(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 07/02/2002) Le sfide del cambiamento”, pubblicato recentemente da Isedi (Torino) e presentato a palazzo Antonini di fronte ad un folto pubblico.
Un libro che nasce dall’esperienza diretta di rettore di un ateneo “giovane ma in costante crescita – ha raccontato Strassoldo -, che ha cominciato a svincolarsi dal Ministero e ad acquistare sempre più autonomia, in un territorio come quello friulano, già di per sé ispirato alla cultura del fare”. Il libro non vuole essere un manuale, un’opera organica e sistematica, ma una raccolta delle esperienze più significative emerse in questi anni di sperimentazione e di cambiamento. Un lavoro spesso arduo, perché, come non ha mancato di evidenziare Strassoldo, “l’università studia la realtà esterna, ma non è abituata ad analizzare se stessa e quindi sono pochi gli studi rivolti all’interno”.
“Tutte le istituzioni stanno vivendo un momento “drammatico” – ha detto il rettore dell’Università di Udine, Furio Honsell -, di trasformazione, competizione ed efficienza. Per questo la metafora dell’azienda si applica perfettamente anche all’università che ora dovrà tradurre in azione i principi aziendali, pur mantenendosi fedele ai suoi valori ed ideali”. Il volume è stato presentato da due esperti di alto livello: Luigi Biggeri, presidente dell’Istituto nazionale di statistica e docente dell’Università di Firenze e Elio Borgonovi, direttore della Scuola di direzione aziendale e professore alla “Bocconi” di Milano. |
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“Tra i pregi del libro – ha sottolineato Biggeri – c’è l’attenzione al momento di forte cambiamento che sta avvenendo nell’università. Cambiamento di fronte al quale è necessario prendere coscienza, condizione essenziale per non essere condannati ad un’irreversibile involuzione”. E per prendere coscienza del cambiamento sarà necessario cambiare la mentalità di chi lavora nell’università, sia docenti che personale amministrativo. Il prof. Biggeri non ha risparmiato anche le critiche al testo che, secondo lui, trascura la trattazione di alcune tematiche: la ricerca, la valutazione dei risultati, l’aggiornamento dei dati e delle statistiche.
“Ma i limiti del libro possono essere visti anche come pregi – ha incalzato Borgonovi -, in quanto il testo rispecchia la situazione attuale in cui sta vivendo l’università, divisa fra modelli di riferimento e situazione reale”. Il cambiamento, dunque, è una sfida soprattutto nella gestione dell’università. Borgonovi ha sottolineato la necessità di avere una struttura amministrativa più professionalizzata verso le nuove esigenze, un supporto che fornisca informazioni in maniera selezionata. Per questo è necessaria una maggiore selezione del personale, riducendone la quantità per privilegiare la qualità.
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