| L’Italia manifesta, nella sua struttura geografica e nella sua storia, segni e tracce di un rapporto fondamentale (intessuto nei secoli) con l’uso dell’acqua, sicché ai resti di imponenti ponti romani e di grandi opere di canalizzazione e di bonifica, dobbiamo annoverare tra le manifestazioni più significative anche i mulini, artefatti un tempo così capillarmente diffusi sul nostro territorio, da lasciare in ogni dove toponimi che rimandano in qualche modo a un’antica attività molitoria.
A differenza di altri beni del nostro nutrito e diffuso patrimonio monumentale, costituito in particolare abbondanza da chiese, castelli e palazzi (siano essi giunti fino a noi per una volontà comune o a seguito di fortunate circostanze), gran parte dei nostri mulini, dalle Alpi alla Sicilia, sono in rovina, abbandonati, trasformati o demoliti, per non parlare di quelli scomparsi e di cui non abbiamo oggi la benché minima traccia, se non i documenti scritti.
In risposta a una tale situazione, questo lavoro si propone di offrire un repertorio delle più diverse e originali caratteristiche tecniche e architettoniche dei mulini da grano, allo scopo di restituire loro una dignità monumentale e storica che meritano. L’acqua, le macine e la farina attendono pertanto una risposta attraverso questa ricerca, mirando in ultima analisi a dimostrare che l’acqua –bene supremo- non è solo fonte di vita e culla di molte civiltà, ma si propone pure come un’essenziale energia meccanica.
L’acqua imbrigliata, infatti, non solo riesce a irrigare i campi, ma con l’ausilio di ingegnosi meccanismi può macinare il grano, frantumare i semi da olio, follare le stoffe, brillare il riso, conciare le pelli, lavorare il ferro, pestare le polveri e altro ancora.
Ampio e articolato è quindi l’ambito della presente ricerca: indispensabili sono state le fonti bibliografiche e i documenti d’archivio prescelti da tutte le regioni italiane. Ciò ha permesso di selezionare gli opifici da illustrare, badando sia alle diverse tipologie architettoniche, sia ai differenti sistemi di funzionamento.
Attraverso testo e disegni si è quindi giunti a realizzare un quadro complesso e interessante del fenomeno “mulini”, con risultati che sottolineano il rapporto tra acqua e mulino, tra fiume o canale e luogo della macina, tra forza motrice e meccanismi che la trasmettono. In poche parole la documentazione scritta e visiva che si ricava dall’insieme “testo e illustrazioni tridimensionali”, offre un’immagine analitica dei diversi mulini, sia dal punto di vista
costruttivo- architettonico, sia sotto l’aspetto ambientale e paesaggistico. In tal modo si è evidenziato come il mulino non sia soltanto una “macchina architettonica e produttiva” d’eccezione, ma anche un vero e proprio operatore di trasformazioni economiche, civili, sociali e territoriali, che nel loro insieme hanno segnato indelebilmente alcuni aspetti della civiltà europea. |
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Gli autori
Loreno Confortini è nato nel 1954 a Mirandola (Modena). Dagli anni “80 esercita l’attività di disegnatore e vedutista, specializzandosi in ricostruzioni grafiche di intere città, castelli, edifici antichi e monumenti storici. Le sue vedute, affrontate dopo attente ricerche bibliografiche e d’archivio, mirano a restituire, in modo accurato, l’antico aspetto di luoghi e manufatti ormai profondamente mutati. Ha realizzato grandi vedute di Bologna, Modena, Parma, Reggio Emilia, Imola, Mantova, Brescia e
Sabbioneta, nonché di numerosi castelli, palazzi e borghi medievali, illustrandoli con tocco antico e spettacolare.
Dal 1987 collabora con la rivista Bell’Italia. Nel 1994 è stato premiato a Todi dalla Federazione Europea della Stampa Turistica per il volume da lui illustrato e curato Degli Antichi Castelli della Repubblica di San Marino (1990). Attualmente collabora con vari studi di architettura e imprese del verde, mirando alla valorizzazione delle “architetture tradizionali”.
Francesco Corni è nato a Modena nel 1952, ma risiede ad Aosta. Dal 1975 si è dedicato alla documentazione dei Beni Culturali e Ambientali. Autore di libri illustrati, fra cui Aosta, la città romana (premio letterario René Willien 1990), collabora poi con la casa editrice Jaka Book con i volumi
Lebek, la città baltica e Umm el Medein, la città araba.. Ha illustrato vari libri, fra cui: Il castello di Fenis di D. Prola e B.
Oralndoni, le trilogie La storia dell’uomo della De Agostini e Architettura in Valle d’Aosta di B.
Orlandoni, e Torino capitale. Ha collaborato all’allestimento della Mostra permanente Archeologia in Valle d’Aosta nel castello di Sarriol de la Tour e a quella sul convento e sulla chiesa di San Francesco in Aosta.
Ha collaborato con testi e disegni alla realizzazione di sette documentari RAI dedicati al patrimonio archeologico e artistico della Valle d’Aosta.
Ha inoltre realizzato disegni di pannelli didattici per la mostra 50 luoghi barocchi del Comune di Torino e per l’Amministrazione Regionale della Valle d’Aosta. Attualmente collabora con il Dipartimento Interateneo Territorio del Politecnico e dell’Università di Torino nell’ambito di ricerche sulla struttura e la forma dei sistemi territoriali piemontesi.
Vittorio Galliazzo è nato a Santa Cristina di Quinto di Treviso nel 1939. Professore all’Università di Venezia, ha insegnato Archeologia e storia dell’arte greca e romana, nonché Storia dell’architettura greca e romana.. Tra l’altro ha compiuto ricerche presso varie istituzioni pubbliche e private in Italia e all’estero, tenendo conferenze o seminari in Francia, Svizzera, Austria e Spagna. È membro di vari comitati scientifici in Italia, in Francia e nella Repubblica di San Marino. Nel 1996 è stato pure nominato socio della Société Nationale des Antiquaires de France con sede a Parigi
(Musée du Louvre). Fa pure parte di altre accademie o istituzioni italiane, fra cui ricordiamo l’Ateneo Veneto e l’Ateneo di Treviso. È membro del Comitato Scientifico della Fondazione Mazzotti per la Civiltà Veneta.
Per l’insieme delle sue pubblicazioni nel 1996 ha meritato la médaille de
l’Histoire de l’Art da parte dell’Académie d’Architecture di Francia. La sua biografia scientifica e professionale è stata inserita nella XXa Edizione di
Who’s Who in the World, pubblicata a New Providence.BUR.IT
19.11.03 |