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(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella homepage del BUR del 16/01/2002)

Con la partecipazione di circa 20.000 studenti, iscritti a 9 facoltà e 35 corsi di laurea, ed una struttura di servizio che raggiunge i 2.000 addetti, tra docenti e personale amministrativo, l'Ateneo di Verona ha come obiettivo quello di operare una trasformazione culturale al proprio interno, che permetta sia il miglioramento della qualità del lavoro sia, conseguentemente, il miglioramento della qualità del servizio fornito. All'inizio del 2001, dopo una fase iniziale di decentramento delle strutture informatiche iniziata nel 1998 con la dismissione dei due mainframe IBM centrali, l'Università ha dato il via ad un progetto per uniformare alcune prestazioni del sistema informativo distribuito, volendo perseguire una strategia innovativa di integrazione. L'ambiente operativo creatosi nel corso degli ultimi anni è molto eterogeneo. Basati su circa 30 server, nella maggior parte dei casi funzionanti in ambiente Windows Nt oppure 2000, ma con alcune realtà operative sotto sistemi operativi Linux, freeBDS, Sun/Unix o Novell Netware, i servizi dal sistema informativo vengono distribuiti a circa 3.000 stazioni di lavoro. Queste ultime comprendono sia le workstation dei laboratori di ricerca, dove prevalentemente l'ambiente operativo è basato su Linux, sia quelle presenti nelle differenti unità amministrative sparse su tutto il territorio servito, che normalmente utilizzano l'ambiente Windows 2000. "Esistevano già precedentemente rapporti consolidati con Computer Associates - afferma Giovanni Michele Bianco, Direttore dei Servizi Informativi dell'Università di Verona - dato che eravamo clienti nell'area storage, come utenti di ARCserve, e in quella della sicurezza, come utenti dell'antivirus
Inoculate. Però queste soluzioni erano limitate a necessità specifiche, mentre il problema che stavamo affrontando era più generale". L'idea infatti era quella di adottare un prodotto in cui fossero già integrate tutte le componenti di base per la gestione di ambienti hardware disomogenei e per il monitoraggio di una rete complessa come quella dell'Ateneo. "In continuità con le soluzioni software di CA già installate, abbiamo subito riconosciuto in Unicenter tutte le caratteristiche che ritenevano indispensabili, - prosegue Bianco - però abbiamo preferito procedere per gradi, data la complessità dell'ambiente e la molteplicità dell'utenza da integrare. Il principale obiettivo era quello di un costante monitoraggio di base, relativamente alla corretta funzionalità sia dei numerosi sistemi sia della rete, con velocità mista da 34 a 155 megabit al secondo. A questo si aggiungevano le necessità di un controllo sistematico delle licenze impiegate, di un sistema di sicurezza antivirus, particolarmente mirato sui servizi di posta elettronica, e di un'applicazione centralizzata per la gestione dei backup".  Per questi motivi, nella prima fase di sperimentazione, l'uso della tecnologia di Computer Associates per il system and network management è stato limitato a cinque funzioni basilari, implementate solo su 400 stazioni nell'area amministrativa che costituivano l'utenza campione individuata. Impiegando il modulo Unicenter Remote Control adesso il team di Bianco è in grado di risolvere direttamente dalla sede centrale i problemi che vengono rilevati dagli utenti. In futuro potranno essere gestiti in modo centralizzato gli allarmi identificati da Unicenter in ambiente Windows Nt oppure 2000, Unix e Linux. Inoltre, tutte le segnalazioni, generate da anomalie operative dei vari elementi che costituiscono l'infrastruttura, sono rappresentate sulle mappe grafiche real world per fornire informazioni visive relativamente allo stato delle risorse controllate e alla loro capacità operativa.


"Una delle caratteristiche più innovative che abbiamo rilevato nella soluzione offerta da Computer Associates, - osserva Bianco - è quella di rappresentare la topologia della rete, le strutture dei sistemi e la composizione delle stazioni di lavoro installate in periferia, in formato grafico 3D. Un modo questo veramente immediato di trasmettere le informazioni, che si traduce nella facilità di navigazione e di interpretazione degli allarmi anche da parte di personale non esperto". Per quanto riguardava l'estensione del servizio a tutto l'insieme degli utenti dell'Ateneo, le esigenze erano molteplici e dovevano tenere conto anche degli sviluppi successivi, partendo dall'area amministrativa centrale per giungere anche all'utenza dislocata nelle numerose sedi periferiche. Al termine dell'attuale fase di implementazione, utilizzando il modulo Unicenter Asset Management, il gruppo di supporto interno è in grado di tenere sotto controllo l'inventario sia dell'hardware sia del software presente nell'ambito delle diverse strutture universitarie.  Nell'immediato futuro sarà inoltre possibile tenere traccia di tutte le variazioni di configurazione che verranno apportate nel corso delle fasi successive di integrazione sia dei sistemi che della rete stessa. Già ora può essere esercitato un maggiore controllo sul corretto uso delle licenze software di un elevato numero di prodotti, impiegati anche nelle aree della ricerca. Grazie alla componente Unicenter Software Delivery, lo staff di Bianco può provvedere automaticamente all'aggiornamento tempestivo di tutte le postazioni di lavoro con le versioni aggiornate del prodotto antivirus Inoculate di CA. Per l'area della sicurezza è prevista in tempi brevi anche l'estensione a 2000 client di eTrust Antivirus, la soluzione CA che fornisce la migliore protezione contro le minacce più recenti e comuni ai sistemi, grazie ad una avanzata tecnologia di scansione basata su differenti tipi di algoritmi. Con questo prodotto di Computer Associates sarà possibile ridurre ancora sensibilmente le infezioni da virus nelle stazioni di lavoro di tutta l'Università, pur non appesantendo i tempi di elaborazione sui client. Inoltre si potrà automatizzare e semplificare la gestione degli aggiornamenti, mantenendo anche un database centralizzato con il log di tutte le segnalazioni, costituite dal rilevamento dei virus e dal metodo di rimozione utilizzato. Seguendo la stessa impostazione, è prevista anche la migrazione da ARCserve Backup a BrightStor ARCserve Backup, il sistema CA di gestione dello storage che garantisce elevati livelli di interoperabilità, funzionalità e prestazioni e un'architettura scalabile, così come richiesto dalle necessità espresse anche dal mondo accademico. "Ora che abbiamo concluso la prima fase, raggiungendo gli obiettivi che ci eravamo prefissi, - conclude Bianco - il prossimo passo consiste nell'estendere i benefici che abbiamo ottenuto a tutta l'utenza amministrativa ed alle facoltà. Pensiamo inoltre di ampliare le possibilità di controllo, grazie all'impiego dagli agenti per i sistemi operativi, per i database e per il Web. Come ultimo impegno abbiamo in progetto il nuovo portale universitario e per questa realizzazione stiamo analizzando CleverPath Portal".

L'Università di Verona serve come area di riferimento il bacino studentesco del nord- est italiano. Con due poli principali nella città di Verona e con altre 12 sedi distaccate sul territorio delle tre regioni venete, raccoglie un'utenza di circa 20.000 studenti che fanno capo a 9 facoltà, 14 dipartimenti e 35 corsi di laurea, gestiti da un organico interno di 2.000 dipendenti, considerando sia i docenti che il personale amministrativo.