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Ci pare utile esprime alcune
considerazioni sulla replica di Modica, anche per continuare
un pubblico e reale confronto che raramente (per non dire
mai) c'è stato tra le forze politiche e le organizzazioni
della docenza
universitaria:
1. apprezziamo il tono pacato
e dialogante di Modica, oltre che la
puntualità delle sue argomentazioni;
2. registriamo positivamente che la elaborazione della
Fondazione TreeLLLe sulla governance degli Atenei è
'solo' una proposta di Modica e non è la posizione
dei DS. A nostro avviso per una reale autonomia dai poteri
forti (politici, accademici, economici) tutti gli organi
di gestione degli Atenei
dovrebbero essere espressione di elezioni dirette da parte
di tutti i
docenti, con la partecipazione consistente dei tecnico-amministrativi
e degli studenti;
3. presentare la posizione di TreeLLLe come una proposta
di sinistra "condivisa anche da professori vicini
al centro-destra" è quanto meno azzardato.
La verità è che la proposta governativa
sullo stato giuridico, così come le proposte di
TreeLLLe sul governo degli Atenei e sulla rappresenta
nazionale delle Università, fanno parte di uno
stesso disegno
controriformatore. TreeLLLe, con tutta evidenza, per la
sua stessa
composizione, è una rappresentazione' di quella
lobby trasversale che ha determinato le catastrofiche
scelte riguardanti l'Università, almeno nell'ultimo
decennio;
4. siamo convinti che questo Governo stia 'solo' accelerando
la spinta "verso il disastro", cioè lo
smantellamento dell'Università statale, un processo
precedentemente avviato, come abbiamo man mano documentato
e
denunciato in tutti questi anni;
5. Modica nel suo intervento, come riportato nel nostro
documento, parla esplicitamente di una figura di "professore
a tempo determinato" e di "contratti personali".
Ciò ci ha indotto a 'leggere' un percorso da
iniziare, a circa trenta anni, nella figura di professore
a termine. In
ogni caso prendiamo positivamente atto del fatto che Modica
propone,
giustamente, che a circa trenta anni inizi la carriera
in ruolo;
6. altrettanto positivamente registriamo che Modica ritiene
"opportuno trasformare il ruolo dei ricercatori nella
terza fascia del ruolo docente"; posizione questa
molto diversa da quella contenuta nei disegni di legge
presentati, e non ancora ritirati o modificati, dai DS
alla Camera e da senatori del Centro-sinistra, che prevedono
invece il passaggio degli attuali ricercatori nella terza
fascia di professore attraverso una verifica e ciò
per consentire soprattutto alle facoltà giuridiche
di impedire l'ingresso di tutti i ricercatori nei loro
Consigli di facoltà;
7. per quanto riguarda il precariato, pensavamo - e pensiamo
ancora - che per coerenza si debba chiedere il ritiro
di tutte le proposte di "lunga
durata", sia quella governativa (5 + 5 anni) sia
quella dei suddetti
senatori del Centro-sinistra (4 + 4 anni).
Attribuiamo al documento
di Luciano Modica di risposta ll'ANDU un valore comunque
positivo perché egli in questo modo ha messo in
pratica quanto dichiarato in un'Assemblea a Pisa: "occorre
che la Sinistra smetta di fare senza ascoltare".
10 marzo 2004
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RISPOSTA ALL'ANDU DI LUCIANO
MODICA - 1 marzo 2004
L'ANDU, nei giorni successivi
all'assemblea nazionale DS del 3 febbraio, ha diffuso
un suo commento alla mia comunicazione "A partire
dall'autonomia"
(il cui testo completo è reperibile sul sito www.dsonline.it).
Mi sembra giusto commentare qui a mia volta alcuni dei
punti sollevati dall'ANDU, cogliendo l'occasione anche
per qualche chiarimento su punti che potrebbero essere
risultati poco chiari. Sono innanzitutto molto contento
che la mia relazione abbia suscitato, sia durante l'assemblea
che in seguito, un dibattito vivace e ricco di critiche,
approfondimenti, condivisioni. Il mio solo scopo era infatti
quello di aprire una discussione per un programma organico
e complessivo del centro-sinistra sull'università,
provando a partire da un testo che contenesse analisi
ragionate e proposte concrete.
Va da sé che sono
io l'unico responsabile del mio testo. Quindi, alla domanda
dell'ANDU se il modello di governance degli atenei che
ho illustrato sia una proposta "ai" DS o "dei"
DS, la risposta è ovvia e vale anche per tutte
le altre proposte della relazione. Sono proposte che ho
avanzato a tutti coloro che si interessano all'università
e che, se saranno
ritenute interessanti, cominciano ora il lungo cammino
di analisi e
approfondimento. Nel merito, poi, non condivido per nulla
la ben nota posizione dell'ANDU che il PCI prima e i DS
dopo hanno giocato e giocano "un ruolo subordinato
agli interessi di quanti stanno da decenni smantellando
l'università
pubblica imponendole riforme devastanti". E' un'opinione
tanto legittima quanto, a mio parere, contraddetta dai
fatti. Rinvio al paragrafo della mia relazione intitolato
"Un'analisi del passato" chi volesse conoscere
meglio le mie argomentazioni. Sono comunque convinto che
nel periodo 1995-2001 la nostra università avesse
imboccato, pur con qualche errore, un percorso riformatore
efficace e che invece l'attuale politica governativa,
invertendo il cammino già iniziato, la spinga verso
il disastro.
Devo però chiarire
che a parlare di "rettori-manager" è
l'ANDU nel suo commento, non io nella mia relazione. Non
ho nulla contro i manager ma mi sarebbe risultato difficile
nella mia proposta definire rettore-manager un docente
democraticamente eletto da un corpo elettorale formato
da tutti i
docenti, nonché da cospicue rappresentanze degli
studenti e del personale tecnico-amministrativo, e che
è sottoposto, insieme al consiglio di ateneo, ad
una procedura di fiducia-sfiducia da parte di un nuovo
senato accademico che è disegnato come organo democratico
interno interamente ad elezione diretta. Un cenno alla
Fondazione Treelle. L'ANDU si domanda come io possa essere
- come sono - feroce avversatore del nuovo progetto di
legge governativo sullo stato giuridico dei docenti universitari
e insieme co-produrre con alcuni degli autori e/o sostenitori
di quel progetto (che sono anche esperti di Treelle) una
proposta per la governance degli atenei. Confesso di non
capire. Nel mio intervento ho disegnato un quadro programmatico
organico sull'università, con una proposta sulla
governance che è condivisa anche da professori
vicini al centro-destra e con una proposta sullo stato
giuridico che invece non lo è, visto che questi
colleghi sostengono un progetto di legge opposto.
Dove sarebbe lo scandalo?
E perché dovrei sentirmi io in contraddizione?
Sullo stato giuridico spiace poi che l'ANDU, nel riportare
brandelli del mio intervento, possa indurre in confusione.
Desidero fare chiarezza soprattutto su un punto. Quando
scrivo che "un bravo dottore di ricerca dovrebbe
essere reclutato subito come professore universitario,
a trent'anni o meno" intendo, come è facile
evincere dal contesto, come
professore di ruolo (a tempo indeterminato). Esattamente
come capita per un magistrato o per un diplomatico. Non
si comprende quindi come l'ANDU mi addebiti la proposta
di costringere i nostri giovani ad iniziare a trent'anni
un "pre-ruolo precario". Sulla terza fascia
docente non è da ora (anzi è dal 1992: basta
leggere i resoconti delle sedute del senato accademico
integrato che preparava lo statuto autonomo dell'Università
di Pisa) che ho espresso l'opinione che
sarebbe opportuno trasformare il ruolo dei ricercatori
nella terza fascia del ruolo docente. Nel 2001, da presidente
della CRUI, ho poi sostenuto - e con me la maggioranza
dei rettori - che sarebbe stato opportuno approvare,
sia pure ormai a fine legislatura, la legge sulla terza
fascia. Purtroppo
senza successo. Nella relazione confermo questa mia convinzione,
sia pure osservando che sarebbe solo una trasformazione
in extremis per facilitare la transizione verso lo stato
giuridico con carriera unica che ho proposto.
Riguardo infine al disegno
di legge sullo stato giuridico presentato da
alcuni colleghi senatori del centro-sinistra nel maggio
2002 (quando non ero ancora senatore) non ho mai nascosto,
prima da rettore e poi da senatore, alcune perplessità.
Ma a che titolo mai dovrei
essere io ad annunciare (?!) o chiedere (?!) addirittura
il ritiro di questo disegno di legge? Ho fatto invece
un'altra cosa. Ho avanzato una proposta abbastanza dettagliata
di un nuovo e innovativo stato giuridico. Discutiamola
apertamente, approvandola o rigettandola, in tutto o in
parte, prima di redigere un articolato di legge. Le polemiche
sterili e immotivate non ci hanno mai aiutato. Cambiamo
registro per tornare a governare e per esservi
pronti.
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ANDU - Associazione Nazionale
Docenti Universitari
DS E UNIVERSITÀ
=== Il giorno prima.
Il 2.2.04 l'ANDU ha diffuso
una mini-antologia sulla governance ("Rumori di governance")
e al primo punto veniva sintetizzata la posizione della
Fondazione Treelle che qui si ripropone:
"La proposta dell'Associazione
Treelle prevede che il Rettore sia eletto da "tutti
i professori e ricercatori dell'ateneo" e da una
rappresentanza degli studenti e del personale tecnico-amministrativo
pari rispettivamente al 15% e al 10% "del corpo elettorale
totale".
Il Rettore nomina un Consiglio di Ateneo che "avrebbe
inoltre la
responsabilità diretta della selezione del personale
docente, ricercatore e tecnico-ricercatore."
Il Consiglio di Ateneo sarebbe composto di 11-15 persone
con "metà dei componenti, escluso il Rettore,
scelti all'interno del personale dell'ateneo e metà
all'esterno come rappresentanza dei portatori di interesse
esterni": "Governo nazionale e regionale, comunità
territoriali, forze imprenditoriali e sociali." Il
Consiglio di Ateneo sarebbe sottoposto "ad una delibera
di approvazione
(fiducia) da parte del Senato Accademico, a maggioranza
assoluta dei componenti. Con adeguata maggioranza qualificata,
ad esempio tre quarti dei componenti, e non prima di metà
mandato, il Senato Accademico potrebbe anche votare la
sfiducia al Consiglio di Ateneo." "Il Senato
Accademico, a parte il Rettore che lo presiede, sarebbe
interamente di nomina elettiva diretta e composto da ventiquattro
rappresentanti dei docenti, da sei rappresentanti degli
studenti e da due rappresentanti del personale tecnico-amministrativo."
Espressamente non sono previste "rappresentanze elettive
indirette (come i presidi delle facoltà o i direttori
di dipartimento)" per "evitare situazioni di
governo consociativo."
da "Università
italiana, università europea?" - Quaderno
n. 3 settembre 2003, pp.110-112: http://www.associazionetreelle.it/
Treelle è una associazione
presieduta da Umberto Agnelli di cui fanno parte, tra
gli altri, Luigi Abete, Sabino Cassese, Adriano De Maio,
Tullio De Mauro, Giuseppe De Rita, Umberto Eco, Angelo
Panebianco, Sergio Romano, Raffaele Simone, Umberto Veronesi,
Giuliano Ferrara, Domenico Fisichella, Franco Frattini,
Ezio Mauro, Luciano Modica, Andrea Ranieri, Fabio Roversi
Monaco, Marcello Sorgi, Piero Tosi, Giuseppe Valditara."
=== Il giorno dopo.
Il 3.2.04 il sen. Luciano
Modica, per tanti anni presidente della CRUI, ha
svolto un intervento all'Assemblea nazionale DS sull'Università,
tenutasi a Roma (per il testo completo dell'intervento:
http://www.dsonline.it/
stampa/documenti/print. asp?id_doc=16069).
Dopo premessa, analisi ed elogio dell'autonomia degli
Atenei, Modica parla della "Governance di ateneo":
"ispirandomi soprattutto ad una analisi condotta
dalla Associazione Treelle nello scorso settembre ad opera
di un gruppo di esperti di cui ho fatto parte." (pag.
8). Dopo una lunga disamina sul non funzionamento della
gestione degli Atenei, Modica dice: "Veniamo
alla nostra proposta di nuova governance di ateneo"
e illustra in due delle 18 pagine del suo intervento quanto
elaborato da Treelle, riportato più sinteticamente,
ma in maniera completa, il giorno prima nel documento
dell'ANDU (v. sopra).
Modica parla di "nostra
proposta": si tratta di plurale maiestatis o della
posizione sua e di Treelle che propone ai DS o della proposta
dei DS? Se la posizione di Treelle sulla governance di
ateneo fosse, o dovesse diventare, quella dei DS verrebbe
confermato il ruolo subordinato del PCI prima e dei DS
dopo agli interessi di quanti stanno da decenni smantellando
l'Università pubblica imponendole riforme devastanti:
nel 1989 la finta
autonomia statutaria, nel 1993 la pseudo autonomia finanziaria
per far
'gestire' agli Atenei la riduzione progressiva dei finanziamenti,
nel 1997 la riforma dei finti concorsi locali e la controriforma
del CUN, più recentemente l'improvvisata riforma
didattica. Ora si vogliono imporre i rettori-manager per
assicurare ancora di più ai poteri forti il controllo
degli Atenei. Il potere che Modica e Treelle
vogliono attribuire ai Rettori è praticamente assoluto,
comprensivo della scelta dei nuovi docenti. In una logica
para-aziendalistica, il Consiglio di Ateneo del Rettore
dovrebbe essere composto per metà da esterni (un
esterno sarebbe indicato direttamente dal Ministro!).
Certamente il problema della
governance non è problema lontano e distinto dagli
altri problemi riguardanti l'Università, tra i
quali quello dello stato giuridico dei docenti. Colpisce
come Modica si dichiari pubblicamente contro il progetto
De Maio-Moratti sullo stato giuridico e co-produca, con
alcuni degli autori e/o sostenitori di quel progetto,
un progetto per la governance degli Atenei (vedi, all'inizio,
il parziale elenco dei componenti Treelle). Ma Modica
è veramente contrapposto al progetto governativo
contro cui è insorto il mondo universitario? Modica
parla di professore a tempo indeterminato (di ruolo) e
di professore a tempo determinato (pag. 15). Il professore
a tempo determinato "potrebbe
garantire notevole flessibilità e rappresentare
anche la figura del
professore in prova, utile soprattutto per i giovani che
intendono entrare
nella carriera o per chi proviene da altri ambiti lavorativi."
"Al professore a tempo determinato che trascorra
un certo numero di anni (quanti?) in questa posizione,
si potrebbe garantire il diritto di essere sottoposto
a valutazione non comparativa per il passaggio a tempo
indeterminato, cioè in ruolo".
E poi: "Un bravo dottore
di ricerca dovrebbe essere reclutato subito come professore
universitario, a trent'anni o meno, ovviamente nella fascia
iniziale della carriera, magari da atenei piccoli e vivaci
con contratti personali (sic!) che gli garantiscano molto
spazio per
la fase più produttiva dell'attività di
ricerca". Quello che è certo e
chiaro è che Modica prevede, a trent'anni, l'inizio
di un pre-ruolo
precario (professore a tempo determinato) la cui durata
non è determinata. Modica conclude il capitolo
"Stato giuridico" con questa frase: "L'introduzione
in extremis nell'attuale stato giuridico di una terza
fascia di personale docente, giusta anche in assoluto,
faciliterebbe certamente l'adozione del nuovo stato giuridico."
Modica non chiarisce se vuole la trasformazione dell'attuale
ruolo dei ricercatori nella terza fascia di professore
(come richiesto da quasi tute le Organizzazioni della
docenza) o l'ingresso in essa degli attuali ricercatori
attraverso una
selezione. Chiarimento ancor più importante dato
che i disegni di legge presentati dai DS alla Camera e
al Senato prevedono una prova di accesso alla terza fascia
per consentire agli attuali ricercatori di continuare
a svolgere le stesse mansioni e di continuare a percepire
la stessa retribuzione! Una prova prevista per consentire
soprattutto alle Facoltà giuridiche di impedire
ai ricercatori la partecipazione ai Consigli di
facoltà. Modica, nelle 18 pagine del suo intervento,
non ha trovato spazio per annunciare (o chiedere) il ritiro
del disegno di legge n. 1416 presentato nel maggio del
2002 da senatori del centro-sinistra. Questo progetto
prevede, come quello De Maio-Moratti, una lunga fase di
precariato, prima dell'ingresso in ruolo, con contratti
di ricerca e di insegnamento di quattro più quattro
anni (comma 2 dell'art. 7).
16 febbraio 2004
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