(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 07/02/2002)
Della necessità di migliorare le condizioni di vita delle missioni nello spazio ha parlato anche Umberto Guidoni, l’astronauta italiano che nel marzo 2001 è salito a bordo della Stazione spaziale internazionale in orbita fra la Terra e la Luna, che attualmente ospita un equipaggio di 3 individui e arriverà ad ospitarne 7. “Quando si trascorre molto tempo in una stazione spaziale ha detto l’ingegnere le condizioni psicologiche dei membri dell’equipaggio sono importanti, per cui anche l’abitabilità diventa essenziale. Uno dei bisogni primari dell’astronauta che deve superare i disagi di una missione prolungata, è la possibilità di avere un piccolo spazio per isolarsi e raccogliere i propri effetti personali, oltre che per dormire. Separare gli spazi di lavoro e di riunione da quelli del riposo è importante per migliorare sia il livello delle prestazioni che i momenti di socialità “. |
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Proprio in questa direzione si sta muovendo il consorzio IACSA, che recentemente ha ricevuto dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) su richiesta della NASA l'incarico di progettare gli spazi interni del modulo abitativo italiano,
l'HAB Module, che si aggancerà nel 2006 con la Stazione Spaziale Internazionale. Nel progetto, coordinato dal fiorentino Daniele Bedini e che verrà realizzato grazie
all'Alenia Spazio, viene tra l'altro utilizzata una tecnologia pneumatica, che permette di realizzare innovative strutture gonfiabili molto leggere e poco ingombranti grazie alla loro
removibilità. Oltre che di tali ricerche il consorzio si occupa anche delle tecnologie per l'osservazione remota della terra, dei sistemi di telecomunicazione con supporto nello spazio, nonché del trasferimento di tecnologie avanzate.
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