(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 21/01/2002)
Lo strumento, di non piu' di 6-7 kg di massa, ma
dal costo di qualche decina di miliardi, potrebbe essere realizzato da Galileo Avionica
(le ex Officine Galileo) di Firenze. A Padova rimanda anche il nome del progetto dell'Esa,
ovvero a quello dello scomparso scienziato padovano Giuseppe Colombo, inventore del
sistema Thetered, scopritore del fenomeno di risonanza di Mercurio rispetto al Sole e
'meccanico celeste' che indico' alla Nasa le traiettorie per le sue prime sonde
interplanetarie.
Ma sul progetto, uno dei piu' ambiziosi nel
prossimo decennio per l'Esa, pesa ora - spiega Cremonese - l'incognita dei finanziamenti,
dopo il taglio del 15% delle risorse all'Agenzia Europea deciso nelle scorse settimane dai
ministri della ricerca scientifica dei Paesi aderenti. Il lancio della sonda (ancora
incerto se dalla base di Kourou con un Ariane o da Baykonour con un Soyuz) e' previsto nel
2009.
La sonda, grazie ad un innovativo sistema di
propulsione ionico ed elettrico, dovrebbe impiegare solo tre anni per coprire i 120
milioni di chilometri che separano la Terra da Mercurio, due in meno dei cinque previsti
dalla Nasa che nel 2005 lancera' una propria sonda verso Mercurio. |
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Del programma europeo fara' parte per la prima volta anche l'Agenzia spaziale
giapponese, che costruira' il modulo magnetosferico cui spettera' il compito di studiare,
con un orbita elittica, i fenomeni magnetici e di interazione del pianeta con il vento
solare.
Il telescopio della 'Bepi Colombo', che sara'
installato invece sul modulo planetario, dovrebbe permettere di riprendere immagini
tridimensionali della sconosciuta superficie di Mercurio per tracciarne per la prima volta
la mappa geologica e topografica. L'Esa, rifersce Cremonese, ha invece annullato per
mancanza di finanziamenti il progetto di un terzo modulo, un lander, che avrebbe potuto
scendere sulla superficie del pianeta.
La grande vicinanza di Mercurio al Sole (30
milioni di km, rispetto ai 150 milioni che Terra dista dall'astro), e le elevate
temperature della sua superficie (600 gradi nella parte illuminata dal Sole) fanno del
progetto 'Bepi Colombo' una missione difficile. Ma dalle enormi ricadute potenziali, sia a
fini scientifici che tecnologici. |