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  Universita' di Ancona

A proposito delle contestazioni a Biochimica dei “Disobbedienti Marche”
Un chiarimento doveroso da parte della comunità scientifica d’Ateneo. Ricerca scientifica è sinonimo di rigore, confronto, chiarezza. La divulgazione scientifica deve tenere conto di questi elementi. Il mancato rispetto di soltanto uno di essi può causare, soprattutto nel cittadino comune, mal comprensione, e dare origine, nel caso specifico, a preoccupazione e a conseguenze che ricadono nella sfera professionale, etica e familiare delle persone colpite, nonché in quella dell’Istituzione interessata. È esattamente quello che poteva succedere in occasione della contestazione del movimento ”Laboratorio della disobbedienza - Ancona-Disobbedienti Marche” del 10 dicembre scorso, riguardante un finanziamento Nato a una ricerca coordinata da un docente della nostra Università. 

In relazione a quello spiacevole equivoco, la comunità scientifica di questo Ateneo, al fine di chiarire gli spiacevoli avvenimenti che hanno colpito l’Università, e a supporto dell’etica professionale e della moralità dei docenti coinvolti nella ricerca (professori Fabio Tanfani ed Enrico Bertoli), si sente in dovere di emettere un documento chiarificatore.

Nell’anno 2000 la divisione scientifica della Nato ha finanziato una ricerca internazionale proposta dall’Istituto di Biochimica Nas di Yerevan (Armenia) e dall’Istituto Biochimica dell’Università di Ancona dal titolo “Studies on protein complexes. Electron carrier complex (Adrenodoxin reductase-Adrenodoxin)”. Tale finanziamento rientra negli scopi del programma scientifico della Nato che è quello di promuovere attività culturali e collaborazioni nel campo delle scienze sperimentali e civili tra i paesi aderenti alla Nato ed i Paesi dell’ex-area Sovietica. (Sito Web: http://www.Nato.int/science/ index.html). Il finanziamento della ricerca ha consentito ai ricercatori di Yerevan di trascorrere un periodo di lavoro presso i laboratori dell’Istituto di Biochimica dell’Università di Ancona e di utilizzare tecnologie avanzate adatte a chiarire alcuni aspetti delle molecole allo studio.

Le opinioni sostenute dal movimento “Disobbedienti Marche” in merito alla adrenodossina, una delle molecole oggetto della ricerca, non hanno alcun fondamento scientifico sia sul piano concettuale che su quello delle possibili applicazioni derivanti dallo studio. Le proteine adrenodossina e adrenodossina reduttasi hanno precisi ruoli fisiologici. 

Nei mitocondri della corteccia surrenale, queste molecole fanno da ponte per il trasferimento di elettroni da una sostanza chiamata NADPH ad un’altra chiamata citocromo P450. 

Esistono numerosi tipi di citocromi P450 che si differenziano per la loro localizzazione intracellulare e funzione. Nei mitocondri della corteccia surrenale, il citocromo P450 riceve elettroni dal NADPH attraverso la formazione del complesso adrenodossina- adrenodossina reduttasi e poi, utilizzando ossigeno, il P450 partecipa alla biosintesi di importanti molecole come gli ormoni steroidei. Da qui nasce l’interesse scientifico di numerosi laboratori nel mondo.

L’accoppiamento funzionale tra l’adrenodossina reduttasi e l’adrenodossina è indispensabile per l’efficienza metabolica dell’intero processo, e il meccanismo mediante il quale avviene il trasferimento elettronico tra le due proteine ha rappresentato lo specifico oggetto di studio della ricerca finanziata.

Gli studi di base a livello molecolare di processi metabolici, a esempio come quello qui brevemente descritto, sono di particolare rilevanza e le possibili applicazioni da loro derivanti non sono certamente quelle riportate dal movimento “Disobbedienti Marche”; bensì essi sono essenziali per la comprensione di patologie e per la progettazione di farmaci.

BUR.IT 14.01.03