(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 10/01/2002)Le
Università siciliane chiedono la istituzione della nuova struttura Politecnico con
localizzazione pluricentrica nelle aree metropolitane di Catania, Messina e Palermo, in
forza della loro antica presenza, del loro alto e peculiare ruolo nella regione, dei loro
prestigio e della necessità di supporto alla nuova realtà industriale della Sicilia e
dei paesi del Mediterraneo. Con riferimento alla ipotesi di istituzione di un Politecnico
del Mediterraneo, il cui studio dii fattibilità è stato oggetto di una gara bandita
dalla Regione Sicilia, i Rettori richiamano come la presenza plurisecolare delle tre
Università nella regione sia stata e sia ancora oggi sicuro fattore di sviluppo e di
avanzamento culturale e sociale, e come all'interno di esse siano attive strutture di
didattica e ricerca della più alta qualificazione e di riconosciuta competenza, specie
nei settori delle tecnologie avanzate e tradizionali, e delle scienze applicate. Tutto
ciò induce a considerare maturi i tempi per la costituzione di un Politecnico in Sicilia,
per il quale, in tempi diversi e sedi diverse, ipotesi sono state ripetutamente studiate,
anche in anni recentissimi. Un Politecnico in cui si persegua anche il processo di
coesione culturale tra giovani di diversi paesi e culture, fattore di pace e precondizione
per il raggiungimento di qualificanti obiettivi sociali, per la regione e per il
Mediterraneo. |
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La nuova struttura dovrà contribuire a recuperare il
deficit esistente in alcuni settori dell'innovazione tecnologica, candidata a essere la
risposta più alta della Regione Sicilia alle esigenze di sviluppo tecnologico, con la
realizzazione di strutture formative e di ricerca di alto livello, in grado di competere
con quelle che si possono riscontrare in altre regioni italiane e straniere. Il
Politecnico del Mediterraneo dovrà essere comunque di supporto anche a quei settori che
da sempre hanno costituito elementi portanti dello sviluppo dei Mediterraneo (risorse
idriche, rimboschimento, tutela ambientale, ricerca e "sostenibilità
petrolifera", recupero dei beni architettonici supporto alla piccole e media
industria, etc.). Nella stessa riunione il Comitato ha approvato, all'unanimità, il
seguente comunicato: "Il Comitato di Coordinamento delle Università siciliane, nel
prendere atto della situazione di difficoltà che attualmente attraversa l'Ateneo
Palermitano, rivolge un pressante appello al Governo Nazionale e al Parlamento, affinché
la delicata materia della composizione degli Organi accademici e degli elettorati attivi e
passivi nelle Università venga disciplinata definitivamente e con chiarezza in maniera da
restituire serenità e certezza del diritto a tutti gli atenei italiani". |