(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 21/03/2002) Che cosa è successo infatti allora ai numerosi cattedratici ebrei (solo a Bologna erano undici, su un corpo docente di appena novantanove) cacciati con le leggi razziali nel 1938, chi emigrato, chi soltanto allontanato, allorchè si ripresentarono alla loro Università di provenienza, per riprendere il lavoro perduto?
Fu un rientro difficile, appunto, tra umiliazioni e rinunce.
Molti di loro, infatti, lasciarono perdere e restarono all’estero. E in questo modo gli Atenei italiani, la ricerca italiana nel suo complesso, perse l’opportunità di ri-accogliere nel suo seno studiosi che proprio durante gli anni della guerra, lavorando all’estero, avevano ulteriormente arricchito il personale patrimonio del sapere.
Si tratta di un argomento delicato per il mondo accademico, e l’Università di Bologna è la prima che sceglie di affrontare con rigore storico vicende particolari, ma significative, della storia degli Atenei italiani, della ricerca e della cultura nel nostro Paese.
L’Università di Bologna promuove questa riflessione a tutto campo, estendendola anche ad altri Paesi: appare particolarmente stimolante l’analisi comparativa con ciò che avvenne ai docenti ebrei rientrati in Francia e soprattutto in Germania. |
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PROGRAMMA
Il convegno si articola in due parti. Dopo l’apertura, da parte del Rettore dell’Università di Bologna Pier Ugo
Calzolari, e dei direttori dei Dipartimenti di politica, istituzioni e storia prof. Tiziano Bonazzi e di discipline storiche prof. Paolo Prodi, si apre la prima sessione, presieduta dal prof. Paolo
Pombeni, nel corso della quale relazioneranno:
Roberto Finzi (Università di Trieste) “Un nodo storico e storiografico: la reintegrazione post bellica degli ebrei nelle Università”
Fabio Levi (Università di Torino) “Il ritorno degli ebrei italiani alla vita”
Lutz Klinkhammer (Istituto storico germanico) “Il caso tedesco. Un bilancio storiografico”
La seconda parte (ore 15,00) presieduta dalla prof. Mariuccia Salvati, prevede cinque relazioni:
Francesca Pelini (Università di Pisa) “Percorsi di reintegrazione di accademici ebrei italiani dopo la Liberazione”.
Dianella Gagliani, Simona Salustri (Università di Bologna) “Esclusioni e reintegrazioni. Docenti ebrei e ateneo bolognese”
Riccardo Bonavita “Profili e vicende di letterati esclusi” Gianni Sofri (Università di Bologna) “Altri ritorni. Per ricordare quelli che non giurarono”
Gian Paolo Brizzi (Università di Bologna) “Gli studenti che non tornarono” |