IMPORTARE
HARVARD?
Riportiamo in calce
l'articolo "Somari a Harvard (grazie a papà)" comparso sul Corriere
della Sera del 30 agosto 2006. Sempre su Harvard
torniamo a segnalare i seguenti articoli:=
"Non imitare Harvard" di Michele Salvati su CorrierEconomia del
26.6.06:
http://rassegnastampa.unipi.it/
rassegna/archivio/ 2006/06/26SI21003.PDF
=
"La guerra di Harvard" di Walter Mariotti sul Foglio dell'8.6.06:
http://rassegnastampa.unipi.it/
rassegna/archivio/2006/ 06/08SI84038.PDF
=
"L'Università USA gestisce un fondo pari alla finanziaria italiana
2006. Harvard sempre più ricca ma paggiora la qualità didattica"
di Ermanno Bencivenga sulla Stampa del 23.10.05:
http://rassegnastampa.unipi.it/
rassegna/archivio/2005/10/38269564.pdf
=====================
dal
Corriere della Sera del 30 agosto 2006:
"Dal
figlio di Gore alla nipote di Bush. Libro-denuncia negli Usa
Somari a Harvard
(grazie a papà)
Donazioni per entrare al college
«Così
gli atenei scartano regolarmente gli studenti migliori per far
posto ai figli
dei ricchi»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
Iscrizione in ritardo,
voti mediocri. Eppure Lauren, nipote di Bush,
venne ammessa a Princeton. «Il
suo test era molto inferiore alla media»
NEW
YORK - Che cosa hanno in comune Lauren Bush, Vanessa Vadim,
Jessica Spielberg,
Dhani Harrison, Christopher Ovitz eAlbert Gore? Sono tutti «figli di papà»
che nonostante lo scarso profitto scolastico sono
riusciti ad entrare nelle
più esclusive università americane Ivy League, in
cambio dei
favori (e dei milioni di dollari) elargiti dalle loro famiglie a
queste istituzioni.
A svelare il segreto è il libro «The Price of Admission»,
firmato da
Daniel Golden, laurea a Harvard e una delle penne più autorevoli
del Wall
Street Journal, vincitore di tanti premi giornalistici tra cui il
Pulitzer.
La sua provocatoria tesi: i college che si vantano di essere i più
rigorosi
del mondo scartano regolarmente gli studenti migliori (ignorandone
gli
ottimi voti nei test), per far posto ai loro coetanei somari, rampolli
dell´aristocrazia
di Hollywood, Wall Street e Washington. «La
meritocrazia nelle scuole
americane è un mito», scrive Golden. In realtà la «rich
white people », la gente bianca ricca, è decisa a «perpetrare
il sistema di caste, assicurando che il Paese resti nelle mani delle solite
famiglie
». Gli esempi si sprecano. Christopher Ovitz, figlio di Michael,
(l´agente
più potente della Mecca del cinema) nonostante un «curriculum mediocre
e la pessima condotta» (alle medie fu sospeso per aver tirato una mazza
da baseball ad una compagna) è entrato alla Brown come «studente
speciale». Per sdebitarsi il padre ha sponsorizzato seminari con Martin
Scorsese e Dustin Hoffman. Tra gli sponsor più generosi c´è
l´ex palazzinaro Charlie Kushner, oggi in carcere per evasione fiscale e
finanziamento illecito dei partiti: nel ´98 regalò due milioni e
mezzo di dollari ad Harvard per olearne l´ingresso al figlio Jared. E nel
2001 fece bis, comprando per tre milioni l´entrata alla New York University
per la figlia Dara. Dal nepotismo non sarebbero immuni neppure i Sulzberger, il
potente clan dietro il New York Times: dopo l´iscrizione di Cynthia Fox
Sulzberger aDuke, il vecchio Arthur Ochs Sulzberger commissionò al giornale
una benevola storia di copertina sull´università. E nemmeno i Bush:
Lauren, modella part-time dalle chiare idee repubblicane come lo zio e il nonno
inquilini della Casa Bianca, è entrata a Princeton, tempio del liberalismo,
nonostante la domanda d´iscrizione pervenuta fuori tempo massimo. «L´università
ha chiuso un occhio-scrive Golden -. Eppure anche il suo test era considerevolmente
inferiore alla norma». La maglia nera del clientelismo appartiene però
alla Brown University. David Zucconi, arbitro delle iscrizioni, avrebbe «aiutato
personalmente Vanessa Vadim, figlia di Jane Fonda e Roger Vadim, a saltare tutti
gli ostacoli per essere ammessa ». Più tardi la mamma attrice ha
inviato un assegno di 750 mila dollari. E lo stesso Zucconi avrebbe corteggiato
intensamente, con successo, i figli di ben due Beatles: Dhani Harrison, primogenito
di George, e Francesca Gregorini, figliastra di Ringo Starr nata dal matrimonio
tra l´ex ragazza di James Bond, Barbara Bach, e l´industriale italiano
Augusto Gregorini. Meno fortuna Zucconi ebbe invece con Sofia Loren. Alla Brown,
dove era stato subito ammesso, suo figlio Edoardo Ponti preferì la University
of Southern California. La pratica sarebbe esercitata ex equo da repubblicani
e democratici. Il figlio dell´ex vice presidente Al Gore è entrato
ad Harvard-e così il primogenito del leader dei repubblicani al Senato
Bill Frist a Princeton - nonostante i pessimi voti. Mentre un geniale coetaneo
«asian american », infinitamente più qualificato, è
stato respinto da tutti i migliori atenei «perché figlio di un signor
nessuno ». «Nell´America di oggi gli asiatici sono diventati
i nuovi ebrei - spiega Golden -. I canoni di ammissione per loro sono infinitamente
più duri». La speranza di Daniel Golde? Che il suo libro possa resuscitare
la proposta di legge di Ted Kennedy: revocare gli sgravi fiscali e i fondi federali
alle università colpevoli di queste pratiche.
Alessandra Farkas"
==========================