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  Universita' di Udine

Didattica museale, quali prospettive e soluzioni operative?
Presentazione del primo bilancio sui Musei della Regione. Una due giorni per discutere le linee teoriche e trovare soluzioni operative e professionali nel campo della didattica museale. La presentazione di un primo bilancio sullo stato della materia derivato dall’elaborazione di un questionario distribuito fra i principali Musei e Gallerie della Regione, i cui risultati faranno emergere le peculiarità e le emergenze più sentite delle strutture didattiche operanti nel territorio. Sono i temi della due giorni in programma il 13 e il 14 gennaio presso la sala Convegni di palazzo Antonini, in via Petracco 8, a Udine, organizzata dalla Scuola di specializzazione in Storia dell’arte dell’Ateneo di Udine, con il coordinamento di Barbara Cinelli, responsabile della cattedra di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Roma 3. 

Saranno presenti il rettore dell’Università di Udine, Furio Honsell, l’assessore regionale alla cultura, Alessandra Guerra, il presidente della provincia di Udine, Marzio Strassoldo, l’assessore alla cultura del comune di Udine, Liliana Cargnelutti. 

Tra i compiti prioritari di un museo c’è senza dubbio la valorizzazione e divulgazione del proprio patrimonio attraverso una efficace attività didattica. La riconosciuta centralità di questo servizio non corrisponde ancora ad una disciplina unitaria che stabilisca con certezza il profilo delle nuove professionalità. Al convegno interverranno alcuni dei maggiori esperti del settore, per affrontare sia il dibattito teorico, sia gli aspetti pratici e le difficoltà operative di questo settore che attende ancora una normativa certa attorno al profilo professionale dei suoi operatori, alla loro formazione e alle competenze specifiche.

La discussine dei temi riguardanti la didattica museale è da molto tempo sospesa in una ambigua dimensione di “laboratorio permanente”. Per questo, in Italia, si è favorito l’insorgere di uno spontaneismo diffuso, difficilmente verificabile nell’efficacia dei suoi risultati, e quasi sempre affidato alla buona volontà di operatori fra loro molto eterogenei per metodi e finalità.
“Tutto ciò sottolinea Brabara Cinelli - in contrasto con quanto accade in Europa, dove, dopo una prima fase di sperimentazione, si è già passati all’assunzione di parametri di riferimento e alla creazione di spazi congeniali alle esigenze del pubblico infantile. Vale a dire di strutture museali progettate per favorire le pratiche di avvicinamento all’arte, coerentemente al progetto globale di educazione e formazione culturale del bambino”.

Il convegno udinese si pone l’obiettivo di verificare lo stato della didattica dell’arte, attraverso una serie di interventi specialistici che metteranno a confronto metodologie diverse e renderanno noti i risultati delle esperienze più avanzate in territorio italiano. “L’intervento differenziato di esperti del settore dice Cinelli ha lo scopo di uscire dallo sterile dibattito teorico per cercare un dialogo proficuo che sfoci in una strategia comune di proposte concrete. Al politico e all’amministratore spetterà poi riconoscere la priorità etica di questo settore che svolge un ruolo fondamentale nei processi educativi e nella crescita culturale delle giovani generazioni”.

BUR.IT 13.01.03