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  A.N.D.U.


"Chissà che le dichiarazioni di Mussi in commissione cultura non possano essere accolte favorevolmente dai docenti dell'Andu (Associazione Nazionale Docenti Universitari) da qualche giorno usciti dal Congresso Nazionale che ha avuto luogo a Firenze a partire dal 30 giugno scorso, in cui sono state approfondite le questioni cruciali della docenza e della governance dell'istituto universitario e avanzate proposte specifiche a cui la politica avrà il compito di dare una risposta adeguata." (nota 2).

Negli ultimi decenni "la politica" (Governo, Parlamento, Partiti) non ha
mai dato alcuna risposta alle "proposte specifiche" avanzate dall'ANDU
(nota 3) e nemmeno a quelle unitariamente elaborate con le altre
Organizzazioni della docenza universitaria.
"La politica" è sempre stata al servizio della lobby accademica trasversale che, per l'appunto, ha sempre controllato il Governo, condizionato
pesantemente il Parlamento, dettato le scelte di quasi tutti i Partiti e
'fatto' l'opinione pubblica sull'Università grazie all'accesso esclusivo
che ha alla 'grande' stampa.
Questa lobby durante la vicenda del DDL Moratti si è 'divisa' in due
gruppi: quello guidato dalla Fondazione Magna Carta (docenti di destra e di
sinistra), con l'esplicito e militante sostegno al DDL, e quello di quei
docenti di sinistra che hanno di fatto rimproverato a Moratti di non saper
fare bene Moratti.

L'attuale Ministro ha dichiarato alla Commissione Cultura: "Lo prometto:
mai più 'riformismo dall'alto'" (a pag. 8 del suo intervento). Lo stesso
Ministro non ha finora dato alcuna risposta alla richiesta di incontro
avanzata il 29 maggio scorso dalle Organizzazioni unitarie della docenza.
E' giusto che le riforme non si facciano dall'alto ed è vero che, comunque,
le vere riforme non si possono fare dall'alto. Le controriforme invece si
'debbono' fare e si sono sempre fatte dall'alto: falsa autonomia
finanziaria, finta autonomia statutaria, cancellazione di fatto del CUN,
finti concorsi locali, rigida e dannosa 'riforma' del "3 + 2", DDL Moratti.

Alcuni provvedimenti annunciati dal Ministro nel suo intervento sono a
nostro avviso positivi:
1. gli interventi per gli studenti (statuto, borse, residenze), eccetto il
punto sulle tasse che si commenterà più avanti (pag. 9 dell'intervento di
Mussi);
2. la rimodulazione del dottorato di ricerca per meglio definirne il
carattere di titolo di studio (p. 10);
3. il reclutamento straordinario "di giovani ricercatori nelle università e
negli Enti pubblici di ricerca" (p. 14).

Sugli altri provvedimenti annunciati esprimiamo invece riserve o dissensi.
= TASSE. Modulare le tasse degli studenti anche in rapporto "alla qualità
dell'ateneo" (p. 9) significa di fatto andare verso la eliminazione dei
'tetti', una delle principali richieste di coloro vogliono 'liberalizzare'
l'organizzazione e il finanziamento degli Atenei, puntando alla loro
diversificazione 'regolata' dal mercato, per arrivare a distinguere, in
particolare, le Università eccellenti (le loro) dalle altre.
= "TRE + DUE". E' vero, come dice il Ministro, che "non era scritto" che il
triennio "fosse per molti un vicolo cieco professionale o una semplice
tappa di passaggio verso il livello superiore" e "non era scritto che
occorresse arrivare alla frammentazione degli insegnamenti e all'abnorme
proliferazione dei corsi" (p. 10). Ma non era nemmeno scritto (o lo era?)
che tale riforma venisse imposta senza il coinvolgimento e la condivisione
di chi la doveva applicare, senza soldi, senza la preventiva riforma della
docenza, senza tenere conto della diversità dei settori, senza
'preparazione' degli sbocchi professionali, senza il
monitoraggio-verifica-coordinamento da parte di un Organismo di autogoverno
del Sistema nazionale delle Università, ecc. In ogni caso, se si vuole
realmente operare una seria verifica del "3 + 2", coinvolgendo - chiediamo
noi - tutto il mondo universitario (studenti compresi), perché dichiarare
'preventivamente', come fa il Ministro, che "non vogliamo cancellare la
riforma" o che "pensiamo che anche il sistema dei crediti vada bene."?
= GOVERNO DELL'UNIVERSITA' (p. 11). Nell'intervento del Ministro manca
qualsiasi accenno alla indispensabile e urgente istituzione di un Organismo
nazionale di rappresentanza e di autogoverno del Sistema delle Università.
Senza questo Organismo, costituito da rappresentanze elettive di tutte le
componenti (con quella della docenza eletta in maniera non corporativa e
non frammentata), l'autonomia degli Atenei sarà sempre più l'autonomia dei
poteri forti locali e nazionali, CONTRO l'interesse generale
dell'Università e del Paese. Tale Organismo è richiesto da anni (da quando
era sottosegretario Luciano Guerzoni) dalle Organizzazioni unitarie della
docenza e ribadita anche recentemente (nota 4).
= CONCORSI. Dice il Ministro: "Ogni università deve essere autonoma . nello
gestire .. - almeno tendenzialmente - anche i suoi docenti, pur mantenendo
il principio della valutazione comparativa. Dobbiamo progressivamente
spostare il baricentro della selezione dalla procedura - i concorsi - ai
risultati." (p. 11). Noi diciamo che occorrono nuove norme nazionali per il
reclutamento (con concorsi: valutazione comparativa) e le carriere dei
docenti (con giudizi individuali: valutazione NON comparativa), con
commissioni nazionali composte solo da ordinari sorteggiati. L'eliminazione
di un sistema nazionale di reclutamento e di avanzamento è un altro punto
cardine dei liberisti-aziendalisti che sostengono che "tanto chi sbaglia
pagherà". Questa è la stessa motivazione-giustificazione che nel 1997 è
stata propagandata per imporre la legge Berlinguer che avrebbe dovuto
introdurre il principio della 'responsabilità locale' nei concorsi. Quanti
in questi dieci anni hanno 'pagato' per avere praticata la 'cooptazione
personale' che quella legge - come allora da noi previsto - ha amplificato
a dismisura?
= AGENZIA PER LA VALUTAZIONE. Il Ministro ha annunciato l'istituzione di
una "Agenzia per la valutazione, indipendente e dotata di FORTI POTERI."
(p. 11). Se l'Agenzia dovesse essere quella prevista dal DDL dei DS (nota
5) essa diventerebbe un micidiale strumento che darebbe ancor PIU' FORTI
POTERI a quei POTERI FORTI che da decenni fanno e disfano le leggi
sull'Università per aumentare il proprio controllo sulle risorse pubbliche
ad essa destinate. Insomma, si tratterebbe di un vero e proprio
COMMISSARIAMENTO dell'Università statale, affidato di fatto a quelle stesse
forze che stanno lavorando per demolirla. Quella Università che, nonostante
gli attacchi subiti, è "al terzo posto per la produttività scientifica tra
i Paesi del G8", come ricorda lo stesso Ministro (p. 1). Ripetiamo che
riteniamo necessaria l'introduzione di un sistema di valutazione discusso
con la comunità universitaria ("mai più riformismo dall'alto"!), basato su
criteri e metodi che tengano conto della diversità degli ambiti
disciplinari, e che lasci alla responsabilità politica i conseguenti
interventi. Un sistema di valutazione che non deve tradursi in un maggiore
controllo gerarchico delle carriere e che non 'subappalti' l'autonomia
universitaria ai poteri forti politico-accademici, come accadrebbe con
l'istituzione dell'"Autorità per la valutazione" prevista dal DDL dei DS,
una Autorità questa in contrasto con l'autonomia garantita dalla
Costituzione. Su questo DDL l'ANDU ha svolto una puntuale analisi (nota 6)
che abbiamo più volte inviato al Ministero, ma non sappiamo se l'attuale
Ministro l'abbia mai letta e forse per questo (anche su questo) non ci ha
ancora data "una risposta adeguata", come sollecita AprileOnLine.Info.
= IIT. Il Ministro ha dichiarato: "Porremo grande attenzione anche
all'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, che potrà procedere
correggendo gli errori iniziali." (p. 15). L'IIT è stato criticato da tutta
la Comunità scientifica ed è stato additato come un costosissimo e inutile
'giocattolo' voluto dal ministro Tremonti. Uno 'scatolone' di potere la cui
natura e le cui finalità non possono essere corretti. L'ANDU, prima che
fosse noto l'intervento del Ministro, ha diffuso la richiesta del proprio
Congresso nazionale "di cancellare l'Istituto Italiano di Tecnologia (la
cui costituzione è stata avversata da tutta l'Università e da tutti i
Centri di ricerca), con il trasferimento all'Università statale e alla
Ricerca pubblica degli ingenti finanziamenti ad esso assegnati."
= UNIVERSITA' PRIVATE. Il Ministro ha giustamente osservato che "gli unici
finanziamenti che sono aumentati (durante il Governo Berlusconi, ndr) sono
quelli a favore delle università private", ma ha immediatamente precisato:
"alle quali, tuttavia, non pensiamo affatto di toglierli." Perché non viene
ricordato che la Costituzione non consente di finanziare con soldi pubblici
le università private?

Il 2 maggio 2006 l'ANDU, nel documento "Chi governerà l'università?" (nota
6), tra l'altro scriveva:
"La scelta di chi all'interno del nuovo Governo avrà la responsabilità
sull'Università non sarà indifferente sulla politica che riguarderà questa
Istituzione, centrale per il Paese e la stessa democrazia."
Si ricordava inoltre che "le posizioni (sull'Università, ndr)
sottoscritte dalle Associazioni imprenditoriali e, in particolare, quelle
della Confindustria, sono sostanzialmente le stesse di quelle elaborate
dalle Fondazioni Magna Carta e TreeLLLe, composte da esponenti
accademico-politici appartenenti al Centro-destra e al Centro-sinistra.
Nella stessa direzione vanno i contenuti dei documenti e dei disegni di
legge elaborati dai DS."
E si concludeva: "affidare nel nuovo Governo la responsabilità della
politica universitaria ad un esponente della lobby accademica sarebbe una
scelta gravissima, una vera e propria sfida nei confronti di chi
nell'Università lavora o studia."
Mussi è uno dei pochi esponenti accademico-politico-ministeriali dei DS (di
ieri e di oggi) a non fare parte di alcuna Fondazione-lobby trasversale. Ma
proprio per questo i punti del suo intervento da noi criticati preoccupano
ancora di più.

6 luglio 2006

= Nota 1. Per leggere il testo dell'intervento del ministro Mussi svolto il
4.7.06 nella Commissione Cultura della Camera:
(non si deve spezzare la stringa di caratteri, altrimenti il collegamento
fallisce!)
http://www.miur.it/comunicatistampa/ 2006/allegati/allegato_2006_07_04_2_a.pdf
= Nota 2. Per leggere l'articolo di Manuela Bianchi "Mussi, uno spiraglio
nel tunnel universitario" su AprileOnLine.Info del 5.6.06:
http://www.aprileonline.info/articolo. asp?ID=11263&numero='197'
= Nota 3. per le "proposte specifiche" dell'ANDU:
http://www.bur.it/sezioni/sez_andu.php 06 luglio 2006
oppure
http://www.orizzontescuol a.it/article11158.html
= Nota 4. Dal documento delle Organizzazioni unitarie della docenza: "LE
REGOLE E GLI STRUMENTI. La legge deve disciplinare: a) un'autorità centrale
politica (MIUR), che programmi e indirizzi (a monte), premi o sanzioni (a
valle); b) un'autorità centrale tecnica (Authority), che valuti la qualità
dell'attività svolta, secondo parametri noti e discussi con la comunità
scientifica; c) un organismo nazionale elettivo, che svolga funzioni di
rappresentanza e di coordinamento funzionale delle autonomie considerate
come un sistema unitario ed esprima la corte di disciplina; d) l'autonomia
dei singoli Atenei, come potere di autodisciplinarsi nei limiti e nel
rispetto di regole comuni di autogoverno fissate da legge nazionale,
contemplanti almeno la figura di un rettore eletto dall'intera universitas,
un ampio organo elettivo titolare del potere di indirizzo e di sfiducia nei
confronti del rettore, un più ristretto organo di gestione."
Per l'intero documento unitario "Cosa è urgente.Verso le elezioni", diffuso
nel febbraio 2006:
http://cnu.cineca.it/docum 06/docunitario-02-06.pdf
= Nota 5. Per il testo del disegno di legge dei DS "Istituzione
dell'Autorità per la valutazione del sistema delle università e della
ricerca":
http://cnu.cineca.it/naz ionale06/modica_24_01.doc
= Nota 6. V. il documento dell'ANDU "DDL dei DS: esternalizzazione
dell'autonomia universitaria, precarizzazione permanente della docenza":
http://www.bur.it/sezi oni/sez_andu.php 03 febbraio 2006