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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 06/02/2002)

Per recuperare questo gas non utilizzato (cosiddetto stranded gas) e' oggi disponibile una tecnologia che consente di trasformarlo in prodotti petroliferi liquidi quali benzina, kerosene per jet e gasolio diesel di ottima qualita', facilmente trasportabili per giunta privi di zolfo e prodotti aromatici. Un impianto pilota per la trasformazione del gas naturale in idrocarburi liquidi e' in sperimentazione in Italia da qualche mese nella raffineria Eni si Sannazzaro de' Burgondi, presso Pavia. La tecnologia e' stata sviluppata dall'EniTecnologie e dall'Institut Francais du Petrole (IFP) ed e' protetta da 44 brevetti. L'impianto e' costato 16 milioni di euro ed ha una capacita' di produzione di 20 barili al giorno. 


La tecnologia e' a ridotto impatto ambientale; i prodotti di scarto sono solo cere ed acqua. 

Secondo l'Eni, basandosi sugli sviluppi del sistema utilizzato nell'impianto pilota (il cosiddetto Fischer Tropsch) un singolo impianto tipo sarebbe in grado di convertire ogni anno in prodotti liquidi circa 2,7 miliardi di metri cubi di gas naturale, pari a quasi il 3% di tutto il gas oggi disperso. 

I bacini con una maggiore potenzialita' di sfruttamento del gas naturale sono stati individuati in Alaska, Venezuela, Peru', Nigeria, Iraq, Iran, Arabia Saudita, Kuwait e Kazakhstan.