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  Mostre

Parmigianino e il Manierismo europeo: La pratica dell’alchimia
Casalmaggiore, Centro culturale Santa Chiara, via Formis 1 8 febbraio - 15 maggio 2003. In occasione del V Centenario della nascita di Francesco Mazzola detto il Parmigianino (Parma 1503 - Casalmaggiore 1540), il Comitato per le Celebrazioni promuove una mostra organizzata dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Parma e Piacenza, in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna (Parma, Galleria Nazionale, 8 febbraio - 15 maggio 2003; Vienna, Kunsthistorisches Museum, 1° giugno - 14 settembre 2003). Nell’ambito di dette celebrazioni l’APIC, Associazione Promozione Iniziative Culturali di Cremona, intende presentare a Casalmaggiore, dall’8 febbraio al 15 maggio 2003, una sezione della mostra dedicata agli ultimi mesi di vita dell’artista. 

In questo periodo, infatti, il Parmigianino si sarebbe dedicato con grande passione all’alchimia, tanto da trascurare gli impegni presi per la decorazione della chiesa di Santa Maria della Steccata a Parma. La sua inadempienza fu perseguita e ne venne richiesta la carcerazione; Parmigianino riuscì tuttavia a fuggire e, lasciata Parma, si rifugiò, insieme a tre amici, a Casalmaggiore, dove morì dopo pochi mesi forse, come alcuni sostengono, vittima dei vapori nocivi prodotti dagli esperimenti alchemici.

La mostra si articola in tre sezioni:
1) Parmigianino e l'alchimia: i rapporti con i committenti e l'ambiente culturale parmense.
2) Il linguaggio alchemico nel XVI secolo attraverso manoscritti, libri antichi e incisioni.
3) La pratica alchemica.

La prima sezione prende in esame, alla luce degli studi più recenti, il rapporto tra Parmigianino e l’alchimia, dando particolare risalto all’ambiente culturale parmense (attraverso dipinti e materiali documentari). Un excursus sul periodo trascorso a Casalmaggiore metterà in rilievo l’ultima attività dell’artista, tratteggiando al tempo stesso la sua complessa e umana personalità.

La seconda si propone di illustrare la posizione occupata dall’alchimia negli interessi culturali dell’epoca ed in modo particolare la sua straordinaria diffusione in entrambi i suoi aspetti: quello strettamente filosofico e quello pratico. A questo scopo verranno esposti trattati filosofici, manoscritti e incisioni. Per quanto riguarda la pratica alchemica, una scelta di strumenti ed apparecchi darà consistenza visiva a questo settore della esposizione. Le modalità in cui l’interesse per l’alchimia è rintracciabile nella produzione artistica dell’epoca saranno proposte attraverso le incisioni più belle e rappresentative del XVI secolo.
La terza sezione, attraverso la ricostruzione del laboratorio alchemico e l’esposizione di manoscritti di argomento astrologico, ricettari e libri antichi, ha lo scopo di presentare in che modo l'interesse per l'alchimia si manifesta nella produzione artistica del Cinque e Seicento, anche a livello europeo.

Le opere esposte, all’incirca 100 pezzi, sono suddivise in:

- incisioni (provenienti da: Gabinetto dei Disegni e Stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna; Istituto Nazionale per la Grafica di Roma; Biblioteca Marucelliana di Firenze);
- bronzetti (provenienti da: Kunsthistorisches Museum di Vienna, Musei Civici di Padova);
- dipinti del Parmigianino (provenienti da collezioni private) e altri autori dell’epoca, provenienti sia da collezioni private che da prestigiosi istituti, quali lo Szépmüvészeti Muzéum di Budapest, la Pinacoteca di Brera, il Kunsthistorisches Museum di Vienna;
- sculture di Giovambattista Fornari da Parma e Castellarquato;
- disegni dalla Biblioteca Nacional di Madrid;
- manoscritti astrologici e alchemici e libri antichi, in prevalenza dalla Biblioteca Palatina di Parma, dall’Österreichische Nationalbibliothek di Vienna, dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e dalla Biblioteca dell'Accademia dei Lincei di Roma;
- oggetti e strumenti per la ricostruzione del laboratorio alchemico dal Museo Storico dell'Arte Sanitaria di Roma e dall'Antica Spezieria di San Giovanni Evangelista di Parma.

BUR.IT 13.01.03