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Laurea honoris causa in scienze biologiche a Giorgio Bernardi
Sarà conferita a un genio della Biochimica la laurea honoris causa in Scienze Biologiche dell’Università Politecnica delle Marche. La solenne cerimonia di conferimento dell’onorificenza è fissata per lunedì 16 giugno alle 18 nell’Aula del Rettorato: si aprirà con l’elogio del “candidato” e la lettura del dispositivo della Facoltà da parte del professor Ettore Olmo, preside di Scienze. Al termine della proclamazione del laureato da parte del rettore professor Marco Pacetti, il neolaureato professor Giorgio Bernardi pronuncerà la sua lectio doctoralis dal titolo “Il caso e la necessità nell’evoluzione ”. Il curriculum di Giorgio Bernardi è un esempio dell’importanza di favorire il rientro nel nostro paese dei ricercatori italiani che hanno raggiunto posizioni accademiche prestigiose, e importanti risultati scientifici all’estero, il cosiddetto “rientro dei cervelli”. 

Laureatosi con lode a Padova in Medicina e Chirurgia, dopo aver trascorso alcuni anni come assistente universitario di Biochimica presso le Università di Padova e Pavia, Giorgio Bernardi si è trasferito in Francia dove ha svolto una brillantissima carriera al Centre Nazionale de la Recherche Scientifique in qualità di maitre de recherche e poi su su fino al prestigioso ruolo di directeur de recherche de Classe Exceptionelle. 
È stato anche direttore dell’Institut de Recherche en Biologie Moléculaire (successivamente Institut Jacques Monod). Nel 1967 ha conseguito il Doctorat d’Etat ès-Science Physique presso l’Università di Strasburgo: il presidente della commissione d’esame era il premio Nobel in Biologia molecolare Jacques Monod, uno dei fondatori della Biologia molecolare moderna di cui per certi aspetti Bernardi ha continuato l’opera. Nel corso della sua permanenza in Francia è stato anche invitato a svolgere attività di ricerca e di didattica da alcuni fra i più famosi dipartimenti scientifici americani e giapponesi. Nel 1998 è stato richiamato in Italia come presidente della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli, uno dei primi e certamente fra i più importanti centri di ricerca in Biologia marina al mondo. In questo ruolo Giorgio Bernardi ha notevolmente contribuito ad accentuare il prestigio scientifico e la rinomanza internazionale della Stazione e a riaffermarne la specifica vocazione di centro di ricerca in biologia marina e in biologia evolutiva. 

Citare tutte le cariche ricoperte da Bernardi nel mondo scientifico internazionale è praticamente impossibile; basti ricordare che è presidente e fondatore dell’International Society of Molecular Evolution, è segretario generale dell’International Union of Biological Sciences (associazione che riunisce tutte le principali società scientifiche nel settore della biologia) e fa parte del Consiglio scientifico dell’Unesco, Regional Bureau for Science for Europe. Fa parte dell’Editorial Board delle più importanti riviste di genetica e di biologia molecolare ed è editore in capo di due fra le più rinomate riviste del settore: “Gene” e “Journal of Molecular Evolution”. Ha ricevuto 12 onorificenze da importanti università e società scientifiche di tutto il mondo.

E’ autore di oltre 300 pubblicazioni che riguardano vari aspetti della genetica e della biologa molecolare. Tra le sue ricerche vale la pena di ricordare i suoi studi sui metodi di isolamento di specifiche sequenze di DNA mediante cromatografia su idrossiapatite e quelli sulla desossiribonucleasi acida, che sono state le prime metodiche che hanno consentito l’isolamento selettivo di specifiche sequenze di DNA e che hanno aperto la strada ai più recenti metodi di sequenziamento genico, tra cui il sequenziamento completo del genoma umano. 

Questi recenti risultati non sarebbero stati raggiunti senza il lavoro pionieristico di Giorgio Bernardi. Più recentemente si è dedicato allo studio dell’organizzazione del genoma dei vertebrati, con attenzione particolare a quella porzione non costituita da geni strutturali, che è poco conosciuta, ma che è di gran lunga la più abbondante (oltre l’80%) e costituisce l’ambiente in cui i geni si localizzano e svolgono la loro funzione. Con questo studio ha scoperto l’esistenza di un ordine compositivo, presente anche nel genoma umano, che controlla e condiziona la distribuzione dei geni e ne regola l’evoluzione e la funzione. Una scoperta, inizialmente contrastata da alcuni settori accademici, ma che si è via via imposta grazie alla mole di evidenze scientificamente indiscutibili raccolte da Bernardi e dai suoi collaboratori, e di cui si dovrà tener conto, (e già si tiene conto) negli studi futuri sull’organizzazione del genoma di tutti gli organismi, soprattutto del genoma umano, anche per gli importanti aspetti applicativi che queste problematiche prevedono.

BUR.IT 13.06.03