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  A.N.D.U.


Ma questa potente e trasversale minoranza accademica ha proprio vinto
imponendo all'Università un provvedimento contestato da tutte le componenti (docenti, precari, studenti)? Noi riteniamo che questa prova di prepotenza e di arroganza abbia compattato un movimento universitario senza precedenti per ampiezza, determinazione e consapevolezza, e che da oggi non sarà più consentito a nessuno di decidere impunemente contro l'Università. La grande manifestazione di ieri a Roma, con l'enorme, pacifico e festoso corteo di studenti e precari provenienti da tutta l'Italia e con la protesta davanti alla Camera assieme ai docenti, ha un significato chiarissimo e forte: l'Università finalmente si occupa di se stessa e non subisce più passivamente le leggi che una lobby accademica trasversale da decenni le impone impunemente.

Soprattutto i precari e gli studenti, le principali categorie danneggiate
dal DDL, si stanno sempre più impegnando per eliminare i principali mali
che affliggono l'Università italiana: un precariato già oggi dalle dimensioni e dalle condizioni inaccettabili sul piano professionale e umano, e una didattica enormemente dequalificata dopo l'imposizione del '3 + 2'.
Per questo, da un lato, occorrerà impedire che negli Atenei si continuino a creare nuovi precari, anziché bandire posti di ruolo, e, d'altro lato, è
necessario realizzare, in maniera condivisa, una nuova organizzazione degli studi.
Obiettivi concreti e urgenti, che dovranno tradursi anche in nuove norme,
ma che possono e devono essere 'anticipati', a partire da ora, negli Atenei.

Con questa nuova realtà universitaria tutti Partiti dovranno fare i conti,
smettendo di dipendere da quei poteri forti accademici che hanno sempre
dominato sull'Università e vorrebbero continuare a farlo anche nella
prossima legislatura, che dovrà avere come primo provvedimento per
l'Università la CANCELLAZIONE di quanto approvato ieri.