(...la parte iniziale di questo articolo e' pubblicata nella
homepage del BUR del 10/01/2002)Dopo 400
ore di didattica comprensive di almeno 100 ore di tirocinio, saranno in grado di
affrontare e risolvere adeguatamente le complesse problematiche di insegnamento delle
classi con alunni in situazione di handicap, disabilità, minorazioni o stati psicofisici
di svantaggio. Una novità assoluta che va a colmare un vuoto nel campo dell'attività
didattica di sostegno e che persegue uno degli obiettivi primari dell'Università
friulana, ovvero quello dell'offerta di una formazione continua. Il corso è stato accolto
favorevolmente da parte dei neo-specializzati: gli iscritti sono 40, dei quali 36 hanno
conseguito la specializzazione per l'insegnamento nella scuola secondaria preso la Scuola
dell'Università di Udine, 3 presso la Scuola di specializzazione dell'Università di
Trieste e 1 presso quella dell'Università di Palermo. Intanto,
proseguono con successo anche i corsi del biennio 2001-2002 della Scuola di
specializzazione per insegnanti della scuola secondaria che, nell'anno appena trascorso,
ha sfornato i primi cinquanta professori di scuola secondaria abilitati a prendere posto
dietro alla cattedra senza doversi sottoporre al tradizionale "concorsone". |
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Gli iscritti quest'anno sono 176, dei quali 103 hanno
optato per l'area Linguistico-letteraria, 32 per l'area delle Lingue straniere, 23 per
l'area Fisico-informatico-matematica e 18 per l'area delle Scienze naturali. Per quanto
riguarda il futuro della Scuola di specializzazione, "i prossimi passi - spiega il
prof. Pierluigi Rigo, direttore della Scuola di specializzazione - saranno resi noti dalla
Commissione Bertagna, che sta lavorando per la definizione delle modalità di formazione
degli insegnanti. E' probabile che venga adottato il modello 3+2, ovvero una laurea
triennale di primo livello, seguita da una laurea specialistica, corrispondente
all'attuale Scuola di specializzazione". L'Università di Udine sta seguendo
attentamente questa fase decisionale. "L'esperienza dei primi due anni di attività -
continua Rigo - ha avuto il grande pregio di far dialogare le scuole con l'Università. E
ciò soprattutto grazie al tirocinio che i futuri professori svolgono durante i due anni
di formazione: la professionalità si costruisce così all'interno delle scuole. La
collaborazione che si è instaurata tra Università e territorio ha dato ottimi risultati,
e andrà comunque mantenuta, qualunque sia il futuro della formazione degli
insegnanti". |