- A pag. 5 del documento, al comma 6 nell'art. 70 bis, si prevede di
istituire
"a titolo sperimentale per il quinquennio 2007-2011 una ULTERIORE
procedura
straordinaria di reclutamento dei professori aggregati (fascia in
cui 'confluirebbero'
gli attuali ricercatori, ndr)".
Invece le Organizzazioni unitarie dell'Università
sono nettamente contrarie
all'istituzione di "un secondo canale di reclutamento
incompatibile con
quello ordinario". L''ANDU, in particolare, ha denunciato
che in tal modo
si "introdurrebbe una novita' giuridica insensata e di
sospetta
incostituzionalita', prevedendo procedure concorsuali diverse per
identici
posti di ruolo."
- Al successivo comma 7 dello stesso articolo
e' previsto che "la
procedura straordinaria e' riservata esclusivamente
a chi e' in possesso
del dottorato di ricerca".
Con questo vincolo
si travisa la natura e il significato del dottorato,
rischiando di 'strutturare'
i dottorandi come una quarta fascia docente
precaria.
- Inoltre al comma
9, per i posti finanziati dal Ministero, e' previsto
che "gli idonei che
rientrano nel numero dei posti disponibili per ciascuna
area disciplinare sono
dichiarati vincitori e SCELGONO, in ordine di
graduatoria, la sede universitaria
dove chiedono di essere reclutati,
previo gradimento degli organi di governo
dell'ateneo."
Questo significa che chi nominera' i componenti delle commissioni
concorsuali,
che a loro volta sceglieranno i vincitori, di fatto, decidera'
a quali sedi
assegnare i posti "a carico di apposito finanziamento
ministeriale".
In tal modo si eserciterebbe un potere immenso che si
tradurrebbe in un potenziamento
delle 'sedi forti', secondo la logica del
'concentramento' anche geografico
delle risorse pubbliche seguita dal
ministro Moratti.
Piu'
recentemente, sulla questione delle modalita' di reclutamento, lo
stesso on.
Tocci, nel suo intervento "Se Universita' ed Enti di ricerca
divenissero
le migliori istituzioni del paese.." al Convegno DS del 27
ottobre 2006
(nota 2), ha affermato: "Mai e' stata cosi' bassa la certezza
di vedere
riconosciuti i meriti e l'autonomia della ricerca. Un'inversione
di tendenza
POTEVA VENIRE dalla proposta Modica di un concorso nuovo e straordinario in cui
e' il ricercatore a scegliere l'universita' e l'ente.
Sarebbe stata una breccia
capace di liberare tanti giovani da condizionamenti baronali e da lobbies consolidate."
In
quanto detto da Tocci vi e' la buona notizia che la "proposta Modica",
che
- essa si' - avrebbe accresciuto i "condizionamenti baronali" e
rafforzato
i poteri delle "lobbies consolidate", sembra essere 'rientrata'.
La
"proposta Modica" avrebbe avuto, invece, tutt'altro significato se
fosse
stata 'innestata' in quella avanzata da anni dall'ANDU, che, per il
reclutamento,
chiede lo svolgimento di concorsi nazionali per posti (gia'
'incardinati' nelle
varie sedi) nella fascia iniziale della docenza svolti
da commissioni composti
esclusivamente da ordinari tutti sorteggiati.
Ovviamente questa modalita' dovrebbe
essere applicata sia per i posti
ordinari banditi su fondi locali, sia per
quelli straordinari banditi su
fondi ministeriali. 'Recuperando' una parte
della "proposta Modica", si
potrebbe anche prevedere che le Commissioni
stabiliscano una graduatoria dei vincitori, consentendo a questi la scelta, in
ordine di graduatoria, della sede tra quelle dove sono gia' allocati i posti banditi.
==
IL BLOCCO DEGLI SCATTI BIENNALI
L'on. Tocci nel suo intervento al Convegno
DS ha anche affermato: "Bisogna cancellare la scivolata del blocco degli
stipendi, adottando da subito la riforma degli scatti automatici e attribuendo
gli aumenti secondo le qualita' e l'impegno delle persone. Ho ricevuto obiezioni
a questa
proposta. Molti sono preoccupati che a livello di ateneo possa prevalere
il
nepotismo anche nell'attribuzione degli aumenti stipendiali. Ma la
valutazione
deve essere una filiera, in alto e in basso, e deve riguardare
sia le persone
sia le strutture."
In sostanza, Tocci ha ribadito quanto previsto a pag.
9 del suo precedente documento, dove in un emendamento si prevede che "le
universita' provvedono a riassegnare per intero le somme provenienti dalle riduzioni
(la decurtazione degli scatti, ndr) di cui al comma precedente agli appartenenti
alle medesime categorie di personale, differenziando il
trattamento economico
in base alla qualita' e quantita' dell'impegno di
ciascun docente".
Il
fatto e' che si continua a non volere prendere atto che gli scatti
biennali
fanno 'strutturalmente' parte della retribuzione dei docenti
universitari,
come è ben spiegato nell'intervista "I professori difendono
gli
stipendi. 'Privilegiati? No, ribellarsi e' giusto'", apparsa l'1
novembre
2006 su Repubblica di Genova (nota 3).
Ma in ogni caso, lo ripetiamo ancora
una volta, in mancanza di una
radicale riforma dell'organizzazione degli Atenei,
che introduca democrazia ed efficienza, e in mancanza di una riforma dello stato
giuridico, che elimini il controllo baronale del reclutamento e della carriera
dei docenti, qualsiasi previsione di attribuzione di aumenti in base al merito
si tradurrebbe INEVITABIMENTE in un'arma micidiale per rendere ancora piu' pesante
tale controllo.
== GLI ENTI PUBBLICI
SOTTO LA TUTELA DEL GOVERNO
La Camera ha recentemente approvato con un voto
di fiducia il decreto
fiscale collegato alla finanziaria dove e' prevista la
facolta' per il
Governo di adottare provvedimenti di riordino degli Enti di
Ricerca.
L'ANPRI (Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca) in un
suo
comunicato del 27 ottobre 2006 (nota 4) ha, tra l'altro, affermato che
"e'
del tutto sconcertante, nella fattispecie delle disposizioni in questione,
che
il nuovo riordino sia previsto attraverso regolamenti governativi,
minando
quindi di fatto la tutela legislativa dell'autonomia degli Enti di
ricerca
che trova il suo fondamento nell'art. 33 della Costituzione".
2
novembre 2006
= Nota 1. Per il testo
del documento dell'on. Tocci "Ricerca e universita':
tutti gli emendamenti
e una errata corrige:
http://www.dsonline.it/aree/universita/documenti/dettaglio.asp?
id_doc=37087
= Nota 2. Per il testo del documento dell'on. Walter Tocci
"Se Universita'
ed Enti di ricerca divenissero le migliori istituzioni
del paese..":
http://www.dsonline.it/allegatidef/relazione%20tocci%2027%
2010%200637172.doc
= Nota 3. Per leggere l'intervista a Vittorio Coletti
"I professori
difendono gli stipendi. 'Privilegiati? No, ribellarsi e'
giusto'", apparsa
l'1.11.06 su Repubblica di Genova:
http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/06-11/061102/CGN7E.tif
=
Nota 4. Per il documento dell'ANPRI "Sconcertante alla Camera: inserito nel
decreto fiscale l'ennesimo 'riordino' degli enti di ricerca":
http://www.bur.it/sezioni/sez_anpr.php