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   Medicina


(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 05/04/2002)

Le nuove lauree triennali - che contano, ogni anno, oltre 15mila iscritti - potranno essere, infatti, conquistate frequentando le aule delle facoltà di medicina ma anche i "poli didattici periferici accreditati", da dove sarà possibile seguire buona parte delle lezioni e dei corsi di formazione. Il tutto grazie alla teledidattica e all'e-learning (l'impiego di Internet nella formazione). La nuova “tipologia” didattica, enzima della “Università del terzo millennio” parte dalle 39 Facoltà di Medicina dei nostri Atenei e tiene conto della peculiare complessità dei processi formativi tipici delle discipline sanitarie, della molteplicità delle figure professionali e dei conseguenti requisiti che le esigenze formative specifiche impongono nei confronti delle piattaforme tecnologiche da predisporre e adottare, in termini di funzionalità, prestazioni, uniformità di ambienti, nonché dell’attuale contesto normativo sull’ECM che affida alla formazione a distanza e on-line uno specifico ruolo. L'ambizioso progetto, proposto ed approvato dalla Conferenza Permanente dei Presidi delle Facoltà di Medicina sarà presentato in un seminario organizzato congiuntamente dalla Conferenza dei Presidi di Medicina, dal Comitato di Parlamentari per l’Innovazione Tecnologica (www.copit.org) da FEDERCOMIN (www.federcomin.it) e da E-FORM (www.eform.it) , il 9 Aprile p.v. dalle 10.00 alle 13.00 ai Parlamentari e ai Ministri competenti nella Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, in vicolo Valdina, 3/a), come da programma all’indirizzo:
http://www.eform.it/default.asp? id=35&idNewsletter=10&pag=1 


L’obiettivo è quello di sviluppare tecnologie e metodologie didattiche avanzate, capaci di mettere in condizione le Facoltà di Medicina degli Atenei italiani di soddisfare la richiesta formativa per il fabbisogno di laureati d'area sanitaria, come previsto dai 22 profili professionali disciplinati dalla legge 251/2000 ("Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche della riabilitazione, della prevenzione, nonché della professione ostetrica"). Per dare corpo a questa idea innovativa saranno necessarie strutture adeguate, tecnologie e reti informatiche oltre a una serie di tutor che, nelle sedi locali, dovranno garantire la qualità della formazione e il necessario sostegno agli studenti. Per conquistarsi l'accreditamento - avverte il progetto STAM - questi poli didattici dovranno puntare sugli aspetti logico-strutturali, quelli tecnologici nonché numero e qualificazione dei tutor ed eventualmente dei docenti necessari per lo svolgimento del programma di formazione. E tra i "poli periferici" da accreditare potranno anche esserci strutture del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale: sarà così possibile avvicinare da subito gli studenti ai luoghi dove svolgeranno in futuro la loro professione. Un progetto quindi a cui parteciperanno, ai vari livelli funzionali e strutturali, tutte le risorse culturali, professionali e tecnologiche del Paese, e tale da contribuire a far entrare pienamente il nostro Paese nella Società dell’Inform@zione.