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scheletro del cetaceo - lungo poco meno di dieci metri - ha mantenuto la connessione
anatomica ed è circondato da una fauna fossile costituita da pesci e invertebrati.
Per la prima volta in Italia sarà così possibile documentare che
cosa è successo in tempi geologici nellecosistema marino creato dalla
morte del grande mammifero che si è adagiato sui fondali, presumibilmente
attorno a un centinaio di metri di profondità dellantico mare pliocenico
che occupava buona parte dellattuale Toscana. La
scoperta di alcuni denti di squalo fa pensare che la balena sia stata attaccata
dal predatore, ma molti altri pesci, invertebrati e organismi marini sono stati
ritrovati nel corso dello scavo, quelli che per lungo tempo hanno ricavato risorse
energetiche dalla decomposizione del cetaceo e che adesso compongono il quadro
scoperto dai paleontologi. Il ritrovamento
afferma Elisabetta Cioppi, responsabile della sezione di Geologia e paleontologia
del Museo e coordinatrice degli scavi è spettacolare e particolarmente
importante dal punto di vista scientifico per la completezza dello scheletro e
per la varietà di organismi associati rinvenuti, che permetteranno di fare
unanalisi approfondita sul paleoambiente. | |
Stiamo conducendo un accurato campionamento della
macrofauna di invertebrati, che può essere fatto solo durante lo scavo-
ha aggiunto la dr.ssa Cioppi - annotando la posizione e la densità dei
resti; altri campionamenti sono effettuati per le indagini che faremo in laboratorio
sui microfossili. Le colline attorno
a Orciano Pisano sono da tempo note per il ricco materiale fossile custodito nelle
argille grigio-azzurre del Pliocene databili appunto a 4 milioni di anni
fa - ma da oltre un secolo nella zona non venivano rinvenuti altro che sporadici
resti isolati. Il primo reperto della balena è apparso durante il dissodamento
di un campo coltivato, qualche settimana fa; nei prossimi giorni, una volta conclusa
la campagna di scavo, lo scheletro, assieme agli altri resti fossili, sarà
trasportato presso il Museo di Storia Naturale dove verrà restaurato e
successivamente esposto al pubblico. Le
fasi dello scavo sono documentate su www.msn.unifi.it/CMpro-v-p-401.html
BUR.IT 02.04.07 |