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Universita' di Milano |
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In copertina su Science di questa settimana una ricerca
italiana (IFOM e Università di Milano). Ottenute per la prima volta immagini del DNA
difettoso che contribuisce all'insorgenza del cancro. La ricerca è stata finanziata da
AIRC e da Telethon
In gergo si chiamano "zampe di gallina": viste al microscopio elettronico
ricordano proprio le impronte dei pennuti da cortile, ma sono il preludio di tumori e
gravi malattie genetiche. Di queste strutture aberranti gli scienziati parlano da almeno
trent'anni, ma solo ora qualcuno è finalmente riuscito a vederle. Marco Foiani,
ricercatore dell'Istituto FIRC di Oncologia Molecolare (IFOM) e docente presso
l'Università degli Studi di Milano, insieme ai collaboratori Josè Sogo (Istituto
Federale Svizzero di Tecnologia - ETH, Zurigo) e Massimo Lopes (IFOM), ha ottenuto per la
prima volta immagini "in vivo" (cioè da cellule viventi) delle strutture
patologiche del DNA tipiche delle cellule avviate alla degenerazione tumorale. La
scoperta, a cui Science dedica la copertina di questa settimana, contribuisce a chiarire
le basi molecolari del meccanismo di formazione del cancro. |
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| Le cellule
sono dotate di meccanismi di controllo, i cosiddetti "checkpoint", specie di
"computer di bordo" che sovrintendono al corretto svolgimento del ciclo vitale
e, regolando la replicazione del DNA al momento della riproduzione cellulare, impediscono
la comparsa dei tumori. Quando una cellula è pronta per riprodursi, cioè per dividersi e
dare origine a due cellule figlie geneticamente identiche, il suo DNA si duplica (fase di
replicazione), in maniera che ognuna delle cellule figlie erediti l'intero corredo
cromosomico (genoma) della madre. L'anno scorso il gruppo di Foiani aveva dimostrato che i
checkpoint geneticamente alterati "inceppano" la replicazione e, rendendo
instabile il genoma, creano le condizioni per la degenerazione tumorale (oncogenesi) delle
cellule. Oggi, con la scoperta pubblicata su Science, il team aggiunge un'importante
tessera al mosaico molecolare dei meccanismi oncogenetici. Con una serie di esperimenti
condotti sul lievito Saccharomyces cerevisiae, i ricercatori hanno scoperto che le
"zampe di gallina" non si formano nelle cellule sane, ma sono visibili solo
nelle cellule il cui meccanismo di checkpoint è mutato e non funziona più in maniera
corretta. |
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"Quando
qualcosa non va nel checkpoint - spiega Foiani - alcune proteine che normalmente svolgono
un ruolo benefico diventano pericolosissime e aggrediscono il DNA in replicazione. Così
si producono strutture come le 'zampe di gallina', in pratica pezzi di DNA 'malato' che
rendono l'intero genoma molto fragile e instabile e causano lo scambio di materiale
genetico tra un cromosoma e l'altro. E questi scambi sono all'origine dei tumori e di
gravissime sindromi ereditarie da 'DNA difettivo'."
Due gli obiettivi che Foiani intende perseguire nell'immediato futuro: individuare le
proteine che aggrediscono il DNA e producono le "zampe di gallina" nel lievito e
tentare di visualizzare le stesse strutture patologiche in tessuti umani prelevati da
pazienti affetti dalle sindromi da "DNA difettivo".BUR.IT 26.07.02 |
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