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relazioni tra lingua letteraria e dialetti, a volte sotterranea,
a volte chiaramente espressa e talora anche teorizzata, e le opposizioni
e i contatti tra la letteratura in lingua e la letteratura in dialetto,
che spesso raggiunge vertici di grande efficacia espressiva e talora
di arte. Attorno a questi temi si svilupperà dalle 15.30
di martedì 25 e dalle 9.30 di mercoledì 26 maggio
a palazzo Florio, in via Palladio 8 a Udine, il convegno annuale
degli Storici della lingua italiana, coordinati da Antonio Daniele,
ordinario di Linguistica italiana all'ateneo di Udine, intitolato
quest'anno Letteratura, lingua e dialetti. La due giorni è
dedicata in particolare agli italianisti e agli studiosi di diverse
discipline, filologi, glottologi e dialettologi.
"Quest'anno - annuncia Daniele
- saranno analizzati alcuni snodi importanti della nostra letteratura,
determinati dal contatto/contrasto con i dialetti, il connubio
tra lingua popolare e lingua d'arte nelle nostre origini, e l'invenzione
fantastica e paradossale del maccheronico in Teofilo Folengo".
Saranno anche affrontati punti specifici relativi alla narrativa
non mimetica del Nievo, alla dialettalità pascoliana, agli
esordi della storiografia della letteratura dialettale, alla prosa
poliziesca ricca di dialettismi del recentissimo Camilleri. Infine
"si studieranno - spiega Daniele - alcuni autori, soprattutto
poeti, esemplari di una dialettalità molto 'riflessa',
ma anche poeticamente molto efficace, dal teatro di Gallina alla
lirica di Barbarani, Giotti, Noventa". Gli atti dei due precedenti
convegni, Antichi testi veneti (2002) e Metrica e poesia (2004)
sono stati recentemente pubblicati dalla Editrice Esedra di Padova.
Martedì 25 maggio alle 15.30
dopo gli indirizzi di saluto Antonio Daniele introdurrà
i lavori. Vittorio Formentin dell'università di Udine si
occuperà di Tetrastici popolareggianti in Friuli fra Tre
e Quattrocento. Appunti sul veneziano nella mimesi letteraria
è il titolo dell'intervento di Riccardo Drusi dell'università
di Venezia, mentre Renzo Rabboni dell'ateneo friulano tratterà
La tradizione veneta dei cantari.
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L'invenzione lessicale di Teofilo
Folengo sarà il tema trattato da Giorgio Bernardi Perini
dell'università patavina. Mario Chiesa dell'ateneo di Torino
parlerà di Toni, Gilindo e il teatro in Piemonte tra Cinque
e Settecento. Chiuderà la giornata Arnaldo Di Benedetto
dell'università di Torino con una relazione dedicata a
Nievo: una lingua non mimetica.
Mercoledì 26 maggio alle 9.30
Rossana Melis dell'università di Firenze parlerà
di Francesco Torraca storico della letteratura dialettale. Seguirà
l'intervento di Marina Marcolini dell'ateneo friulano sulla Dialettalità
pascoliana. Pier Mario Vescovo dell'università di Venezia
discuterà di Veneziano e veneto nel teatro di fine Ottocento,
mentre Arnaldo Soldani dell'università di Udine tratterà
La metrica e la voce di Barbarani. Saba e Giotti: italiano e dialetto
saranno illustrati da Antonio Girardi dell'università di
Verona. Nel pomeriggio, dalle 15.30, Marco Praloran dell'università
di Losanna proporrà la Metrica e sintassi in Giotti. "Quelo
che i versi no' pol mai dar", Noventa riflette sulla poesia
è il titolo dell'intervento di Alessandra Zangrandi dell'ateneo
veronese. Remo Faccani dell'università di Udine si soffermerà
sulla Metrica popolare e metrica d'arte, mentre Andrea Mansini
dell'università di Milano su L'invenzione dialettale di
Andrea Camilleri. Chiuderanno il convegno Ivano Paccagnella e
Gianfelice Peron dell'università di Padova con la Presentazione
del volume Metrica e Poesia (Padova, Esedra 2004).
BUR.IT 25.05.04
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