Il
ministro Mussi (DS), nella "web-intervista" del 5 settembre 2006 a
Repubblica.it,
ha dichiarato: "(...) dopo la positiva esperienza CNVSU
e del CIVR, intendo
mettere in Finanziaria la delega per la istituzione
della Agenzia nazionale
di valutazione. Se funziona potrebbe essere una
rivoluzione." (nota 2).
Il Ministro, contrariamente a quanto
da lui stesso dichiarato il 4
luglio 2006 alla Commissione Cultura della Camera
("Lo prometto: mai più 'riformismo dall'alto'") (nota 3), ha
scelto di ricorrere a quegli
stessi metodi 'golpisti' (finanziarie, decreti-legge,
voti di fiducia,
leggi-delega) con i quali i suoi predecessori hanno imposto
molte
delle 'rivoluzionarie' controriforme dettate da una oligarchia accademica
che da decenni opera per demolire l'Università statale: falsa autonomia
finanziaria,
finta autonomia statutaria, abolizione di fatto del CUN,
finti concorsi locali,
imposizione della riforma didattica, aumento a
dismisura del precariato, legge
Moratti, ecc.
Il lavoro di smantellamento
dell'Università statale che la lobby
accademica trasversale vorrebbe
portare a compimento in questa legislatura ha come tappa principale proprio l'istituzione
di una "Agenzia per la valutazione", come quella prevista dal DDL dei
DS (in calce i contenuti principali del DDL, il cui testo invitiamo a leggere
per intero e con molta attenzione). Uno strumento micidiale che darebbe ancor
PIU' FORTI POTERI a quei POTERI FORTI che da decenni fanno e disfano le leggi
sull'Università per aumentare il proprio controllo sulle risorse pubbliche
ad essa destinate. Un vero e proprio COMMISSARIAMENTO dell'Università statale,
affidato di fatto a quelle stesse forze che stanno lavorando per demolirla.
La
natura centralistica e dirigistica dell'Agenzia che il Governo
vorrebbe imporre
è confermata da quanto ha scritto l'11 agosto 2006 il
sottosegretario
Luciano Modica (DS) sul Corriere del Mezzogiorno: "è
fondametale
dotare il sistema universitario e della ricerca pubblica
di una Agenzia nazionale
di valutazione, indipendente dal finanziatore
pubblico e dagli atenei, che
effettui periodiche valutazione dei SINGOLI docenti e dell'attività didattica
e di ricerca" e "SOLO sulla base di questa corretta valutazione, si
stabiliscano ruoli, incarichi, avanzamenti di carriera." (nota 4).
L'ANDU
ritiene invece opportuna l'introduzione di un sistema di
valutazione discusso
con la comunità universitaria ("mai più riformismo
dall'alto"!),
basato su criteri e metodi che tengano conto della diversità degli ambiti
disciplinari e della complessità del lavoro universitario, e che
lasci
alla responsabilità politica i conseguenti interventi. Un sistema di
valutazione
che non deve tradursi in un maggiore controllo gerarchico delle carriere e che
non 'subappalti' l'autonomia universitaria ai poteri forti
politico-accademici,
come accadrebbe con l'istituzione dell'"Autorità
per la valutazione"
prevista dal DDL dei DS. Un'Autorità questa che, in
contrasto con l'autonomia
didattica e di ricerca garantita dalla
Costituzione, condizionerebbe i contenuti
stessi della ricerca.
7 settembre 2006
=
Nota 1. Per l'intero documento unitario "Cosa è urgente.Verso le
elezioni",
diffuso nel febbraio 2006:
http://cnu.cineca.it/docum06/docunitario-02-06.pdf
=
Nota 2. Per la "web-intervista" del 5.9.06 ("Mussi risponde ai
lettori."Niente
tagli, rilanciamo") su Repubblica.it:
(non si deve spezzare la stringa
di caratteri, altrimenti il
collegamento fallisce!)
http://www.repubblica.it/scuola_e_universita/index.html
= Nota 3. V. pag. 8 del testo dell'intervento del ministro Mussi
svolto il
4.7.06 nella Commissione Cultura della Camera:
http://www.miur.it/comunicatistampa/
2006/allegati/allegato_2006_07_04_2_a.pdf
= Nota 4. Per l'intervento del
sottosegretario Modica "Università, ci
vuole un rendiconto su
prof e attività" sul Corriere del Mezzogiorno
dell'11.8.06:
http://www.selpress.com/unipr/immagini/140806r/2006081443676.pdf
==
I PRINCIPALI CONTENUTI DEL DDL DEI DS SULL'"AGENZIA PER LA VALUTAZIONE"
(per
il testo del DDL: http://cnu.cineca.it/nazionale06/modica_24_01.doc)
La
composizione dell'Autorità (art. 4 del DDL) dovrebbe assicurare
che
essa operi "in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di
valutazione
(comma 2, art. 3).
All'A. lo Stato delegherebbe i compiti di "valutazione
esterna della
qualità", di "indirizzo, coordinamento e vigilanza
delle attività di
valutazione interna" e di "valutazione"
"dei programmi statali di
finanziamento e di incentivazione" (comma
3, art. 3).
L'A. ripartirebbe il 2% del fondo ordinario (in pratica il 20%
delle
somme non 'vincolate' dalle spese fisse) per il "finanziamento
diretto di
attività di ricerca nonché di alta formazione"
(comma 5, art. 3).
Inoltre "i corsi di studio universitari", di cui
l'A. stabilirebbe i
requisiti minimi, sarebbero accreditati da "enti pubblici
o privati
indipendenti" inseriti in un albo gestito dall'A. stessa (comma
3,
art. 8). Secondo il DDL dei DS, l'A. "determina le procedure, le metodologie
ed i tempi operativi per la valutazione periodica dell'attività di ricerca
svolta dai SINGOLI professori e ricercatori universitari" "con la
partecipazione
(NON la decisione, ndr) di commissioni nazionali
espresse dalle relative comunità
scientifico-disciplinari, prevedendo
indicatori differenziati specifici per
ciascuna area, nonché il coordinamento e la vigilanza sull'attività
delle commissioni nazionali." (comma 5, art. 7). All'A. spetterebbe anche
"l'indirizzo e la vigilanza" sulla "valutazione periodica delle
attività svolte da ciascun professore o ricercatore universitario"
(comma 6, art. 7). Tale valutazione sarebbe svolta dall'Ateneo "ogni quattro
anni". "Nel caso di giudizio negativo, la
progressione economica
di carriera del docente interessato rimane
sospesa fino alla successiva valutazione.
Nel caso di due successivi giudizi negativi, l'interessato è trasferito
ad altra amministrazione pubblica
ovvero, ove ne ricorrano le condizioni previste
dalla legge in termini di
anzianità contributiva e anagrafica, collocato
a riposo. Avverso al giudizio negativo è ammesso il ricorso all'Autorità,
la quale puòconfermare il giudizio dell'ateneo ovvero chiederne motivatamente
ilriesame" (comma 4, art. 14).Le conseguenze di quest'ultima norma sarebbero
devastanti perché con essa si accrescerebbe a dismisura il controllo anche
umano dei docenti da parte dei 'maestri' che oggi già decidono chi, come
e quando reclutare, e chi, come e quando promuovere. Con la possibilità
di espulsione dall'Università dei docenti di 'ruolo' si produrrebbe una
ancora maggiore gerarchizzazione della docenza, con un'ulteriore riduzione dell'autonomia
didattica e di ricerca dei docenti 'subalterni' e il conseguente abbassamento
della qualità di queste attività.