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Ingegneri e biologi insieme per interrogare il Dna Un
gruppo di ricerca, già attivo da qualche anno all'Università Politecnica
delle Marche, sta sviluppando una ricerca multidisciplinare di avanguardia in
un nuovo settore scientifico cruciale come quello della genetica e della genomica,
in relazione alla medicina. Il gruppo di ricerca di Biologia Computazionale è
coordinato e diretto dal professor Giovanni Principato, direttore dell'Istituto
Interfacoltà di Biologia e Genetica. Vi lavorano insieme le figure del
chimico, del biologo, dell'ingegnere e dell'informatico, per elaborare i dati
biologici con metodi estranei alla biologia. |
| I
dati biologici sono annotati con diversi formati ed elaborati con linguaggi diversi,
inoltre si trovano sparsi, sebbene tutti disponibili sul Web. La lettura del genoma
umano ha generato più di tre miliardi di caratteri e si sono sequenziati
e si stanno sequenziando genomi di molte altre specie. Ma per la loro interpretazione
sono necessarie competenze diverse e molto specifiche, raramente insieme nella
stessa persona. Ne consegue una nuova specializzazione nell'ambito della Biologia
e della Genetica, la Biologia Computazionale. Il gruppo dell'Università
Politecnica delle Marche è cresciuto e si è consolidato con pubblicazioni
specifiche, formando laureati, collaborando con varie Università nell'ambito
di progetti di ricerca finanziati da vari Ministeri. Con il professor Giovanni
Principato, ne fanno parte l'ingegner Francesco Piva, che, dopo essersi laureato
in Ingegneria Elettronica con una tesi che applicava appunto l'informatica alla
biologia, ha acquisito un quadro di competenze che ne fanno una figura ricercata
di studioso, assieme al dottor Matteo Giulietti, biologo, a Diego Zoppi, programmatore
e a Linda Nocchi, laureanda di Biologia. | |
La crescente specializzazione dei ricercatori può
essere limitante per lo sviluppo della ricerca: tutti i dati a disposizione sono
grezzi. La conoscenza deriva dall'integrazione di tutti i dati in modo da poter
stabilire la funzione di ogni elemento all'interno di una struttura complessa
fatta di elementi interconnessi chiamata rete genica. Una volta acquisito il modello
completo, si potrà prevedere l'effetto di mutazioni geniche, dei farmaci
e dell'esposizione a sostanze inquinanti. E sarà possibile utilizzare i
dati biologici per determinare la tendenza individuale a contrarre determinate
patologie, fare diagnosi precoce e stabilire terapie personalizzate". Per
divulgare le attività del gruppo e per mettere a disposizione della comunità
scientifica le scoperte fatte, è stato creato un sito internet dal nome
molto specialistico - www.introni.it - che sta avendo un inaspettato successo,
come dimostra il fatto che esso compare al primo posto nella classifica di Google.
BUR.IT 21.08.06 | |