(...la parte iniziale di questo articolo e'
pubblicata nella homepage del BUR del 15/01/2002)
Un gioco di squadra che ha permesso di
'fotografare' un'esplosione - la prima di questa potenza per una sorgente di raggi X -
avvenuta in una galassia estremamente lontana, tanto che la luce ha impiegato alcuni
miliardi di anni per raggiungerci''. ''I Flash X - prosegue Piro - sono lontanissimi come
i lampi gamma, di cui sono certamente parenti. Ma se era ipotizzabile all'inizio che si
trattasse di lampi gamma talmente distanti da presentarsi nei raggi X a causa
dell'espansione dell'Universo, oppure eventi la cui luce visibile fosse assorbita da gas e
polveri di eccezionale densità, oggi tutto viene rimesso in discussione''. |
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Agli astrofisici spetta ora quindi il compito di ricomporre questo puzzle
scientifico, consapevoli che questa scoperta puo' essere in grado di gettare nuova luce
sulla storia del cosmo, in particolare sull'evoluzione delle stelle e delle galassie. Un
compito che richiede ancora una volta l'apporto di 'Beppo' SAX.
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