Purtroppo Panebianco si sbaglia: le posizioni
attuali (e passate)
dell'Ulivo sull'Università non sono affatto la "fotocopia"
delle richieste
delle Organizzazioni della docenza, ma sono e sono state sostanzialmente
la
"fotocopia" delle rivendicazioni della lobby accademica trasversale.
Come
il professor Panebianco non può non sapere, per l'Università a
decidere
è, ed è sempre stata, una lobby accademica 'perfettamente'
trasversale,
comprendente cioè professori politicamente schierati a destra
e a sinistra.
D'altro canto lo stesso Panebianco fa parte di 'aggregazioni'
trasversali come
la Fondazione TreeLLLe (nota 1) e la Fondazione Magna
Carta (nota 2) nelle
quali ci sono 'eccellenti' esponenti accademici di
destra e di sinistra.
Nelle
precedenti legislature è stata questa lobby accademica, che
condiziona
pesantemente il Parlamento e controlla la 'grande' stampa, ad
avere prodotto
"grossi danni" nel settore universitario. La lobby
trasversale, infatti,
in poco più di un decennio, ha imposto:
- l'ingestibile riforma della
didattica (il 3 + 2) che sta portando alla
dequalificazione della formazione
universitaria;
- la costituzione di un precariato senza precedenti per quantità
(oltre
50.000 precari) e per durata media (10-15 anni);
- l'introduzione
dei finti concorsi locali, alimentando oltre ogni limite
il mercato dei concorsi
e il controllo accademico e umano della carriera
dei docenti fin da dopo la
laurea;
- la finta autonomia finanziaria per fare gestire agli Atenei la
progressiva
riduzione dei fondi;
- la finta autonomia statutaria per mantenere immutato
l'assetto degli
Atenei, lasciando che i TAR ripristinassero l'"ordine
costituito" quando
richiesto dall'accademia che conta;
- la controriforma
del CUN per impedire al mondo universitario di avere
una rappresentanza istituzionale
nazionale non corporativa e non
frammentata, cioè un Organo di autogoverno
del Sistema nazionale delle
Università capace di difenderne l'autonomia
dai poteri accademici forti.
In questa
legislatura l'attività accademico-parlamentare dell'Ulivo sulle
questioni
universitarie è stata in buona parte in continuità con quella
precedente.
Infatti:
1. la prima (letteralmente) preoccupazione dei professori-senatori
dell'Ulivo
è stata quella di proporre, nell'agosto 2001, una legge per
ridurre
a uno gli idonei nei finti concorsi locali (DdL n. 640, nota 3).
Questa riduzione
è stata recentemente inserita in una "legge omnibus" con
un
blitz accademico-parlamentare di Maggioranza e di Opposizione;
2. nel maggio
2002 i professori-senatori dell'Ulivo hanno presentato un
progetto di riforma
della docenza (DdL n. 1416, nota 4) non dissimile da
quello governativo ora
approvato al Senato, anzi in alcuni punti peggiore.
Infatti si voleva la modifica
dei meccanismi concorsuali per aggiungere
all'attuale potere dei gruppi accademici
locali quello dei gruppi forti
nazionali, prevedendo una lista nazionale a
numero chiuso e a termine
(comma 5, art. 6). Lo stesso disegno di legge prevedeva
una fase di
precariato più lunga di quella del DDL Moratti, con contratti
di ricerca e
di insegnamento di durata di 4 + 4 anni (comma 2, art. 7). Era
prevista
inoltre la possibilità di licenziamento dei docenti di ruolo
(comma 6, art.
14). Infine, nello stesso DdL si prevedeva la 'scrematura' degli
attuali
ricercatori che venivano "inquadrati nella terza fascia della
docenza,
previo giudizio di idoneità formulato dai consigli di corso
di laurea di
appartenenza" (comma 6, art. 15), salvaguardando così
la composizione
'alta' di quei Consigli di Facoltà (soprattutto alcuni
di Giurisprudenza)
dove non sarebbe 'sopportata' la partecipazione di tutti
gli attuali
ricercatori;
3. l'Ulivo ha presentato alla Camera emendamenti
'contro' il DDL Moratti
con contenuti spesso non alternativi a quelli governativi
ed elaborati da
chi ha governato sull'Università nella scorsa legislatura;
4.
l'Ulivo non si sta opponendo (si è gia astenuto al Senato) alla
'traduzione'
in legge dell'attuale composizione del CUN che era stata
decisa con decreto
ministeriale nella precedente legislatura.
Più
recentemente sono stati prodotti da professori dell'Ulivo documenti e
iniziative,
che stanno destando estrema preoccupazione in coloro che si
oppongono allo
smantellamento del Sistema nazionale e statale dell'Università.
Ci
si riferisce, in particolare, a un documento dei DS della Toscana (nota
5)
nel quale è previsto il reclutamento dei professori attraverso "una
idoneità
scientifica nazionale" (libera docenza, ndr) e "un concorso
pubblico
locale", attribuendo "la responsabilità FINALE dell'assunzione
(.)
ai massimi organi di governo dell'ateneo." "Le regole che presiederanno
all'attività
di valutazione della commissione saranno (.) affidate agli
statuti degli atenei".
Insomma, per il reclutamento doppio concorso e
regole locali come nel DDL Moratti,
con 'in più' l'ultima parola, di fatto,
al rettore. Tutto questo in
linea con le logiche ultra-autonomistiche che
puntano allo smantellamento dello
stato giuridico nazionale dei docenti
(reclutamento, mansioni, retribuzione)
e all'accentramento in pochissime
mani di immensi poteri di gestione degli
Atenei, compreso quello
fondamentale del reclutamento.
Nello stesso documento
si prevedono "'profili organici complessivi' (cioè
la distribuzione
dei posti nelle varie classi o gradi di carriera)" da
rispettare obbligatoriamente
"nelle valutazioni didattico-scientifiche
intermedie" basate "su
criteri stabiliti dagli statuti degli atenei".
Insomma, da un lato, si
danno ulteriori ampi poteri (organici e criteri) ai
gruppi dominanti negli
Atenei e si differenziano, a seconda delle sedi, i
meccanismi di avanzamento;
dall'altro lato, prevedendo organici per classi
o gradi, si conferma di fatto
il concorso come meccanismo di passaggio da
un livello all'altro della docenza.
Ci
si riferisce anche alla iniziativa di un gruppo di professori
dell'Ulivo che
ha recentemente promosso un confronto nazionale con altre
aggregazioni accademiche
(compresa Magna Carta) (nota 6), escludendo le
Organizzazioni della docenza,
che da anni hanno un progetto alternativo a
quello accademico-governativo.
Non sono queste le risposte che merita il grandissimo movimento di
protesta
dell'Università che si sta ribellando all'imposizione della
controriforma
sullo stato giuridico che, se approvata, metterebbe la parola
fine all'Università
statale, uno dei pilastri della democrazia nel nostro
Paese.
Un movimento
che vede l'unità di tutte le componenti (professori,
ricercatori, precari
e studenti) e delle Organizzazioni della docenza, con
delibere da parte degli
Organi locali (SA, CdA, CdF, ecc.) e nazionali
(CRUI, Conferenze dei Presidi),
e che sta adottando forme di protesta anche
'eccezionali': sospensione dell'attività
didattica decisa da tanti Organi
accademici, occupazioni di Facoltà
e ora dimissioni dalle cariche
accademiche.
Una protesta che ha due prossime
importanti scadenze nazionali: il 19
ottobre la contemporanea riunione degli
Organi di Ateneo, promossa dalla
CRUI, e il 25 ottobre la manifestazione nazionale
alla Camera, promossa
dalle Organizzazioni unitarie della docenza.
Questo
movimento non può lasciare alcuno spazio alla strumentalizzazione da
parte
di quell'accademia che vuole lo smantellamento dell'Università statale.
L'abbiamo
più volte detto e lo ripetiamo ancora: se non si sconfigge in
tempo
la lobby accademica trasversale che ha sempre dominato
sull'Università
non si potrà arrestare l'opera di demolizione
dell'Università
statale in corso da oltre un decennio.
17
ottobre 2005
= Nota 1. Per conoscere
le posizioni e la composizione della Fondazione
TreeLLLe (Associazione che
svolge attività di "lobby trasparente"):
http://www.associazionetreelle.it/.
Per le posizioni sull'Università vedere
il "Quaderno 3".
=
Nota 2. La Fondazione Magna Carta, che ha sostenuto il DDL approvato con
un
golpe al Senato, ha come attivo Presidente d'Onore il prof. Marcello
Pera,
Presidente del Senato della Repubblica:
http://www.magna-carta.it/fondazione/fmc.asp
=
Nota 3. Per il testo del DdL n. 640 "Modifiche alla legge 3 luglio 1998,
n.
210, recante norme per il reclutamento dei ricercatori e dei professori
universitari
di ruolo":
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=
Ddlpres&leg=14&id=8571
= Nota 4. Per il testo del DdL n. 1416 "Norme
sullo stato giuridico della
docenza universitaria":
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=
Ddlpres&leg=14&id=24
405 = Nota 5. Per il testo del documento "Stato
giuridico e reclutamento dei professori universitari" a cura dei Democratici
di Sinistra della Toscana: http://cnu.cineca.it/notizie05/riforma-univ-ds.doc
=
Nota 6. "Conferenza nazionale sull'Università", 7 ottobre 2005:
http://www.bur.it/2005/conferenza_07ott05.doc