Finalmente
nell'Aula della Camera il Centro-sinistra ha proposto e
sostenuto tutte le
richieste avanzate dalle Organizzazioni unitarie della
docenza volte ad attribuire
al CUN il ruolo di unico organo democratico di
rappresentanza del mondo universitario,
democratico, non parcellizzato e
non corporativo (elezione dei rappresentanti
delle tre fasce della docenza
in sei grandi aree scientifico-disciplinari con
elettorato attivo e passivo
comune, maggiori poteri, collegio di disciplina
non gerarchico).
La 'riforma' del CUN
era stata elaborata dall'attuale CUN, organo
pluri-prorogato e con una composizione
da anni illegittima per il permanere in carica di rappresentanti che non appartengono
più alla categoria che li ha eletti. Alla Camera è stata cancellata
dal testo del Senato la norma che impediva ai membri dell'attuale CUN di fare
parte del prossimo; norma peraltro già applicata nell'ultima elezione.
Con
la 'riforma' del CUN che si sta approvando in Parlamento non si fa
altro che
confermare le vigenti pessime norme introdotte nella scorsa
legislatura.
Perché
si vuole impedire l'esistenza di un Organo di autogoverno del
Sistema nazionale
delle Università, composto da rappresentanti direttamente eletti da tutte
le componenti (docenti, tecnico-amministrativi, studenti)?
Nel
settembre 1996, qualche mese prima dell'approvazione della legge che regola l'attuale
CUN, scrivevamo: "in un sistema di forte autonomia degli atenei, il cui finanziamento
peraltro deriva prevalentemente dallo Stato, assegnando tutti i poteri al ministro
ed escludendo, di fatto, la
costituzione di un organo nazionale rappresentativo
delle università quale
interlocutore autonomo del governo e del Parlamento,
si spiana la strada a una gestione politico-accademica che farà trionfare
gli interessi
privatistici della ristretta lobby di potenti professori universitari"
("Università
Democratica", agosto-settembre 1996, pag. 1).
Nel febbraio 1997 TUTTE
le Organizzazioni della docenza hanno denunciato "la tendenza negativa ad
indebolire l'autonomia del sistema universitario nazionale nel suo complesso.
In questa direzione, infatti, vengono ridotti compiti e funzioni del CUN, anche
rispetto alle previsioni lungamente disattese della legge 341/90, trasformandolo
da organo rappresentativo di tutto il sistema universitario e delle forze sociali
in organismo marginale con funzione di mera consulenza, con una presenza dei docenti
frastagliata in troppe e squilibrate aree scientifico-disciplinari" ("Università
Democratica", gennaio-febbraio 1997, pag. 1).
Per tutta risposta i Responsabili
di allora del Ministero (il ministro
Luigi Berlinguer e il sottosegretario
Luciano Guerzoni) hanno imposto la
loro 'riforma' del CUN nella "Bassanini
2" (Legge 15 maggio 1997, n. 127),
una legge che ha per titolo "Misure
urgenti per lo snellimento
dell'attività amministrativa e dei procedimenti
di decisione e di
controllo" (sic!); legge approvata con un maxi-emendamento
su cui il
governo di allora ha posto la fiducia.
Dopo l'approvazione della
legge sul CUN, nell'ottobre 1997, scrivevamo:
"nella direzione dello svuotamento
del ruolo del CUN, il Ministro ha anche
deciso di frantumare la rappresentanza
dei docenti in tante aree
scientifico-disciplinari e di separarla per categorie."
E abbiamo aggiunto
che "il nuovo CUN, voluto dal ristretto gruppo accademico
che si è
impossessato del Ministero e controlla il Parlamento e l'informazione,
non è strutturalmente recuperabile ad un ruolo positivo di rappresentanza
dell'autonomia
del sistema nazionale delle Università." ("Università
Democratica",
luglio-settembre 1997, pag. 1). E così è stato da allora ad
oggi.
Abbiamo
voluto ricordare tutto ciò per evidenziare che la scelta di
impedire
la costituzione di un Organo di autogoverno del Sistema nazionale delle Università
non è casuale e non è affatto marginale, ma è stata voluta,
ad ogni costo e con ogni mezzo, nella scorsa legislatura. Una scelta 'ripresa',
come in una sorta di staffetta, dall'attuale Governo e
contestata ora, con
validi argomenti, dall'attuale Opposizione prima al
Senato (con un inspiegabile
voto finale di astensione) e ora alla Camera
(con un coerente voto finale contrario).
E
però qualcosa non torna. Infatti, il giorno dopo che tutti i gruppi del
Centro-sinistra
e in particolare i DS hanno assunto alla Camera posizioni
corrette sul CUN,
nella "Conferenza nazionale DS per il programma" tenutasi l'1-3 dicembre
a Firenze, è stata sostanzialmente riproposta la posizione sul CUN espressa
(e praticata) dall'accademia che era al Governo nella precedente legislatura.
Infatti, nella scheda su "Innovazione
nell'università e con l'università",
al punto "Conferenza dei Rettori,
Assemblea Nazionale della Scienza, Consiglio
Nazionale degli Studenti", si ipotizza la cancellazione anche formale del
CUN, individuando in ogni caso nella Conferenza dei Rettori "il luogo naturale
dove gli interessi degli
atenei autonomi vengono rappresentati rispetto al
Governo, al Ministero,
all'opinione pubblica" (nota 2).
Una posizione
questa che ripropone sostanzialmente quella contenuta nel "documento base
del Forum dei DS" del 9 novembre 2005 (nota 3) e che non tiene in alcun conto
le proposte alternative (comuni alle Organizzazioni unitarie della docenza) espresse
in quella stessa sede dalla FLC-CGIL che, a proposito del CUN, ha sostenuto: "deve
esistere un organismo di rappresentanza e quindi di autogoverno globale del sistema
delle autonomie ma esso deve ritornare ad essere un luogo di rappresentanza democratica
e non delle discipline, al posto del ruolo improprio che la CRUI si autoattribuisce"
(nota 4).
Se il prossimo Governo dovesse
(ri)assumere e (ri)attuare quanto scritto
nelle proposte di programma dei DS,
si darebbe ancora più mano libera ai
gruppi di potere che, anche grazie
all'assenza di un Organo di autogoverno del Sistema nazionale delle Università,
potranno continuare a imporre leggi distruttive dell'Università statale,
di qualità e di massa.
Così è accaduto nella scorsa legislatura
(finta autonomia finanziaria,
finta autonomia statutaria, finti concorsi locali,
controriforma del CUN,
"3 + 2") e in quella attuale (controriforma
dello stato giuridico, ulteriore riduzione dei fondi).
Si potrà così
finire di demolire l'Università nazionale abolendo lo stato
giuridico
nazionale dei docenti, differenziando in ogni Ateneo le procedure
del loro
reclutamento, superando il valore legale dei titoli di studio.
Senza dimenticare
però di introdurre anche 'norme di salvaguardia' per i
'baroni di stato':
rettori-padroni e professori eccellenti.
De-statalizzazione sì, ma con
giudizio!
Tutto questo ha comportato
e comporterebbe il 'modello' degli Atenei
pseudo-autonomi che si rapportano
direttamente con il Ministero, in assenza di un Organo nazionale di autogoverno.
Un 'modello' che, tra l'altro, lascia liberi i potentati accademici di operare
indisturbati a vantaggio dei Centri di auto-eccelenza e che consente la proliferazione
di nuove pseudo-università.
Un 'modello' che porta anche alla guerra
di tutti contro tutti, come nel
caso dell'IIT di Genova e, ancor più,
nel caso dell'IMT di Lucca, con il
coinvolgimento di Amministratori comunali,
provinciali e regionali, di
Parlamentari e, pare, perfino di Cardinali! (nota
5).
Auspichiamo che le posizioni sul
CUN espresse il 30 novembre dai Deputati dell'Opposizione siano quelle 'vere',
cioè quelle che prevarranno
nell'Unione pubblicamente e chiaramente.
Più concretamente, se l'attuale Opposizione dovesse diventare Maggioranza
nella prossima legislatura, ci aspettiamo che gli emendamenti presentati alla
Camera siano 'tradotti' nella PRIMA legge riguardante l'Università, da
approvare con la massima urgenza.
Infatti, riprendere l'attività ministeriale
e parlamentare sull'Università
senza avere PRIMA istituito un Organo
elettivo realmente rappresentativo
del Sistema nazionale dell'Università
e capace di interloquire autorevolmente con il Governo e il Parlamento, significherebbe
continuare a governare e a legiferare a favore e per conto della lobby accademica
trasversale,
contro l'Università e contro il Paese.
5
dicembre 2005
NOTA 1. Per il resoconto
stenografico della seduta dell'Aula della Camera del 30 novembre 2005 (la parte
sul CUN da pag. 11 a pag. 36):
(non si deve spezzare la stringa di caratteri,
altrimenti il collegamento
fallisce!) http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/
stenografici/sed714/SINTERO.pdf
NOTA
2. Per scaricare la scheda su "Innovazione nell'università e con
l'università":
(non
si deve spezzare la stringa di caratteri, altrimenti il collegamento
fallisce!)
http://www.dsonline.it/speciali/amarelitalia/
programma/conoscenza/documenti/
dettaglio.asp?id_doc=29721
NOTA
3. Per scaricare il documento "alla base della discussione" del "Forum
dei
DS" del 9.11.05, prima cliccare
http://www.dsonline.it/aree/universita/index.asp,
poi cliccare su "9/11
Nasce il Forum Università e la ricerca dei
DS", infine cliccare a destra su
"FORUM Università"
NOTA
4. Per leggere l'intero intervento della FLC-CGL al Forum dei DS del 9.11.05:
(non
si deve spezzare la stringa di caratteri, altrimenti il collegamento
fallisce!)
http://www.dsonline.it/aree/universita/
documenti/dettaglio.asp?id_doc=29448
NOTA
5. A pag. 7 della cronaca di Genova di Repubblica del 25.11.06,
l'articolo
"Iit, ora si parte davvero, nominato il nuovo vertice" comincia
così:
"Dicono che una grossa mano per evitare lo scippo (da parte di
Milano,
ndr) dell'Iit a Genova l'abbia data il cardinale Tarcisio Bertone.
A colazione
mercoledì con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti,
insieme a un
altro porporato, pare che Bertone abbia perorato con forza la causa della sede
genovese dell'Istituto Italiano della Tecnologia,
ottenendo dal titolare del
dicastero le più ampie rassicurazioni."
Per la lettura dell'intero
articolo, prima collegarsi a www.crui.it, poi
cliccare su "rassegna stampa"
in basso a sinistra, quindi selezionare il
mese "novembre 2005" e
poi cliccare su "25".