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  MFH srl

Linux e il supercalcolo
Presso l'istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, già da diverso tempo, si aveva la necessità di poter disporre di grandi potenze di calcolo in grado di rendere utilizzabili programmi in grado di effettuare simulazioni e computazioni legati alle attività sismiche e ad eventi geofisici.
La grande mole di dati e il numero impressionante di operazioni da effettuare sugli stessi rendeva enormemente complicato poter applicare tali modelli ed effettuare studi su di essi. Anche utilizzando il piu' potente processore oggi disponibile il tempo di calcolo sarebbe stato di qualche settimana. Per risolvere questo problema l'INGV ha deciso di investire nella nuova tecnologia del calcolo parallelo. Grazie allo studio di fattibilità fatto dal Dott. Taccetti (responsabile CED dell'istituto) si è potuto dar vita al progetto HYDRA. Un calcolatore parallelo ha un modo di funzionamento molto diverso dai sistemi tradizionali. 

Nei sistemi multiprocessore possiamo scegliere tra due famigli distinte di elaboratori, i multiprocessore e i paralleli. Un sistema multiprocessore è formato da un unico sistema con più CPU, ognuna delle quali girerà un diverso programma.

Con questa tecnica si riesce ad aumentare la velocità totale del sistema ma non quella del processo che continuerà a girare su di una singola CPU. Nei calcolatori paralleli il singolo processo viene diviso in tanti task quanti sono i nodi che compongono il supercalcolatore.

Ogni nodo esegue le sue operazioni sul task assegnato e i risultati vengono rimessi insieme per fornire il risultato della computazione.
In questo modo viene aumentata la capacità di calcolo sul singolo processo in maniera direttamente proporzionale al numero di nodi.
Nel caso di HYDRA (sistema con 128 processori) il singolo processo può essere fino a 128 volte più veloce che su una singola CPU.
Per fare un esempio se una applicazione su singola CPU gira in 10 ore su HYDRA terminerà in poco più di 4 minuti.

Inoltre utilizzando tecniche specifiche di programmazione parallela la velocità di HYDRA può essere aumentata di un fattore 100, ciò vuol dire che l'elaborazione precedente potrebbe terminare in meno di 2 secondi.

HYDRA è formata da calcolatori ICS-Olivetti con a bordo dei processori XEON a 2.4 Ghz e un totale di 54GB di memoria RAM.
L'installazione e configurazione è stata eseguita da MFH, vecchio partner dell'istituto, che si è preoccupata di consegnare il sistema chiavi in mano.

L'intento dell'istituto è quello di usare HYDRA il più possibile dando accesso alla sua potenza a tutti i ricercatori che ne faranno richiesta.
Per avere maggiori informazioni potete visitare il sito www.mfh.it o richiederle tramite mail all'indirizzo info@mfh.it 

BUR.IT 12.06.03