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  Biotecnologie

Italiani diffidenti verso la clonazione riproduttiva ma tra i giovani un terzo la ritiene moralmente accettabile
Dopo l'annuncio dei Raeliani e le successive polemiche in Italia si discute di clonazione: ma quali sono gli orientamenti dell'opinione pubblica? L'attuale dibattito sulla clonazione invita a riprendere i dati della più recente indagine italiana di riferimento sulla percezione pubblica sulle biotecnologie, realizzata da Observa - il centro di ricerca specializzato nell'analisi dei rapporti fra scienza e società - e la Fondazione Bassetti 
nella primavera 2002. Sotto il profilo morale la grande maggioranza degli intervistati esprime un netto dissenso, per quanto non si possa sottovalutare che quasi il 30%, al contrario, reputi tale pratica moralmente accettabile. Analogamente, solo un quarto degli italiani ritengono che la clonazione riproduttiva sarebbe utile, mentre ben il 73% la giudica rischiosa. 

Si tratta, del resto, dell'applicazione biotecnologia meno utile e più rischiosa se messa a confronto con una serie di altre applicazioni in campo medico e alimentare. Certo la barriera del divieto morale risulta ancora in grado di opporre resistenza, ma sembra destinata a cadere piuttosto facilmente il giorno in cui esistesse realmente la possibilità di ricorrere alla clonazione per avere figli, ovvero di utilizzare una tecnologia che già oggi viene interpretata come utile e poco rischiosa da circa un italiano su quattro. 

Tuttavia, proprio le donne manifestano un atteggiamento di più elevata accettazione morale, vale a dire i soggetti che sono naturalmente più implicati nei processi riproduttivi  D'altro canto i soggetti più giovani - quelli che cioè si possono interpretare come i precursori di possibili cambiamenti - tendono invece ad associare un giudizio di maggiore accettabilità morale a una valutazione di rischiosità meno diffusa. L'indagine è stata condotta su un campione di 1017 soggetti, rappresentativo della popolazione italiana con oltre 18 anni, sotto la supervisione scientifica di Federico Neresini (Università di Padova), Massimiano Bucchi (Università di Trento) e Giuseppe Pellegrini (Università di Padova). 

I dati completi sulla clonazione sono disponibili sul sito www.observanet.it , accompagnati da un commento di Federico Neresini. Una nuova indagine è in corso di realizzazione e i dati saranno disponibili nella primavera del 2003. 

Observa è un centro studi indipendente e un'associazione senza fini di lucro che si propone di fare da ponte tra ricerca scientifica, decisori politici e opinione pubblica. L'analisi, lo sviluppo e la valutazione di soluzioni per la partecipazione pubblica in ambito scientifico, tecnologico, sanitario e ambientale, di procedure innovative per il coinvolgimento dei cittadini in decisioni complesse, e in generale di forme di dialogo tra scienziati e grande pubblico costituiscono gli obiettivi centrali delle attività di Observa.

 

BUR.IT 17.01.03