| L'autore
dell'articolo, Alun Anderson, ricorda che la scoperta dei "neuroni-mirror"
nasce da una "semplice ma sorprendente osservazione" compiuta nel 1995
nel corso delle ricerche condotte nel laboratorio dell'Università di Parma
diretto dal Professor Giacomo Rizzolatti. Registrando l'attività elettrica
delle cellule cerebrali nella corteccia premotoria di scimmie, il gruppo di ricerca
italiano ha scoperto che la stessa parte del cervello che si attiva nel pianificare
il movimento si attiva anche nel vedere un altro individuo compiere la stessa
azione. L'Economist mette in evidenza le
numerose implicazioni che questa scoperta può avere nella comprensione
del comportamento umano. Gli scienziati italiani potrebbero essere arrivati ad
individuare il meccanismo cerebrale che ci consente di comprendere le azioni degli
altri, di intuire le loro intenzioni ed anche di essere profondamente coinvolti,
come spettatori, in attività compiute da altri come una partita di calcio
o una esibizione di ballo. Inoltre la scoperta compiuta nel laboratorio di Parma
suggerisce che l'origine del linguaggio sia nel gesto e non nel discorso. | |
Per il settimanale britannico una delle ragioni
per cui nel corso del prossimo anno sentiremo parlare dei "neuroni-mirror"
è che, partendo da questa scoperta, nuove ricerche permetteranno di collegare
questi neuroni alla comprensione dell'autismo ed al suo trattamento. L'impatto
che le ricerche del gruppo del Prof. Rizzolatti stanno avendo sulla comunità
scientifica mondiale sono evidenziate dall'Economist attraverso un dato particolarmente
significativo: negli ultimi due anni il numero di pubblicazioni che citano i "neuroni-mirror"
è aumentato dell'800%. Non sono solo i neuroscienziati ad interessarsene
ma anche psicologi, linguisti, biologi, filosofi e persino costruttori di robot,
per i quali lo studio delle proprietà di questi neuroni può aiutare
a costruire robot "più umani".
BUR.IT 29.12.05 |