(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 26/03/2002) Un problema, quello dei disegni sui monumenti, aggravatosi ultimamente a
causa del diffondersi della moda dei graffiti metropolitani. "Mentre le superfici metalliche - spiega Giorgio Cerichelli, padre di questa
innovazione e Ordinario di Chimica Organica all'Università de L'Aquila - una
volta imbrattate sono ripulibili con relativa facilità, quelle lapidee
subiscono danni gravissimi, sia per la complessità delle pietre che per la
invasività delle vernici". Per rimediare al problema, sino ad oggi sono stati utilizzati in
prevalenza mezzi meccanici piuttosto drastici - come la idropulitura, la sabbiatura o
il frullino - mentre i solventi si sono dimostrati o poco efficaci o addirittura nocivi, a causa del
rischio di diffusione del colore all'interno del substrato lapideo e del formarsi di aloni. |
|
La nuova sostanza prodotta dal CNR sviluppa invece dei nuovi tensioattivi da
utilizzare in soluzione acquosa che, applicati sul marmo bianco di Carrara,
sul rosa Portogallo e simili, hanno già dato ottimi risultati e nessun
problema di inquinamento o di nocività per la salute. "E' chiaro - sottolinea Cerichelli - che non sempre si ottiene il risultato
ideale: molto dipende infatti dalla superficie offesa e dalla vernice impiegata dai
graffitari. Ma stiamo continuando le ricerche, anche in
collaborazione con imprese private e altre università, per ampliare lo
spettro di applicazione".
|