(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 17/01/2002)"E'
un evento importante - ha sottolineato stamani nella conferenza stampa di presentazione il
prof. Adolfo Puxeddu, Preside di Medicina di Perugia - perché coinvolge la Facoltà e
tocca da vicino il migliaio di studenti che la frequentano". Verranno illustrate le
trasformazioni che hanno portato negli ultimi dieci anni alla definizione del curricolo
del Corso di laurea in Medicina, stabilito con i provvedimenti di legge dell'anno 2000, ed
attuato nel corrente anno accademico. Nel convegno verranno presentate le conclusioni di
una ricerca (biennio 1999-2001) che, seguendo alcune indicazioni provenienti da esperienze
di altri paesi europei, ha messo a punto un modello di percorso verticale (da primo al
sesto anno di corso), che dà allo studente la capacità di comunicare con il paziente e
la sua famiglia, di familiarizzare con la storia delle malattie, dei casi al di fuori
dell'ospedale, di comprendere i problemi di salute anche relativamente alla comunità dove
la popolazione vive e lavora, come richiesto dagli obiettivi formativi ufficiali. |
|
Elemento centrale di tale processo formativo è stata la
collaborazione costante con i medici di medicina generale, o medici di famiglia, che
costituiscono il primo punto di riferimento della popolazione. Si è riscontrata la
fattibilità, anche nelle nostre università, dello sviluppo di moduli formativi, come
quelli sperimentati, per i quali hanno dimostrato grande interesse gli studenti, che si
sono sentiti protagonisti e impegnati sia nello studio dei problemi, sia nelle attività
pratiche, particolarmente apprezzate. La ricerca ha dimostrato di avere due impatti
positivi, almeno a Perugia: il Corso di laurea in Medicina ha deliberato di consolidare i
moduli sperimentati, anche per l'anno accademico 2001/2002, e contemporaneamente il
Presidente del Corso prof. Fausto Grignani ha potuto mettere in atto processi per
consolidare i rapporti tra la Facoltà e la Scuola umbra di medicina generale per rendere
organica la collaborazione dei medici di famiglia. |