi, ma
esclusivamente per chiamata da altre sedi. E se tutte
le Facolta' italiane
facessero cosi'?.
18 dicembre 2006
- Nota 1. Per leggere l'articolo
"Si presentino, se hanno coraggio Saranno
fischiati non solo dagli studenti", sul Corriere
della Sera del 15.12.06:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2006/12/15SIC5005.PDF
- Nota 2. Per leggere l'intervista "Luigi Berlinguer:
un'iniziativa che sa
antipolitica", sul Corriere della Sera del 16.12.06:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2006/12
/16SI66008.PDF
- Nota 3. Per la "Sintesi delle PROPOSTE DELL'ANDU
per una riforma della
docenza e della governance":
http://www.bur.it/sezioni/s_andu_1.htm
- Nota 4. Per leggere l'intervista "Tagli del 20%
sul bilancio, questo e'
metodo Tremonti", sull'Unita' del 15.12.06:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2006/12/15SI25005.PDF
- Nota 5. Per leggere l'articolo "Universita',
la rabbia di Mussi", sul
Manifesto del 16.12.06:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2006/12/16SI46043.PDF
- Nota 6. Per leggere il documento dell'ANDU "Imprentidori-DS-15
Atenei
eccellenti"del marzo 2006:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php
25 marzo 2006
oppure
http://www.orizzontescuola.it/article10119.html
- Nota 7. Per leggere l'articolo di Nicola Rossi e Gianni
Toniolo "Cari
colleghi, se la riforma e' impossibile allora riproviamoci
con
l'autoriforma" sul Riformista del 6.7.05:
http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2005/07/35256203.pdf
- Nota 8. Per leggere il testo della scheda "L'Università
che vogliamo
creare" elaborata da Gianni Toniolo e da esso proposta
per il Programma
dell'Unione:
http://www.orizzontescuola.it/article8848.html
- Nota 9. Per leggere la proposta di legge n. 6338 "Delega
al Governo per
l'ampliamento e la diversificazione dell'offerta formativa
del sistema di
istruzione universitaria", presentata alla Camera
l'8 febbraio 2006
dall'on. Nicola Rossi:
http://legxiv.camera.it/_dati/leg14/lavori/schedela/apri
Telecomando.asp?codi
ce=14PDL0084020
- Nota 10. Per leggere l'articolo "Mussi attacca
i rettori: piu' rispetto
per lo Stato", sul Corriere della Sera del 16.12.06:
http://www.flcgil.it/content/view/full/44224