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  Università "Tor Vergata"


Roma Tor Vergata coordina progetto UE sui raggi TeraHertz
Entro tre anni pronto un nuovo dispositivo per l’utilizzo dei raggi T (Terahertz) la cui applicazione permetterà di realizzare strumenti sofisticati con un enorme potenziale di utilizzo in diversi campi: dall’aerospazio alla sicurezza, dalle applicazioni mediche all’analisi delle opere d’arte. Il progetto chiamato OPTHER (Optically Driven Terahertz Amplifiers,) finanziato dall’Unione europea per un totale di 4.100.285 euro, è stato presentato martedì 1° aprile presso la Facoltà di Ingegneria dell’ Università Roma “Tor Vergata”. I Partners: l’Università Roma “Tor Vergata”, coordinatrice del progetto, la Technical University of Denmark, il National Center for Scientific Research (CNRS) francese, la SELEX-Sistemi Integrati, la Thales Research Technologies e Thales Electron Devices S. francesi.


Il progetto OPTHER (Optically Driven Terahertz Amplifiers), finanziato dall’Unione europea nell’ambito del VII Programma Quadro, settore dell’“Information and Communications Technologies”, per un totale di 4.100.285 euro, si propone di effettuare un notevole balzo tecnologico nel campo dei componenti per la generazione della radiazione Terahertz (raggi T), ponendo l’Europa in primo piano in questo settore. Il consorzio OPTHER accanto all’Università Roma “Tor Vergata”, coordinatrice del progetto, vede la partecipazione della Tecnical University of Denmark, del National Center for Scientific Research (CNRS) di Parigi, e di tre partner industriali: la SELEX Sistemi Integrati, la Thales Research Technologies e Thales Electron Devices S.A. francesi, leader mondiali dei sistemi e componenti ad altissima frequenza per applicazioni nel campo della sicurezza, dello spazio e della gestione del traffico aereo.
La radiazione Terahertz (THz), che viene identificata con l’intervallo di frequenze comprese tra 300 Gigahertz e 10 Terahertz, costituisce quella regione dello spettro elettromagnetico che ha come limite inferiore le microonde, radiazioni che vengono usate per esempio nella telefonia mobile, nei radar o nei satelliti, e come limite superiore il lontano infrarosso usato, ad esempio, nelle trasmissioni in fibra ottica. Tale radiazione ha un enorme potenziale di utilizzo in campi quali l’aerospazio, la sicurezza, le applicazioni mediche, la biologia, la microscopia, l’analisi delle opere d’arte. In particolare, in campo medico la radiazione THz consentirà di effettuare in vivo la diagnosi precoce di malattie, l’identificazione di anomalie nei tessuti, la diagnosi di tumori. Nel campo delle applicazioni per la sicurezza, la caratteristica della radiazione THz di penetrare i materiali quali plastica, cartone, carta e di poter rilevare armi nascoste o sostanze pericolose, quali droghe ed esplosivi, è di fondamentale importanza nella sorveglianza di aree affollate quali aeroporti, stazioni, locali pubblici.

Al contrario di quanto avviene per la radiazione X, l’utilizzo dei Terahertz consentirà di effettuare dei test meno dannosi sull’uomo poiché tale radiazione non ha energia sufficiente per ionizzare le molecole e quindi danneggiare i tessuti. Sino ad ora non esistono ancora sorgenti sufficientemente intense per questo intervallo di lunghezze d’onda e gli specialisti parlano di “Terahertz gap”: l’assenza di una sorgente ai THz, compatta ed economica, ha dunque reso di fatto impossibile, finora, la realizzazione di sistemi di rilevamento ai THz.

“Il progetto OPTHER - afferma Aldo Di Carlo, docente di Optoelettronica - attraverso  un'azione di coordinazione internazionale dell'Università Roma "Tor Vergata", porterà allo sviluppo di un componente fondamentale per la generazione della radiazione THz. Il coordinamento affidato al Dipartimento di Ingegneria Elettronica di "Tor Vergata" testimonia la caratteristica di eccellenza maturata nell'ambito dei dispositivi optoelettronici e di altissima frequenza e nell'utilizzo di  nanotecnologie per lo sviluppo di questi componenti".

OPTHER (Optically Driven Terahertz Amplifiers) ha come obiettivo di superare gli attuali limiti sviluppando un amplificatore a vuoto che operi nella regione dei THz e che sia compatto, efficiente e affidabile. Tale amplificatore, utilizzando come segnale di ingresso sorgenti ottiche avanzate ai THz - Quantum Cascade Lasers (QCL) o sistemi di photomixing - consentirà di disporre di un segnale THz le cui caratteristiche saranno decisive per lo sviluppo di tutte quelle applicazioni ancora allo stato potenziale.

Info: www.opther.eu

 

BUR.IT 02.04.08