(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 26/04/2002)
Al fine di incrementare le risorse del Fondo, il Ministro ha proposto nel corso della riunione, presieduta dal Segretario generale dell’ONU Kofi Annan, di attivare finanziamenti privati tramite “cause related marketing”, tecnica ampiamente collaudata nel mondo anglosassone e tipica dell’Unicef, che offre la possibilità di affiancare marchi privati a quello della campagna istituzionale con notevole ritorno di immagine per le aziende, e quindi ha sollecitato la costituzione di una struttura ad hoc per la raccolta dei consensi. Sirchia ha anche indicato la possibilità di sostenere i progetti, che vengono sottoposti a un Comitato scientifico, non solo con risorse finanziarie, ma anche con interventi attivi da parte di aziende italiane. Il Fondo è configurato, infatti, secondo un modello di partenariato tra pubblico e privato e parte dalla necessità di incrementare i consistenti finanziamenti pubblici, circa 2 miliardi di dollari in dotazione, con risorse private senza conflitti di interesse.
L’Italia ha un ruolo preminente nel Fondo, il cui avvio è stato deciso nel corso del vertice G8 di Genova. Il nostro Paese si è impegnato a versare 200 milioni di dollari nel biennio 2002-2003, di cui 50 milioni già erogati, e questo contributo garantisce all’Italia un seggio nel Consiglio di amministrazione.
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Due tecnici dell’Istituto superiore di sanità operano, inoltre, nel “Technical Review Panel”, organo del Fondo incaricato di valutare la qualità delle richieste di finanziamento provenienti dai
PVS. Anche le nostre Ambasciate sono attivamente impegnate per l’inserimento delle strutture decentrate della cooperazione italiana e delle Organizzazioni non governative italiane nei “Country Coordination Mechanism”, meccanismi preposti ad assistere i governi locali nella formulazione di richieste al Fondo e quindi l’efficacia dei programmi.
Tale impegno si aggiunge, con nuove prospettive di sviluppo, alle diverse iniziative già promosse dall’Italia per contrastare l’AIDS e migliorare l’assistenza ai malati nei PVS come la costituzione della rete internazionale di solidarietà terapeutica ospedaliera, la sperimentazione del vaccino, l’iniziativa congiunta Italia-OMS per l’Africa, nonché alla partecipazione dell’Italia al programma “Roll back malaria”.
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