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Anche sulla rappresentanza
del sistema nazionale delle Università i lavori
sono in corso. Già è pronto il disegno di
legge di riforma del CUN che sarà presentato a
breve al Consiglio dei ministri. Su questo disegno di
controriforma, che punta a farla finita con l'idea stessa
di un organismo nazionale di autogoverno, democratico
e realmente rappresentativo del mondo universitario, l'ANDU
ha più volte preso posizione (v. Nota 3) e presto
vi ritornerà con una più puntuale analisi.
Il testo del disegno di legge, elaborato dall'attuale
CUN pluri-prorogato e con una composizione da tempo illegittima,
si trova nel sito dello SNUR-CGIL, che esprime un breve
giudizio che sostanzialmente coincide con quello dell'ANDU
(v. Nota 4).
Sulla rappresentanza nazionale
dell'Università ha lavorato anche la
Fondazione TreeLLLe la cui composizione (v. Nota 5) costituisce
una "esibizione di muscoli" di quella lobby
accademica trasversale che da
sempre domina sulle questioni riguardanti l'Università,
gestendo
direttamente o di fatto il Ministero, condizionando pesantemente
il
Parlamento ed esercitando il quasi assoluto monopolio
degli Organi di
informazione.
Nelle pagg. 94 e 95 della
pubblicazione della TreeLLLe (v. Nota 6) si
legge: "E' infatti incongrua la configurazione del
CUN 'come organo di rappresentanza delle istituzioni autonome
universitarie', considerato che - per espressa previsione
legislativa - esso rappresenta le aree disciplinari e
le categorie del personale docente, integrate da una marginale
rappresentanza degli studenti, del personale non docente
e - simbolicamente - dei Rettori. Comunque lo si consideri,
il CUN è la rappresentanzione delle aggregazioni
disciplinari e delle corporazioni e sottocorporazioni
accademiche, secondo una logica verticale, neppure più
rispondente all'intervenuta riorganizzazione dei saperi."
Un'analisi questa sostanzialmente coincidente con quella
della maggioranza delle Organizzazioni della docenza e,
in particolare, dell'ANDU. Ed allora la Fondazione TreeLLLe
vuole, come l'ANDU, che il CUN diventi un Organo di autogoverno
realmente autonomo, rafforzandone i poteri e modificandone
la composizione? Vuole, per non farne "la rappresentanza
delle aggregazioni disciplinari e delle corporazioni e
delle sottocorporazioni", ridurre le attuali 14 aree
a 5-6 grandi aree di equivalente consistenza che esprimano
rappresentanti dei docenti con elettorati attivi e passivi
comuni alle tre fasce? Vuole aumentare il peso delle rappresentanze
degli studenti e del personale tecnico-amministrativo?
Assolutamente no. La TreeLLLe non vuole niente di tutto
questo.
La Fondazione, dopo avere criticato "alcune forme
di rappresentanza
centralistica degli interessi presso l'autorità
di governo (Conferenze dei
presidi di facoltà, Coordinamenti dei presidenti
di corsi di laurea,
Organismi rappresentativi di aggregazioni scientifico-disciplinari,
etc.)", va al sodo e propone di "assumere la
Conferenza dei Rettori (Crui) quale referente per la consultazione,
il confronto e la verifica del consenso sulle più
rilevanti scelte di governo del sistema: ciò in
quanto la Crui è espressione dei responsabili della
gestione degli atenei e struttura
istituzionalmente autonoma e indipendente rispetto al
Ministero."
Sulla inconsistenza politica
della CRUI e sulla sua intrinseca incapacità di
svolgere compiti di rappresentanza del sistema nazionale
universitario, l'ANDU si è anche recentemente espressa
(v. Nota 7). Rispetto alle proposte di TreeLLLe due sole
osservazioni: 1. a proposito della nuova composizione
dei Senati accademici proposta dalla Fondazione, a pag.
112 si legge: "La scelta di non avere nel Senato
Accademico rappresentanze elettive indirette (come i presidi
di facoltà o i direttori di dipartimento) nasce
dall'esigenza di evitare situazioni di governo consociativo,
in cui il senatore-preside potrebbe sentirsi più
espressione (e difensore) della facoltà che presiede
che componente di un organo di governo dell'ateneo, col
risultato di tendere ad impostare la sua azione più
come ricerca di un sostanziale equilibrio tra le facoltà
che come responsabile della politica complessiva dell'ateneo."
Una critica questa che l'ANDU da anni rivolge agli attuali
Senati accademici, la cui composizione incentrata sui
Presidi è la principale causa della "non gestione"
degli Atenei.
Bene quindi la critica alle "rappresentanze
elettive indirette", critica che però la TreeLLLe
incredibilmente dimentica quando pretende di assegnare
ad un organismo (la CRUI) somma di
"rappresentanti elettivi indiretti" (i Rettori)
la rappresentanza del
sistema universitario;
2. è forse un caso che la controriforma del CUN
ne confermi di fatto l'attuale composizione (14 aree e
con rappresentanze per sottocategorie), dando così
ancora più spazio alle giuste critiche della TreeLLLe,
che ne trae pretesto per proporre la sostituzione del
CUN, peraltro di fatto già avvenuta, con un organismo
che come la CRUI è il condensato dei poteri forti
accademici?
9 marzo 2004
Nota 1. Per il documento
dell'ANDU "Governance degli Atenei. Ci stanno
lavorando":
http://www.bur.it/sezioni
/sez_andu.php 03 marzo 2004.
Nota 2. Per il testo dell'articolo
"E dopo i docenti tocca ai rettori" sul
Messaggero del 5.3.04:
http://laricerca.uniss.it/
php/proiettore Rassegna.php? cat=32&xml=/ xml/rassegna/
rassegna 20291.xml&item=)
Nota 3. Per i documenti dell'ANDU
sulla riforma del CUN:
http://www.bur.it/
sezioni/sez_andu.php e poi
29 gennaio 2004 "La (non) riforma del CUN e l'ennesima
proroga dell'attuale CUN" 14 gennaio 2004 "La
riforma del CUN" venerdì 03/10 "CUN.
Rinnovo e riforma"
Nota 4. Per il testo del
disegno di legge sul CUN e del giudizio dello
SNUR-CGIL:
http://www.snur-cgil.org/
poi cliccare su "Bozza di disegno di legge sul riordino
del CUN"
Nota 5. TreeLLLe è
un'Associazione presieduta da Umberto Agnelli di cui fanno
parte, tra gli altri, Fedele Confalonieri, Luigi Abete,
Sabino
Cassese, Adriano De Maio, Tullio De Mauro, Giuseppe De
Rita, Umberto Eco, Angelo Panebianco, Sergio Romano, Raffaele
Simone, Umberto Veronesi, Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella,
Franco Frattini, Ezio Mauro, Luciano
Modica, Andrea Ranieri, Fabio Roversi Monaco, Marcello
Sorgi, Piero Tosi, Giuseppe Valditara.
Nota 6. Per richiedere la
pubblicazione della Fondazione TreeLLLe "Università
italiana, università europea?":
http://www.associazionetreelle.it/
Nota 7. (24.2.04) LA CRUI
CHE NON C'E'. Da anni l'ANDU denuncia il fatto che la
CRUI si è appropriata del ruolo di rappresentanza
del sistema nazionale, che non le spetta e che non è
strutturalmente in grado di svolgere. Infatti nessun Rettore
è stato eletto per svolgere tale compito. L'azione
che la CRUI può svolgere nei confronti del Governo
è quella di chiedere fondi per gli Atenei e proporre
criteri per la loro distribuzione. Quando invece si tratta
di affrontare problemi più generali, la CRUI è
"costretta" ad approvare (sempre all'unanimità,
naturalmente!) documenti che dicono una cosa e il suo
contrario. E' stato questo il caso del documento del 29.1.04
dove la CRUI è contemporaneamente contro l'esaurimento
dei ricercatori e a favore dell'esaurimento dei ricercatori
ed è contemporaneamente contro il precariato e
a favore del precariato, e così via. Di chiaro
in quel documento c'e' "solo" il fatto che la
CRUI ha abbandonato l'iniziale richiesta di ritiro del
provvedimento governativo e ha smesso di criticare il
ricorso allo strumento della legge-delega. Le prese di
posizione pubbliche di singoli Rettori mostrano che tra
i Rettori stessi esistono opinioni antitetiche sul DDL
governativo.
Naturalmente è legittimo,
e può anche essere utile, che la CRUI prenda una
posizione (e non due in una, cioè nessuna!) sul
DDL governativo, così come fanno i Collegi dei
Presidi, i Senati Accademici, i Consigli di Facoltà,
ecc. Quello che non è né legittimo né
utile è che la CRUI pretenda di
rappresentare il sistema nazionale delle Università
e si segga ai tavoli
"tecnici" con il Ministro.
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