(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 25/03/2002) “La facoltà di Scienze della formazione – ha sottolineato Honsell – con questo accordo interpreta nel migliore dei modi lo statuto dell’università, che, tra gli obiettivi principali, si propone il servizio al territorio. In linea con la riforma, inoltre, la collaborazione supera le “vecchie” lezioni cattedratiche, per stimolare l’apprendimento degli studenti anche attraverso attività che vedono impegnati diversi attori sociali”. In futuro, ha anticipato il rettore, non appena sarà terminata la nuova sede di Scienze della formazione, che si stabilirà nell’ex Blanchini, sarà messa a disposizione un’aula attrezzata, da utilizzare come laboratorio per le attività espressive. La convenzione, di durata biennale, si prefigge l’intento di promuovere il confronto e far nascere la curiosità verso un ambito, come quello del teatro e dello spettacolo, ancora in gran parte sconosciuto.
Esprimendo apprezzamento per l’apertura del concetto di insegnamento dimostrato dall’ateneo udinese, de Maglio ha spiegato come i seminari rivolti agli universitari “non pretendono di “insegnare ad insegnare”, bensì ad avere coscienza dei propri strumenti espressivi, una qualità fondamentale per i futuri insegnanti”.
L’inserimento nei programmi scolastici della scuola dell’obbligo e di quella superiore di discipline legate al vasto campo dell’attività espressiva (teatro e musica) è un elemento che la facoltà di Scienze della formazione ha tenuto ben presente nella programmazione didattica, tanto da attivare all’interno del corso di laurea l’insegnamento di Attività motorie ed espressive che, grazie alla convenzione, viene ulteriormente arricchito. “La facoltà e l’accademia – ha evidenziato Rigo - si impegnano a stabilire un rapporto di collaborazione attraverso l’attuazione di attività didattiche e formative finalizzate al completamento della formazione accademica e professionale degli studenti iscritti all’università e dei giovani dell’accademica. |
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Saranno anche organizzati incontri, seminari, convegni di carattere scientifico e culturale, nonché progetti disciplinati da accordi specifici”.
La scelta di puntare al mondo del teatro è fondata su una motivazione culturale e costituisce, inoltre, un prezioso aiuto per i futuri insegnanti, dato che offre strumenti utili per accrescere capacità di comunicazione, di ascolto, di interpretazione di sé e degli altri. Una marcia in più per i giovani, quindi, che si concretizzerà nella possibilità di partecipare ad alcuni incontri de “Gli spazi del corpo”, un’iniziativa promossa dalla “Nico Pepe”, in collaborazione con l’Associazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine.
La partecipazione ai seminari di Maril Van den Broek, Massimo Gerardi e Giorgio Rossi costituisce per gli studenti sia un’opportunità di vedere al lavoro alcuni maestri della scena contemporanea, ma offre anche la possibilità di integrare il credito formativo. I seminari si presentano con una formula che prevede l’approccio a diversi linguaggi e tecniche del teatro e della danza, per il fatto che le tendenze della scena contemporanea sono orientate a una concezione organica, dove corpo e voce sono posti in una relazione continua che non conosce distinzioni di generi, ma punta alla contaminazione e all’esplorazione di altre discipline.
Se con Van den Broek, pedagoga e attrice olandese, il lavoro sarà indirizzato a stimolare nei partecipanti una ricerca volta ad accrescere l’energia del singolo e del gruppo, con Massimo
Gerardi, affermato coreografo in Germania, i giovani saranno introdotti a nuove tecniche di rilassamento e danza, mentre con Giorgio Rossi, danzatore, mimo e acrobata, ci sarà la possibilità di coinvolgere i partecipanti in una danza più “teatrale”.
Fra le iniziative inserite nella convenzione, c’è anche la possibilità di assistere a letture sceniche e “mise en espace” che gli allievi-attori della “Nico Pepe”, sotto la guida di docenti di Tecniche di recitazione, presenteranno a conclusione dei percorsi tematici in attuazione: il primo dedicato alla trilogia “Lutto si addice a Elettra” del drammaturgo americano Eugene O’Neill e il secondo alla poesia italiana del ‘600 e al suo esponente più prestigioso, Giovan Battista Marino.
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