(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 12/03/2002)
“Si tratta – spiega il direttore Gian Nicola Babini – di un risultato molto innovativo. Se pensiamo alla grande varietà di specie vegetali esistenti possiamo immaginare di ottenere strutture complesse a basso costo e con grandi potenzialità applicative: le nuove strutture ceramiche, infatti, imitano perfettamente l’anatomia del tessuto cellulare delle strutture ligneo-cellulosiche originarie, tra cui ogni tipo di legno, fibre vegetali (agave, juta, canapa, cotone eccetera) o foglie.
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Gli scheletri porosi in ceramica che se ne ricavano risultano identici a quelli del vegetale, con dimensioni ridottissime che vanno dai nanometri ai micrometri, sino ai millimetri”.
Dopo questo esperimento i tecnici dello ISTEC-CNR continueranno la fase di sperimentazione, ampliando le conoscenze di un settore in forte espansione, che proprio oggi ha inaugurato a Faenza l’istituzione da parte dell’Università di Bologna del primo Corso di laurea in “Chimica dei materiali e tecnologie ceramiche”, che si terrà proprio presso la sede del
CNR.
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